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Recensione: Pixlr, photo editing concreto anche su mobile

Pixlr non richiede installazioni locali: questa è la formula alla base della versatilità e del successo della web app che, con oltre 500 milioni di utenti in tutto il mondo, è a tutti gli effetti un tool di photo editing valido e con un alto potenziale.

Ma è solo questo il punto di forza di Pixlr? In realtà gli aspetti sono molteplici, a partire dal prezzo.

L’abbiamo testato in ambienti fuori dalla tradizionale “comfort zone” in cui gravitano applicazioni di questo genere, provando entrambe le versioni disponibili: la entry level denominata Pixlr X e la soluzione avanzata, Pixlr E.

In realtà le versioni sarebbero addirittura quattro, se consideriamo le ancora non dismesse Pixlr Express e Pixlr Editor che, nate nel 2008, necessitano di tecnologia Flash, supportata ancora per qualche mese dai browser (almeno fino alla fine del 2020).

Pixlr è gratis in versione base, che prevede un set limitato di sticker e strumenti e la presenza di pubblicità, come nei casi più classici di offerte gratuite.

Le versioni Premium e Professional hanno piani di abbonamento a partire da 3,99 dollari fino ai 19,99 dollari per la soluzione annuale con pagamento mensile.

L’app per dispositivi mobili ha funzioni più elementari: è possibile trovarla in promozione a partire dai 9 euro all’anno.

Pixlr X, photo editing di base

La prima schermata, in italiano, permette di accedere ad uno spazio dedicato alla cronologia delle immagini modificate, in cui è possibile impostarne di preferite. Il caricamento avviene tramite upload da locale o tramite url web.

In entrambi i casi, la funzione di pre-ridimensionamento immagine suggerisce l’eventuale riduzione dei pixel: uno step utile nel caso di immagini molto pesanti, indispensabile per chi lavora con connessioni meno performanti.

Campionatura del colore in Pixlr web app

Pixlr X ha un’interfaccia elementare: a sinistra la barra degli strumenti contiene tutto quello che serve per l’editing di base. Le funzioni sono raggruppate per categorie e richiamano a strumenti noti anche agli utilizzatori di Photoshop (Timbro clone, Toppa ma anche i set personalizzabili di pennelli).

Tra le novità di queste versioni di Pixlr c’è sicuramente l’integrazione con intelligenza artificiale che permette di utilizzare strumenti manuali con il supporto AI. Nella sezione Ritaglio, ad esempio, AI Cutout identifica in automatico il soggetto principale della fotografia isolandolo dallo sfondo. Per chi ha necessità di preservare l’immagine iniziale, in questa fase è possibile creare un livello dedicato su cui operare in autonomia.

I neofiti ameranno gli elementi da database: sticker, forme, cornici e sovraimpressioni permettono la realizzazione di progetti rapidi e funzionali. Tre pannelli laterali si dividono lo spazio alla destra dello schermo: Naviga permette di muoversi all’interno dell’area di lavoro e utilizzare uno zoom fino al 5000%.

Storia invece, tiene traccia delle operazioni, in modo da avere sempre sotto mano la cronologia delle attività. Livelli, infine, permette di creare e organizzare i contenuti applicando anche Opzioni di Fusione e Trasparenze, proprio come avviene in Photoshop.

L’esportazione dei progetti prevede quattro tipologie di file: alle comuni JPG e PNG si aggiungono i formati WEBP e PXD. Anche in questa schermata sono accessibili strumenti di compressione Qualità o ridimensionamento dei pixel, a tutto vantaggio del download e dell’ottimizzazione della connessione.

Pixlr E, web app evoluta

Se avete lavorato in Pixlr X, avrete in automatico i vostri file anche accedendo alla versione E. Nella modalità di visualizzazione a schermo intero, sembra di essere a tutti gli effetti in un classico software da fotoritocco.

Pixlr web app
AI Cutout in Pixlr E

Pixlr E si arricchisce nella sezione riservata agli strumenti e alle barre del menù e delle opzioni, che compaiono in alto appena sotto la barra indirizzi del browser. In questa variante, gli strumenti sono più completi: è disponibile un selettore di colori (metodi colore disponibili RGB, HSB e HEX) con due opzioni per le tinte in primo piano e per lo sfondo. Il menù in alto ospita regolazioni colore molto simili a quelle che troviamo in Photoshop e una sezione dedicata ai filtri, per creatività rapide a partire da preset classici.

Nel menù modifica ci sono nuovi strumenti per la trasformazione libera delle immagini e, infine, nel menù File appare la funziona di stampa che apre in automatico l’omonimo comando del browser.

Gli strumenti a disposizione sulla app Pixlr

L’app per Android e OS

Abbiamo testato la versione nativa per i dispositivi mobili su un dispositivo Android. Oltre ad aver accesso alla galleria delle immagini, l’app di Pixlr permette di usare la fotocamera applicando filtri e pattern immediati.

Anche in questa versione, oltre agli strumenti creativi, troviamo funzionalità per la rimozione dei difetti, la correzione del colore e l’aggiunta di testo. L’esportazione prevede i principali social network o il salvataggio della composizione sullo stesso dispositivo.

Pro e contro

Se siamo dei professionisti abituati alle funzionalità di Photoshop troveremo diversi aspetti negativi usando Pixlr.

Non c’è possibilità di gestire il colore, accedere a strumenti di selezione avanzata, impostare metodi di interpolazione nel ricampionamento o esportare in formati differenti da quelli proposti.

Per chi cerca uno strumento avanzato di photo editing, probabilmente troverà “stretto” lo spazio messo a disposizione di Pixlr.

A nostro parere però, Pixlr è da collocare in quelli che si possono definire “strumenti didattici complementari”: l’assenza di alcune funzioni avanzate è utile per chi ha poca dimestichezza con i tecnicismi, che può così concentrarsi sugli aspetti creativi e sulla capacità di Pixlr di offrire funzioni concrete a esigenze quotidiane.

Non sempre infatti abbiamo il bisogno di utilizzare gli strumenti più profondi di Photoshop e avere un tool multipiattaforma è sicuramente utile anche per i professionisti.

Inoltre, l’assenza di metodi colore alternativi e di unità di misura differenti, obbligano l’utente a lavorare in pixel e RGB, due aspetti fondamentali per la valutazione corretta delle dimensioni di una foto e per la gestione del colore moderna anche in fase di stampa.

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