Reagire agli eventi nella catena logistica

Il mercato delle applicazioni per la supply chain ha dato di recente segni di risveglio. Ora, si prepara un 2004 all’insegna delle soluzioni basate sulla gestione delle eccezioni. Per questa via, si lega la pianificazione all’esecuzione.

 


Secondo gli analisti, il mercato europeo dei prodotti Scm (Supply chain management), licenze e servizi, in stasi dal 2001, dovrebbe ripartire con un ritmo di crescita del 10%, fino al 2006. Il mercato americano, invece, continuerà a crescere regolarmente come nel passato. Tale situazione è legata al fatto che, nel momento della crisi, presso le imprese europee era diffusa una mancanza di maturità e questo le induceva a operare in maniera ancora chiusa.

Prevedere l’imprevedibile


La ripresa vedrà un recupero degli investimenti, unito alla necessità di continuare a ridurre i costi migliorando i processi. Gli editori di Scm dovranno allargare la loro copertura funzionale per coprire tutta la catena logistica e arricchire le loro soluzioni collaborative su Internet. Un’altra strada promettente è la verticalizzazione delle soluzioni, imposta dalla specificità di ciascun settore economico. Questa ripresa coinciderà con un’integrazione più forte tra la pianificazione (Scp, Supply chain planning) e l’esecuzione (Sce, Supply chain execution) che, fino ad oggi, operavano in maniera piuttosto indipendente. La prima, consente di simulare e pianificare i processi, mentre la seconda gestisce l’operatività in materia di trasporto e di logistica.


In Europa l’obiettivo principale da perseguire da parte delle imprese è proprio l’integrazione della catena logistica. Per raggiungerlo, possono procedere per estensioni funzionali, con l’utilizzo dell’Eai o mediante strumenti di Scem (Supply chain event management). Questi prodotti generano una serie di allerta trasversali tra le funzioni dell’impresa, fornendo una serie di indicatori di performance. Normalmente, l’Aps (Advanced planning and scheduling) risulta adatto alle attività oggetto di previsioni e le imprese utilizzano sempre di più questo strumento di analisi che, captando le vendite reali, consente di anticipare con buona approssimazione quelle future. Naturalmente, esistono anche eventi imprevedibili come, ad esempio, lo sciopero in un porto o il blocco dei trasporti. In questi casi, bisogna riorganizzare, riconfigurare e, quindi, ripianificare. Per fare questo intervengono gli strumenti di Scem, studiati appositamente per fronteggiare gli avvenimenti scarsamente prevedibili o del tutto aleatori. Si tratta di un’area di recente sviluppo e l’event management viene spesso utilizzato per un processo specifico relativo, ad esempio, ai trasporti, al livello dei consumi, alla giacenza dello stock o altro. Per quanto riguarda l’offerta di Sap, l’event management completa gli altri moduli Scm: pianificazione (Apo), trasporti e depositi (Les) e misura delle performance (Scpm). Tutto questo mira alla realizzazione della supply chain "adattiva", che adegua in tempo reale l’esecuzione e la pianificazione, in base agli eventi aleatori e alle performance misurate. Una spinta al successo della tecnologia Scem verrà dagli specialisti terzi della logistica, che assicurano i trasporti e i depositi per le imprese. Infatti, questi dovranno assicurare un servizio indipendente dagli eventi aleatori, oltre alla continua tracciabilità della merce da parte dei clienti.

Funzionalità diverse


Gli attori che propongono soluzioni su questo mercato sono diversi, così come sono diverse le funzionalità dei rispettivi prodotti, dato che la tecnologia Scem non è una disciplina strutturata. Gli attori provengono del mondo dei prodotti Erp (Sap o Jd Edwards), dalla catena logistica (i2 Technologies) oppure dall’Eai. Alcuni strumenti di Wms (Warehouse


management system) oppure di Tms (Transportation management system), sono completati da uno strumento di event management. In aggiunta, sono apparse anche soluzioni specializzate. In pratica, possiamo definire tre livelli di funzionalità: al primo, viene lanciato un all’erta al superamento di una soglia prefissata (ad esempio, se il livello dello stock diviene troppo basso). Al secondo livello, esiste un’analisi più approfondita (lo stock può essere basso, ma non vi è urgenza di rimpiazzo se non esistono richieste in attesa sul prodotto interessato). Questa ulteriore analisi richiede che, in caso di allerta, venga attivato un insieme di elaborazioni e di workflow di verifica. Infine, il terzo livello di funzionalità consente di ottenere la storia degli avvenimenti, con lo scopo di trarre una serie di insegnamenti e di statistiche. A tal proposito, secondo Team On Line, gli strumenti di Scem consentono di simulare, validare e supervisionare scenari basati sulla raccolta e analisi degli avvenimenti logistici (statistiche), fornendo una visibilità totale del processo, accoppiata a un sistema di all’erta propositivo. Bisogna, però, far attenzione, perché il rischio è di dover fronteggiare il problema del grande volume dei dati da analizzare, il cui numero aumenterà ancora di più con l’introduzione delle etichette a radiofrequenza. Anche la corretta parametrizzazione delle soglie di all’erta riveste una grande importanza. Se troppo bassa, sommergerà gli operatori di messaggi inutili, se troppo alta, lo strumento Scem perderà di significato.

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