Quintarelli: qual è la strategia di Telecom?

Il fondatore di I.net partecipa all’assemblea di Rozzano. La risposta di Carlo Buora

Fra il pirotecnico Grillo e il tecnicissimo Cusani all'assemblea di Telecom
c'è stato spazio anche per l'intervento di Stefano Quintarelli,
uno dei fondatori di I.Net e molte altre iniziative legate al mondo della rete
come l'Aiip, Associazione italiana Internet provider.
Quintarelli (il suo intervento in versione integrale si trova
sul suo blog) ha
esordito osservando che in occasione del Telecom day ha ascoltato con un po' di
delusione l'intervento dell'ex presidente della società Guido Rossi.


“Mi sarei aspettato - afferma Quintarelli - una riflessione
più approfondita sulle grandi discontinuità tecnologiche
che si stanno
verificando e che nell'ambito di una analisi dell'evoluzione strategica, in un
orizzonte oltre il breve periodo, mi sembrerebbe essenziale affrontare.
A
Ginevra, all'International Telecommunications Union, a inizio anno si è svolta
una riunione mondiale sul futuro degli operatori telefonici; ormai ci sono pochi
dubbi che il business della telefonia, nella sua struttura integrata
verticalmente, stia per tramontare”
.



L'avvento del protocollo Internet e la spinta
dell'elettronica di consumo ha cambiato radicalmente lo scenario e se prima il
servizio telefonico coincideva con la rete oggi non è più così. Il
servizio telefonico
- è l'analisi di Quintarelli - è
ormai un servizio come gli altri
, sopra allo strato di spostamento di
bit: un servizio come il web e la posta elettronica”
.
E questi servizi
grazie alla riduzione dei costi dell'elettronica o se li gestisce direttamente
l'utente o sono a costo zero. “Non è pensabile di ricreare forzatamente una
integrazione verticale con servizi chiusi, è contro l'evoluzione tecnologica
oltre a non essere consentito dalle leggi che sanciscono l'obbligo di
interoperabilità. Pensiamo di fare diventare anche la voce a costo
zero?
Ma allora, dove andremo a guadagnare?”
.



E' questa la domanda fondamentale di Quintarelli che prende spunto dalla
pubblicità di Alice che parla di telefonate a costo zero tra gli abbonati
un'offerta secondo lui vietata dalla norme Antitrust “che potrebbe
addirittura costringerci legalmente a dover assicurare ai concorrenti (per non
discriminazione) di scambiarci con loro telefonate a costo zero, accelerando
così l'annullamento del costo della telefonia”
. Il problema è che le
telefonate a costo zero ben difficilmente potrebbero essere compensate
dalla vendita di film
, partite e canzoni via Internet che pare non
stiano andando granché. Pare, perché “i numeri a noi azionisti non sono stati
mai comunicati”
.



E conclude. “Con gli obblighi regolamentari circa l'accesso alla rete,
la interoperabilità e le normative antitrust, con marginalità deludenti della
vendita di contenuti, con il prezzo della telefonia che sta andando a zero, -
dato che la nostra è una azienda che, in Europa, è tra le più dipendenti dal
traffico telefonico - quale strategia pensate di adottare per
compensare questo fenomeno determinato dall'evoluzione tecnologica?”



Alle 22,40 arriva la risposta di Carlo Buora
vicepresidente esecutivo di Telecom Italia che rispetto alla gestione delle
discontinuità tecnologiche risponde che si faranno bundle e che Telecom crescerà
all'estero. Le previsioni dicono che entro tre anni le attività fuori
dall'Italia significheranno il 48% degli utenti e il 30% dei ricavi.

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