Quella piccola norma che frena l’Internet senza fili

Una norma del decreto Pisanu richiede l’identificazione di chi si collega da un hotspot pubblico. Ma serve davvero?

Fra i tanti problemi dell’Internet italiana ce n’è uno del quale ormai non si parla più. E bene ha fatto a ricordarlo su Nova Alessandro Longo.
 
Stiamo parlando di quella norma del decreto Pisanu che prevede l’identificazione di chi si collega a Internet da un hotspot pubblico. Sembra cosa da poco, ma, come scrive Longo, siamo l’unico paese democratico che utilizza una simile normativa.

Chi scrive ha abbastanza memoria per ricordare che all’epoca degli anni di piombo una piccola disposizione, tuttora in vigore, come quella che obbligava chi vendeva o affittava un appartamento a comunicare immediatamente alla questura i nomi dei compratori provocò qualche difficoltà ai terroristi dell’epoca.

Oggi però la situazione pare differente.

Il terrorismo nostrano, pare, speriamo, aver perso forza e la norma venne introdotta anche pensando a un altro terrorismo, Al Qaeda, che ha dimostrato di farsi beffe di simili provvedimenti.

Tra l’altro non risulta che negli altri paesi i terroristi organizzino attentati in serie approfittando della mancata identificazione presso gli hot spot. Insomma, se ne può anche fare a meno senza mettere a rischio la sicurezza nazionale.

Chi ne gioverebbe sarebbe lo sviluppo dell’Internet senza fili. Non risolveremo i problemi della rete italiana ma sicuramente faremo un piccolo passo avanti.

Scommettiamo che non succederà nulla?

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