Quantum computing, per il 78% del campione QuEra la correzione degli errori è centrale per il valore commerciale

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QuEra Computing ha presentato il 17 settembre la terza e ultima parte del Quantum Readiness Report 2026, dedicata ai criteri con cui gli operatori del settore valutano le tecnologie quantistiche e le loro prospettive di impiego. Il risultato principale riguarda la correzione degli errori: il 78% degli intervistati la considera essenziale o molto importante per generare valore commerciale nelle proprie applicazioni di riferimento.

Il sondaggio rileva inoltre che il 45% include un percorso di sviluppo chiaro verso la tolleranza agli errori tra i criteri prioritari nella scelta di una tecnologia quantistica. Sul fronte delle architetture, invece, il 34% ritiene ancora prematuro individuare quella con le maggiori prospettive per applicazioni pratiche e scalabili.

I risultati descrivono quindi le priorità del campione lungo due dimensioni: le capacità richieste ai sistemi e la scelta della tecnologia con cui realizzarli.

Che cosa significa correggere gli errori quantistici

La correzione degli errori quantistici, indicata con la sigla QEC, dall’inglese Quantum Error Correction, comprende le tecniche utilizzate per rilevare e correggere gli errori che possono alterare l’informazione durante un calcolo quantistico. È una componente fondamentale dei sistemi tolleranti agli errori, o fault-tolerant, progettati per mantenere affidabile il calcolo anche in presenza di errori nei componenti e nelle operazioni.

In questo contesto è utile distinguere i qubit fisici dai qubit logici. I primi sono gli elementi fisici che conservano ed elaborano l’informazione quantistica; i secondi codificano l’informazione attraverso più qubit fisici, utilizzando procedure di correzione per proteggerla. Il numero di qubit e la capacità di eseguire operazioni protette dagli errori descrivono dunque aspetti diversi di un sistema.

Nel presentare i risultati, QuEra segnala che soltanto il 4% ha citato la scalabilità dell’hardware o l’aumento del numero di qubit. L’azienda interpreta questo dato come un’indicazione dell’attenzione rivolta alla correzione degli errori nella valutazione dei progressi del settore.

Yuval Boger, Chief Commercial Officer di QuEra Computing, descrive così l’evoluzione delle aspettative dei clienti: “Ciò che un tempo era considerato un elemento auspicabile, come un approccio collaudato e scalabile alla correzione degli errori quantistici, è ora diventato un requisito imprescindibile”.

Le architetture considerate e il rapporto costi-benefici

Le modalità di calcolo quantistico considerate nel report impiegano sistemi fisici differenti per realizzare i qubit. Gli atomi neutri utilizzano atomi privi di carica elettrica netta; gli ioni intrappolati impiegano atomi elettricamente carichi; i qubit superconduttori sono realizzati attraverso circuiti che sfruttano la superconduttività.

Tra gli intervistati, il 23% indica gli atomi neutri come architettura di riferimento, seguito dal 15% che sceglie i qubit superconduttori e dall’11% che indica gli ioni intrappolati. A queste preferenze si affianca il 34% che considera troppo presto stabilire quale approccio offra le maggiori prospettive.

Nella scelta di una tecnologia, il rapporto costi-benefici è il criterio più importante per il 50% del campione. Il dato si aggiunge a quello relativo al percorso verso la tolleranza agli errori, incluso dal 45% tra i criteri prioritari: la valutazione economica e quella dello sviluppo tecnologico sono entrambe presenti nelle risposte raccolte.

I progressi dei qubit logici nelle risposte aperte

La centralità della correzione degli errori emerge anche nella parte qualitativa dell’indagine. Alla domanda su quale sviluppo dell’ultimo anno avrà la maggiore incidenza sull’evoluzione del settore, i riferimenti alla correzione degli errori, alla QEC e ai traguardi dei qubit logici costituiscono la categoria tematica più ricorrente, presente nel 33% delle risposte significative.

Questa parte dell’analisi raccoglie le valutazioni dei partecipanti sugli avanzamenti tecnologici. Il dato del 78%, invece, riguarda l’importanza attribuita alla correzione degli errori per ottenere valore commerciale nelle applicazioni di riferimento: i due risultati affrontano lo stesso tema da prospettive distinte.

QuEra opera nel campo del calcolo quantistico basato su atomi neutri e si rivolge ad aziende, centri di calcolo ad alte prestazioni e programmi governativi. La sua offerta comprende sistemi disponibili presso le organizzazioni clienti e tramite cloud, insieme ad attività di progettazione congiunta delle applicazioni e ricerca collaborativa. Lo sviluppo di sistemi su larga scala e tolleranti agli errori rientra negli obiettivi dichiarati dall’azienda.

Come leggere i risultati del sondaggio

L’indagine, commissionata da QuEra Computing e condotta online nel gennaio 2026, ha raccolto 291 risposte complete da oltre 25 paesi. Hanno partecipato esponenti del mondo accademico, aziende di tecnologie quantistiche, organizzazioni utilizzatrici finali, settore pubblico e altri soggetti attivamente coinvolti. Alle domande dalla 18 alla 20 hanno risposto 267 partecipanti; l’analisi delle risposte aperte alla domanda 24 comprende 137 contributi validi.

Il campione è autoselezionato e presenta un coinvolgimento tecnico e un orientamento alla ricerca maggiori rispetto alla popolazione aziendale nel suo complesso. Come specifica la metodologia del report, i risultati esprimono quindi le opinioni di soggetti attivi nel settore quantistico e non sono rappresentativi di tutte le organizzazioni.

Entro questo perimetro, la terza parte del report documenta il rilievo attribuito alla correzione degli errori e al percorso verso sistemi tolleranti agli errori. Il rapporto costi-benefici resta il criterio di scelta più importante per metà degli intervistati, mentre sull’architettura con le migliori prospettive una parte consistente del campione mantiene una valutazione aperta.

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