Pronto il porting per J9 di Ibm

Con un impegno teso continuamente a rendere se stessa una leader nelle applicazioni embedded, Ibm rilascerà tra breve il porting della versione ottimizzata della propria J9 Java Virtual Machine e dei relativi strumenti per tre piattaforme hardwa …

Con un impegno teso continuamente a rendere se stessa una leader
nelle applicazioni embedded, Ibm rilascerà tra breve il porting della
versione ottimizzata della propria J9 Java Virtual Machine e dei
relativi strumenti per tre piattaforme hardware e due sistemi
operativi.
Big Blue scoprirà anche la propria strategia di "codice di base
comune" che dovrebbe portare gli sviluppatori di applicazioni
embedded a muoversi simultaneamente attraverso sistemi operativi
multipli e processori, con piccole modifiche del proprio codice Java,
senza dover fare nuovi investimenti in strumenti di sviluppo e senza
una caduta delle performance. Alla versione corrente ottimizzata di
Java Virtual Machine (Jvm) e della suite di tool VisualAge Java per
processori X86, Mips, PowerPc, e Dragonball, Ibm ha aggiunto le
versioni per le architetture di processori SuperH, Arm, e StrongArm,
mentre l'ottimizzazione del proprio Qnx Neutrino è aggiunta al
sistema operativo industriale in real-time iTron e a Microsoft
Windows Ce.
Attualmente gli sviluppatori che vogliono utilizzare Java devono fare
seri compromessi tra le cinque caratteristiche principali che sono di
capitale importanza in ogni progetto embedded, come la risposta
deterministica in tempo reale; lo spazio di memoria; le performance e
il time-to-market. Il progettista del mondo embedded potrebbe essere
pronto a fare seri compromessi anche perché la promessa di Java di
funzionare su qualsiasi piattaforma implica la proprietà
intellettuale relativa al software tra diversi prodotti, progetti e
piattaforme. Un'ovvia soluzione è l'implementazione Jvm che avvicina
le piattaforme hardware o software senza prendere troppo nella
scrittura del linguaggio e nell'indipendenza delle piattaforme.

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