Profitti in crescita per Siemens che torna, però, a licenziare

Dopo un 2001 da dimenticare, il colosso tedesco dell’elettronica torna a registrare positivi risultati finanziari, ma annuncia la riduzione di altri 6.500 posti di lavoro in aggiunta ai già preventivati 10mila

Torna il sereno sul cielo di Siemens adombrato,
però, dalla minaccia di nuovi licenziamenti. Dopo aver chiuso il secondo
trimestre dell'anno fiscale 2002 con profitti decisamente in crescita, rispetto
al periodo precedente, il colosso tedesco dell'elettronica ha annunciato nuovi
tagli al personale in aggiunta a quei 10mila preventivati in precedenza. A
quanto pare, non sono bastati gli 1,28 miliardi di euro registrati, nel
trimestre terminato lo scorso 31 marzo, in termini di entrate nette, rispetto ai
538 milioni riportati nel quarter precedente, e ai 578 milioni di un anno fa.
Come non è bastata la cessione della partecipazione di Siemens in Infineon
Technologies per 561 milioni di euro, o le vendite registrate
nei primi sei mesi dell'anno fiscale 2002, che hanno raggiunto e superato i 21
miliardi di euro, mentre gli ordini hanno sfiorato i 22 miliardi e mezzo di
euro. La società avrebbe, infatti, annunciato la volontà di lasciare a casa, nel
corso dei prossimi trimestri e, comunque, entro la fine dell'anno in corso,
altri 6.500 dipendenti impiegati nella divisione dedicata alle Telecomunicazioni
fisse. Di per sé, l'annunciata ristrutturazione comporterà costi per 300 milioni
di euro, mentre sembra essere nell'aria la cessione di alcune attività possedute
in Florida ed Europa dalla divisione Icn di Siemens, alla statunitense Sanmina.

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