Privacy in azienda: i limiti del garante

Un documento indica come devono essere trattati i dati personali dei lavoratori

Il garante per la privacy fissa i paletti per la protezione dei dati
personali in azienda. Con un documento di una ventina di pagine, stabilisce in
via generale che “Le informazioni di carattere personale possono essere trattate dal datore di lavoro nella misura in cui siano necessarie per dare corretta esecuzione al rapporto di lavoro; talvolta, sono anche indispensabili
per attuare previsioni contenute in leggi, regolamenti, contratti e
accordi collettivi. In ogni caso, deve trattarsi di informazioni pertinenti e non
eccedenti e devono essere osservate tutte le disposizioni della vigente
disciplina in materia di protezione dei dati personali che trae origine
anche da direttive comunitarie”
.


Poi scende nel dettaglio e in sintesi
stabilisce il divieto per gli archivi centralizzati di dati biometrici. L’utilizzo di questi dati “può essere giustificato solo in casi particolari, tenuto conto delle finalità e del contesto in cui essi sono trattati e, in relazione ai luoghi di lavoro, per presidiare accessi ad “aree sensibili”, considerata la natura delle attività ivi svolte: si pensi, ad esempio, a processi produttivi pericolosi13 o sottoposti a segreti di varia natura o al fatto che particolari locali siano destinati alla
custodia di beni, documenti segreti o riservati o oggetti di valore”
.


La conoscenza dei dati personali relativi a un lavoratore da
parte di terzi è ammessa se l’interessato vi acconsente e, allo stesso modo, il
consenso del lavoratore è necessario per pubblicare informazioni personali nella
intranet aziendale. Il garante ribadisce anche il rispetto della privacy per i
cartellini identificativi dei lavoratori e impone la separazione del fascicolo
con i dati sanitari. Divieto assoluto anche per quanto riguarda la comunicazione
di dati sugli stipendi percepiti, sanzioni disciplinari, assenze per malattia
anche a ad associazioni di datori di lavoro, conoscenti, familiari o parenti.
Senza il consenso dell’interessato non se ne fa nulla.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome