PiùBlog 2008: La Rete come focus group

Partenza veloce per la terza edizione dell’evento sui media sociali: e-book su USB, nuove rappresentazioni della popolarità online e la maturità di Second Life.

Il salone delle nuove tecnologie allestito dall’Associazione Italiana Editori è particolarmente accogliente e fruibile. Una quarantina di spettatori può star comodamente seduto appoggiandosi a braccioli e tavolini, per mostrare che il mondo di Internet può essere molto, molto comodo.

E parlando di Internet ecco una scoperta che fa comodo alle aziende: la Rete è un costante focus group. E’ questa l’affermazione conclusiva di Web-Grafìe, il primo dei Pomeriggi Sociali che PiùBlog dedica al fenomeno dei nuovi media. Obiettivo era inventare un nuovo data mining, prevalentemente in tempo reale, che aggreghi i dati secondo più metriche e li visualizzi in modi immediati. Il più noto di questi strumenti è la tag cloud, ma è ormai uno dei più semplici e non è adatto a verificare il business. A moderare l’incontro Davide Bennato (Università di Roma “La Sapienza”).

Andando a vedere dietro alle home page troviamo qualcosa accomuna nel profondo tutti i servizi Web 2.0 che quotidianamente usiamo online per post, commenti, foto, bookmark, video ed altri contenuti. Si tratta dei data base nei quali tutti questi dati vengono registrati e su di loro è possibile fare ricerche, associazioni particolari e straordinarie visualizzazioni, ognuna delle quali ha una sua importanza.

Le aziende dovrebbero impazzire per questa massa di dati sui prodotti e servizi loro e dei loro concorrenti, eppure sono molto poche quelle che avviano un serio processo in questa direzione.

Già di partenza ci sono errori di valutazione nella scelta delle fonti. Per sapere che si dice della mia azienda che faccio, scandaglio i blog? Sarebbe una mossa sbagliata: l’opinion sharing è essenziale nelle reti sociali, ma “i blog non sono il luogo ideale per conoscere le opinioni della gente”, ha detto Sacha Minotti (Me-Source).
“Oggi si sottovalutano luoghi d’incontro come i forum”, ha precisato Vincenzo Cosenza (Digital PR), “ma è un grosso errore: l’anno scorso hanno scambiato oltre 60 milioni di messaggi”.
Qualche nome? Tra le applicazioni più intriganti troviamo Alexaholic, Many Eyes, XTimeline e Swivel, ma anche i robottini di searchbot, illustrati nelle fasi interattive da Daniele Frongia (Istat).

Libro elettronico: USB affianca e-ink
Svariate novità anche nel settore del libro elettronico, raccontate nell’incontro “Le nuove frontiere del leggere multimediale”. Un’idea innovativa è la distribuzione di e-book con ISBN direttamente in libreria su memoria USB. E’ venuta a Bruno Editore, divenuto leader di mercato nel settore con un suo approccio commerciale basato su due community, una di autori e l’altra di promoter online.
Grazie ai lettori e-ink e alla generale crescita dell’e-commerce il libro elettronico sta diventando una nicchia interessante: nel 2007 il fatturato mondiale è stato di 25 milioni di euro, diventati 28 nei primi 9 mesi del 2008. “Editoria, informatica e e-commerce convergono su questo formato”, ha commentato Valerio Eletti (Università “La Sapienza”).

Facile come Second Life

Second Life non è un sostituto del web e può essere spiegato facilmente anche ai ragazzi. In estrema sintesi sono queste le risultanze delle sessioni del mattino e della sera, distanti nel tempo ma accomunate nel messaggio. Il minicorso per le scuole tenuto da Giovanni dalla Bona ha avuto tra gli ospiti una classe di ragazzi provenienti nientemeno che dalla campana Acerra appositamente per entrare mani e piedi nel virtuale. In serata, Giuseppe Ferrigno e Mattia Crespi hanno ribadito alcune essenziali verità che i media hanno travisato. Dette in estrema sintesi, Second Life è solo il più noto dei test fatti al software SL-Grid; è abbastanza semplice da usare; non sostituisce il Web e attende una serie di standardizzazioni dal protocollo all’interoperabilità tra mondi. Una volta raggiunti questi obiettivi si vedrà il vero potenziale dell’ambiente, un appuntamento previsto nel volgere d’un paio d’anni.

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