Con Atos Origin e altri partner, il San Raffaele di Milano prova la strada del medico virtuale.
Pips è l’acronimo di un nuovo progetto europeo (Personalised Information Platform for Life and Healt Services) che vede come coordinatore l’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, che si avvale del supporto di 16 partner europei e internazionali, tra i quali Atos Origin Italia: nel complesso sono coinvolte circa 150 persone, ma in previsione c’è anche il coinvolgimento di una struttura della città spagnola di Valencia.
Il valore complessivo del progetto si aggira sui 14,33 milioni di euro, di cui 9,85 milioni sono finanziati dalla Commissione europea. Essendo iniziato il primo gennaio 2004 e dovendosi concludere entro il 31 dicembre 2007, il progetto è a metà dell’opera e deve ancora arrivare alla fase sperimentale vera e propria. Tuttavia il team del San Raffaele ha voluto anticipare il programma per dare con un certo anticipo notizia di come la ricerca stia avanzando anche in Italia.
Pips, in concreto, è un sistema che si propone di utilizzare le più innovative tecnologie informatiche per diventare un valido “assistente virtuale” per l’individuo, fornendogli una serie di informazioni mirate, relative alla sua salute e al suo stile di vita. Tre sono i profili presi in considerazione: medico, preferenze personali e comportamentali. La piattaforma tecnologica di Pips prevede di far dialogare tra loro oggetti come cellulare, armadi contenenti medicine, farmaci (tramite etichette a radiofrequenza), bilance, alimenti analizzati attraverso un carrello elettronico “intelligente” disponibile presso il supermercato o utilizzare la fotocamera del cellulare per inviare i dati relativi agli ingredienti dei prodotti e ricevere le informazioni necessarie.
In pratica, come spiega Alberto Sanna, responsabile dell’Unità e-Services for Life and Healt dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele e coordinatore del progetto, è uno strumento che può migliorare la qualità della vita del singolo e aiutarlo nella gestione quotidiana di cure farmacologiche. Può, infatti, segnalare quali medicine deve prendere quotidianamente, avvertendolo con sms, oppure gestire un armadietto delle medicine che è in grado di segnalare, per esempio, quelle non adatte alle cure in corso o scadute.
Il paziente, inoltre, può avvalersi di un orologio da polso con il quale controllare pressione, registrare un elettrocardiogramma, e altro ancora: tutte le informazioni raccolte da Pips vengono messe a disposizione del medico che può fare diagnosi e dare cure in tempo reale.Pips, quindi è uno strumento collaborativo, che deve avvalersi di un network di collaborazioni di più partner che credono e investono nel progetto, offrendo nuovi servizi, e che cercano di competere puntando sulla qualità come strumento per differenziarsi sulla concorrenza.





