Parte l’attività del laboratorio di eccellenza per il riconoscimento a radio frequenza guidato da Antonio Rizzi. Coinvolte Intermec, Procomac, Sap e Sun.
Il Lab Rfid (Radio frequency identification) di Parma, il primo in Italia ad aver ricevuto l’autorizzazione a sperimentare sulle frequenze Uhf (ancora di proprietà del ministero dell Difesa), ha avviato il progetto di ricerca Rfid Warehouse che riguarda l’automazione dei processi di logistica per il comparto alimentare e della Gdo, e l’interazione dei materiali con la tecnologia Rfid, che si inserisce all’interno di un network Internet la cui guida è affidata all’Auto-Id Lab del Massachusetts Institute of Technology.
Infatti il Mit coordina la ricerca tra i vari laboratori, con i quali il centro di Parma collabora, in particolare con il Research Center for food distribution and retailing dell’University of Florida o l’Information Technology Research Institute dell’University of Arkansas. L’obiettivo di Antonio Rizzi, che guida il Lab Rfid di Parma, è quello che il centro diventi un punto di riferimento per i futuri scienziati che operano nell’ambito dell’alimentazione e delle logistica per trovare delle soluzioni valide da sottoporre poi alle aziende attraverso Id-Solutions.
La società (che oggi vede tra gli azionisti la San Giorgio Spa) è frutto di uno spinoff dell’università degli Studi di Parma, il cui ruolo è quello di progettare, installare e manutenere soluzioni integrate per la gestione della tracciabilità e l’automazione della supply chain, in particolare in ambito Rfid ed Epc (Electronic product code).
Tra le aziende coinvolte nel progetto, troviamo Intermec Technologies, che fornisce le tecnologie hardware (lettori) per l’Rfid e ha il più alto numero di brevetti in merito, Sap e Sun Microsystems che mettono a disposizione rispettivamente i processi gestionali e la piattaforma middleware, e Procomac Packaging, che offre impianti di movimentazione dei materiali e automazione di linea.
Ognuna di queste società, in base alla propria offerta, collabora al progetto di ricerca e mette a disposizione risorse che vanno ad aggiungersi alla 10 risorse che provengono dall’università, tra docenti, dottorandi e borsisti. Il progetto appena avviato dovrebbe concludersi entro il primo trimestre del 2007.





