Ottomila

Il marketing virale come strumento per raccogliere adesioni, anche laddove forse è meglio sognare.

In questi giorni sta circolando per posta elettronica una singolare
“catena di Sant'Antonio”.
Diciamo più elegantemente, va: azione di marketing
virale. Arriverà anche a voi, se non vi è già stata recapitata.

Il fine
della catena è nobile: trovare tramite Web una marea di persone che siano
favorevoli a una proposta di legge popolare tesa a consentire al contribuente di
poter scegliere di devolvere l'8% per mille del proprio prelievo Irpef al
sostenimento della ricerca scientifica.
Quindi si tratta di aggiungere una
voce in più alle esistenti, riguardanti le comunità religiose o le opere
umanitarie che lo Stato conduce in nostro nome.

Un primo scetticismo
riguarda la effettiva validità delle adesioni raccolte via posta elettronica e
Web.
Ed essere scettici non significa contrari: è che non sappiamo quanto
chi le leggi attualmente maneggia riconosca la validità di questo strumento,
anche se la raccomandata per posta elettronica c'è e viaggia.

Un secondo
scetticismo concerne il fine.
È vero che la ricerca scientifica va
sostenuta, almeno secondo noi, mentre da anni la sensazione che si ha è che
venga depauperata. Però la dispensa dei fondi necessari dovrebbe essere già
nelle competenze dello Stato.
Così come l'assistenza ai malati, agli
anziani, ai senza tetto, ai senza lavoro, ai senza amore per la vita.


Ecco, se la proposta di legge significa: stabiliamo tutti assieme che
fare dei nostri soldi, va bene.
Bello.
Ma anche impossibile, come
cantava una senese dell'Oca.

E allora, spiace, ma all'iniziativa del
collega Enzo Mellano tocca dire no.
E già che ci siamo anche a tutti gli
otto per mille.
Idealizziamo uno Stato che sappia esattamente che fare dei
soldi che ci chiede, che altrimenti non ce li chiederebbe.
E sognare non
costa nulla.

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