Opensource, ovvero business

Voci, azioni, movimenti, finanziamenti. Così il mondo It tradizionale promuove il giro d’affari open.

Opensource fa sempre più rima con business. Gli elementi dell'ultima ora che ne danno l'ulteriore conferma sono tre.


Cominciamo dal più echeggiante. Si vocifera, da un po', che Oracle debba procedere a un'ulteriore acquisizione. Parole dello stesso ceo, Larry Ellison, che è costantemente intenzionato a rafforzare il comparto middleware della propria offerta.
Le ultime indicazioni danno Oracle incline a procedere all'acquisto nel mare dell'opensource. Nella fattispecie, la “preda” dovrebbe essere JBoss, ovvero il fornitore di application server open Java, con cui collaborano varie grandi società. Il prezzo dovrebbe aggirarsi attorno ai 200 milioni di dollari. Ovviamente, essendo questi rumour del mercato, i diretti interessati non hanno commentato ufficialmente.


Il senso dell'operazione, se ci si rifà agli intendimenti di Ellison, c'è, se si guarda ai “rivali” diretti in campo middleware: lo scorso anno Ibm acquistò Gluecode, che era portatrice di un application server open basato sul progetto Apache Geronimo, mentre Sun propone una versione aperta del proprio middleware Java e Bea è già ben orientata sull'argomento.


E una società che opera quotidianamente “entrando nelle “frequenze” di Oracle, il produttore svedese di database opensource MySql, ha appena raggranellato 18,5 milioni di dollari tramite un'azione di venture capital in cui rientrano anche Intel e Sap. Il significato di questo finanziamento è tutto nel proprio concetto, nell'importo e nei nomi in campo, che rinnovano un corale interesse del panorama tecnologico classico nei confronti dell'opensource per fare business.


Tema, questo, che è trattato dalla Open source business conference che si tiene questa settimana a San Francisco, un contesto in cui si affronteranno essenzialmente due questioni: come costruire un business sulle fondamenta open e come gestire la tematica legale. Fra i partecipanti al consesso si segnala Sun, che dovrebbe presentare la nuova fase della propria iniziativa OpenSparc, ovvero il programma con cui la società di McNealy intende invogliare terze parti a sviluppare soluzioni basate sul processore UltraSparc T1.

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