Lo scorso anno Apple aveva fornito, in maniera insolita per le consuetudini di Cupertino, indicazioni sul futuro del Mac Pro. Era avvenuto proprio in questo periodo dell’anno attraverso un’intervista concessa da alti dirigenti Apple a un gruppo di giornalisti americani. Ora, con modalità e tempi analoghi, Apple torna a svelare alcuni dettagli sulla prossima generazione di Mac Pro.

Lo riporta Matthew Panzarino su TechCrunch. Il giornalista è stato invitato da Apple a parlare con i responsabili più vicini al progetto. Cioè John Ternus, vice president dell’Hardware Engineering, e Tom Boger, senior director del Mac Hardware Product Marketing. Insieme a loro: Jud Coplan, direttore del Video Apps Product Marketing e Xander Soren, direttore del Music Apps Product Marketing. Interessante notare la presenza da parte Apple anche di persone che si occupano del lato software. Oltre naturalmente alle figure chiave per il marketing e l’engineering hardware. Ciò viene chiarito dal contenuto delle comunicazioni.

Mac Pro modulare: un’attesa non breve

Nel corso dell’intervista, la prima informazioni importante emersa è che il nuovo Mac Pro modulare non arriverà prima del 2019. Dopo l’annuncio dello scorso anno, alcuni ne ipotizzavano la disponibilità entro il 2018. Ma su questo Apple sembra essere molto chiara: la previsione di rilascio del nuovo Mac Pro è per il 2019. Non prima. E ciò non per un ritardo, ma per le caratteristiche del progetto fissate sin dall’inizio.

La maggiore trasparenza da parte di Apple viene dall’esigenza degli utenti Mac professionisti di una maggiore comunicazione. Di ricevere risposte da parte della Mela. Un’esigenza a cui Cupertino si sta sforzando di dare un riscontro concreto. Non solo a livello comunicativo. Apple ha infatti creato un gruppo di lavoro interno specificatamente dedicato al workflow professionale. Ed è la prima volta che Cupertino ne parla pubblicamente.

L’obiettivo di Apple è quello di non fornire semplicemente un apparecchio hardware, ma di offrire una soluzione alle esigenze professionali. Le esigenze dei professionisti variano però molto a seconda del campo in cui operano. Apple sta quindi collaborando con professionisti tecnici e creativi per mettere alla prova le proprie soluzioni in progetti reali. E, di conseguenza, individuare i colli di bottiglia allo scopo di migliorare il flusso di lavoro. Una visione, se vogliamo, olistica, che non si limita al singolo versante hardware o software ma che valuta l’intera soluzione. Rilevato un collo di bottiglia, si analizza se è nell’hardware o nel sistema operativo, nelle applicazioni o nei driver. E quindi si risolve il problema alla radice.

Una soluzione calibrata per i professionisti

Viene dunque analizzato l’intero stack hardware e software, e non solo Apple, ma anche di applicazioni di terze parti. Questo lavoro è focalizzato sul miglioramento delle piattaforme esistenti, quali MacBook Pro, iMac e iMac Pro. E anche sullo sviluppo dei progetti futuri, quali il nuovo Mac Pro. Questo processo sta dunque contribuendo in maniera importante alla creazione della nuova architettura di Mac Pro.

Non vi sono ancora dettagli sul design della nuova macchina, se non che avrà caratteristiche modulari. Ma non è chiaro come viene intesa tale modularità. Come dimostra l’ultimo aggiornamento di macOS, la modularità può percorrere strade diverse. Ciò che emerge è che stavolta Apple sta concretamente ascoltando i suoi utenti professionisti, nel progettare la nuova piattaforma. Utenti pro che non di rado, in passato, si erano sentiti “abbandonati” dalla Mela.

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