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Nuovi processori desktop in arrivo: Amd Ryzen serie 5000 e Intel Rocket Lake

Amd ha lanciato ufficialmente la tanto attesa linea di processori desktop Ryzen serie 5000 basata sulla nuova architettura Zen 3. I nuovi processori offrono fino a 16 core, 32 thread e 72 MB di cache nel top di gamma Amd Ryzen 9 5950X.

I processori della serie Amd Ryzen 5000 sono ottimizzati per i carichi di lavoro fortemente multi-theraded e per l’efficienza energetica. Con ampi miglioramenti in tutto il core, la nuova architettura Zen 3 offre un aumento generazionale del 19% delle instructions per cycle (IPC), mette in evidenza Amd, il più significativo dall’introduzione dei processori “Zen” nel 2017, per accelerare workload impegnativi come la creazione di contenuti, nonché per il gaming.

L’architettura Zen 3 riduce la latenza della comunicazione accelerata tra core e cache e raddoppia la cache L3 direttamente accessibile per ogni core, offrendo un’elevata performance nelle prestazioni per watt.

Le schede madri della serie Amd 500 sono pronte per i processori desktop Amd Ryzen serie 5000 con un semplice aggiornamento del BIOS. I nuovi processori dovrebbero essere disponibili per l’acquisto a livello globale a partire dal 5 novembre 2020, ha assicurato l’azienda.

La timeline dei processori Intel

Da parte sua Intel, nella costante sfida a distanza con Amd, con un post di John Bonini, VP e GM del Client Computing Group Desktop, Workstations and Gaming della società di Santa Clara, ha assicurato che anche i processori Rocket Lake sono in arrivo, non nell’immediato ma presto.

Il dirigente ha infatti confermato che la famiglia di processori desktop Intel Core di 11a generazione, nome in codice “Rocket Lake”, arriverà nel primo trimestre del 2021 e fornirà il supporto per PCIe 4.0. Per i dettagli dovremo aspettare ancora un po’.

Intel

Nel frattempo, a soddisfare le esigenze di potenza di calcolo c’è l’attuale generazione di processori Intel,  guidata dal Core i9-10900K sul desktop e dal Core i9-10980HK per i portatili.

Arm abbandona i 32 bit

Passando dal desktop al mobile (ma attenzione, è Arm stessa a ricordarci che ormai mobile non è più solo sinonimo di smartphone), un annuncio importante arriva da Arm: a partire dal 2022, tutti i futuri core Cortex-A ad alte prestazioni supporteranno solo i 64 bit.

Il mobile si è trasformato da una semplice utility al dispositivo potente e pervasivo che usiamo quotidianamente e, parallelamente, i chip basati su Arm si sono evoluti in SoC più potenti ma ancora efficienti dal punto di vista energetico. Anche se l’innovazione a livello di chip è progredita in modo significativo, sottolinea ancora l’azienda, è ancora necessario fare di più man mano che i casi d’uso diventano più complessi, con sempre più workload di intelligenza artificiale, machine learning ed extended reality che vengono elaborati localmente sui dispositivi.

Se il lavoro degli sviluppatori è ora di creare le nuove esperienze digitali immersive e complesse che i consumatori richiedono, le app devono continuare nella loro transizione ai 64 bit, afferma Arm. Il set di istruzioni a 64 bit fornisce i miglioramenti delle prestazioni e le capacità di calcolo nell’hardware per rendere queste esperienze più veloci e reattive, soddisfacendo al contempo le richieste di nuovi carichi di lavoro ad alta intensità computazionale.

Non si tratta solo di miglioramenti hardware, quando si parla di passare a 64 bit, sottolinea ancora Arm: gli sviluppatori possono trarre vantaggio anche dai miglioramenti delle prestazioni del loro codice; ad esempio, la ricompilazione a 64 bit offre un netto vantaggio in termini di prestazioni rispetto ai 32 bit. Questo, insieme alla sicurezza aggiuntiva, sta portando sempre più sviluppatori a focalizzarsi su applicazioni adatte ai dispositivi mobili a 64 bit, che dovrebbero arrivare entro il 2023. Inoltre, sempre secondo Arm, poiché gli sviluppatori di app dovranno ora concentrarsi solo su un set di binari, la transizione a 64 bit aiuterà a risparmiare sui costi e sul time-to-market.

Quello che è sicuro, per tutti questi motivi, è che a partire dall’IP 2022 di Arm, tutti i futuri core Cortex-A supporteranno solo codice a 64 bit.

Arm

Le prossime due CPU client Arm hanno nome in codice Matterhorn e Makalu: determineranno un incremento delle prestazioni fino al 30% rispetto alle attuali Cortex-A78, con le future generazioni Makalu.

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