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Perchè il new normal delle Pmi sarà il lavoro flessibile

In poche settimane il lavoro flessibile è passato dall’essere un obiettivo aziendale a parte integrante della nostra quotidianità: le tecnologie legate al remote working sono state seriamente messe alla prova e pressoché tutte le imprese, e quindi anche moltissime Pmi, le hanno testate.

Proprio per le Pmi, in particolare, il lavoro flessibile ha rappresentato una sfida, la capacità di sapersi adattare a nuova normalità fatta di stretta collaborazione tra dipartimenti IT, c-suite e tecnologie.

La domanda da farsi è: queste imprese sono pronte ad applicare nel lungo periodo questo nuovo modello di lavoro? Quando si arriverà a un new normal, se le Pmi sapranno essere all’altezza delle esigenze, che nel frattempo si saranno evolute, dei loro collaboratori?

Lo abbiamo chiesto a Giampaolo Mischi, Director Of Commercial Private Sales di Dell Technologies Italia, che sostiene che lavorare da casa non è una novità. L’ufficio connesso, ricorda, è stato a lungo considerato un fattore critico per la forza lavoro dell’era moderna e ha contribuito a migliorare la produttività e l’esperienza di lavoro.

E snocciola qualche dato: nel 2018, nell’Unione Europea la percentuale media dei lavoratori che normalmente lavorava da casa era del 15%, con punte del 35,7% dei Paesi Bassi fino allo 0,7% della Romania.

«Oggi, se pensiamo a quanto è avvenuto in tutta Europa nelle ultime settimane, questi numeri ci sembrano molto bassi, ma vanno interpretati come espressione di un trend da tempo in crescita che vede prediligere un approccio al lavoro più flessibile, anche se spesso più rappresentativo dei lavoratori autonomi. Se però guardiamo in modo particolare il mondo delle Pmi, il modello di flexible working è stato accelerato dalla pandemia e temi quali sicurezza IT, agilità e produttività sono all’ordine del giorno».

Il contesto infatti, che è al contempo particolare e sfidante, ha messo a dura prova la sicurezza informatica e le infrastrutture delle imprese, ma ha anche offerto l’opportunità di testare il loro livello di agilità e di individuare aree di miglioramento a favore della produttività.

Anche in prospettiva, sul fronte sicurezza, ogni azienda dovrà ripensare attentamente la propria catena del valore mettendo al centro il tema della protezione dei dati e delle applicazioni, il data center e la sicurezza degli endpoint.

Ancora un passo e le Pmi sono nel lavoro flessibile

Da questo punto di vista le Pmi saranno forse più facilitate rispetto alle grandi aziende per il fatto di avere al proprio interno meno tecnologie tradizionali, che rallentano il passaggio al lavoro da remoto.

Gli investimenti si concentreranno su dispositivi leggeri, portatili ma potenti per assicurare il massimo delle prestazioni anche da casa: è questo ciò che già ci racconta il dato delle vendite di PC in Europa occidentale, che nelle prime tre settimane di marzo ha registrato un aumento del 38% rispetto all’anno precedente, con un incremento delle vendite di notebook del 51%.

Incrementando il numero di device connessi alla rete, la sfida sarà gestire e processare il volume dei nuovi dati. Per la maggior parte delle medie imprese, avviare un processo completo di revisione delle reti esistenti richiederebbe troppo tempo e risorse, e per questo un valido aiuto potrebbe arrivare dall’edge computing, che limita l’impatto sul cloud aziendale ed è in grado di processare e inviare solo dati selezionati.

Per Mischi non va poi dimenticata l’importanza della formazione: un home office con dispositivi in grado di offrire connettività e prestazioni essenziali necessita di una adeguata formazione della forza lavoro, che deve imparare non solo a lavorare a distanza in modo collaborativo, ma anche le basi della sicurezza informatica, magari attraverso brevi corsi che li aiutino a identificare le varie tipologie di minacce in cui possono incorrere, compresi gli attacchi di phishing.

Un nuovo report dell’Europol ha evidenziato come il numero di attacchi informatici contro i singoli e le organizzazioni è destinato ad aumentare nei prossimi mesi, dal momento che i cyber criminali oggi possono attaccare anche l’ambito domestico, dal momento che i lavoratori si collegano alla rete aziendale dalle proprie abitazioni.

Su questo tema è importante che l’attenzione delle aziende sia massima: soprattutto per le Pmi, infatti, gli attacchi informatici possono avere effetti devastanti perché la minore disponibilità di risorse rispetto a una azienda più grande può costituire un freno alla capacità di recupero.

Sul fronte delle soluzioni, oggi le Pmi hanno compreso che grazie ai software defined workplace i dipendenti possono accedere agli strumenti e alle applicazioni di cui necessitano su qualsiasi dispositivo e che il lavoro quotidiano può procedere senza problemi una volta che viene garantita accessibilità e aggiornamento costante.

La necessità di lavorare da casa sta inoltre facendo scoprire alle Pmi che il consumo e le soluzioni “as-a-service” on-premise possono ridurre i costi di gestione IT.

In conclusione, secondo Mischi la situazione attuale ci pone di fronte a nuove sfide e la concezione che abbiamo avuto fino ad oggi del lavoro cambierà. Nel futuro, che è già presente, fondamentale sarà poter contare su soluzioni e prodotti che abilitano team collaborativi. Il ruolo di Dell Technologies in questa trasformazione è e vuole essere da protagonista, forte di un ampio portfolio, il supporto di partner importanti e soluzioni che, in particolare in ambito cloud e grazie alla Virtual Desktop Infrastructure, consentono agli smart worker di essere più produttivi, e ai responsabili IT di ottimizzare i costi di gestione dell’infrastruttura.

 

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