NetApp e Commvault rafforzano la cyber resilience con una piattaforma unificata per ambienti ibridi

NetApp e Commvault rafforzano la propria alleanza strategica con l’obiettivo di offrire una soluzione unificata di cyber resilience capace di garantire sicurezza, immutabilità e ripristino rapido dei dati negli ambienti ibridi, on-premise e cloud. La proposta si inserisce in uno scenario in cui la crescita esponenziale dei dati non strutturati e mission-critical – alimentata da analytics avanzati, intelligenza artificiale, video e IoT – sta ridefinendo le priorità delle infrastrutture IT, rendendo la resilienza un requisito strutturale per la continuità operativa e la competitività.

Questa alleanza consolida la leadership di NetApp e Commvault nel mercato, in rapida evoluzione, della cyber resilience e della protezione dei dati”, afferma Davide Marini, Country Manager di NetApp Italia. “Insieme stiamo aiutando i clienti a rendere la propria infrastruttura intelligente e sicura, con la certezza che i loro dati siano sempre disponibili, protetti e recuperabili, ovunque si trovino”, sottolineando anche il rafforzamento del go-to-market congiunto in un segmento caratterizzato da domanda crescente.

Cyber resilience: oltre il backup tradizionale

L’evoluzione delle minacce rende evidente il superamento dei modelli tradizionali di backup e recovery. Gli attacchi ransomware colpiscono sempre più frequentemente sia i sistemi primari sia le copie di sicurezza, compromettendo la capacità di recupero e mettendo in discussione l’affidabilità delle strategie difensive basate su strumenti isolati: le soluzioni tradizionali di backup e ripristino non sono più adeguate ad affrontare le minacce informatiche moderne.

In questo contesto, la resilienza non è più una funzione reattiva, ma un processo continuo che integra prevenzione della perdita di dati, protezione su scala e garanzia del ripristino, operando direttamente a livello dell’infrastruttura dati e mantenendo coerenza tra ambienti distribuiti.

Un’integrazione profonda tra piattaforma dati e recovery

La collaborazione tra NetApp e Commvault si concretizza in un’architettura end-to-end che combina la piattaforma dati enterprise di NetApp, basata su ONTAP e dotata di rilevamento ransomware basato su AI, con le capacità di protezione, orchestrazione e recovery di Commvault su scala enterprise.

Questo approccio consente di avvicinare il rilevamento delle minacce al dato stesso e di attivare processi di ripristino più rapidi e affidabili. “Spesso le organizzazioni rilevano attacchi ransomware troppo tardi, quando si sono già diffusi nei sistemi primari e nei backup”, osserva Roberto Patano, Field CTO & Senior Manager Solution Engineering di NetApp Italia. “L’alleanza tra Commvault e NetApp consente ai clienti di difendersi e ripristinare i dati dagli attacchi ransomware in tempo reale”.

Gestione unificata e ottimizzazione delle risorse

La soluzione opera trasversalmente su tutto l’ecosistema NetApp, integrando storage ONTAP, sistemi E-Series e ambienti cloud pubblici e privati. Le funzionalità di snapshot e replica, combinate con le capacità di orchestrazione Commvault, permettono di gestire il dato in modo unificato lungo l’intero ciclo di vita, spostandolo tra diversi livelli di storage e tra differenti ambienti secondo policy automatizzate.

Questo consente alle organizzazioni di utilizzare un’unica piattaforma per la protezione dei dati, ottimizzando le risorse esistenti, riducendo la complessità operativa e migliorando la capacità di rispettare gli SLA grazie a strumenti di monitoraggio e reporting in tempo reale.

Ripristino a circuito chiuso e modello ResOps

Elemento distintivo della proposta è l’architettura di ripristino a circuito chiuso (closed loop), che combina rilevamento precoce delle minacce e workflow di recovery automatizzati e validati su larga scala. L’integrazione tra NetApp Autonomous Ransomware Protection e le funzionalità di backup “threat-aware” e Synthetic Recovery di Commvault consente di ridurre la perdita di dati, migliorare gli RPO e accelerare il ritorno all’operatività.

Questo approccio si inserisce nel modello di Resilience Operations (ResOps), che introduce una gestione proattiva della resilienza, basata sulla capacità di anticipare le minacce, validare i dati e orchestrare il ripristino in modo continuo.

Sicurezza, governance e conformità integrate

La piattaforma affronta anche le esigenze di governance del dato, integrando funzionalità di classificazione, conservazione e ricerca che supportano requisiti normativi come GDPR e CCPA. Strumenti come Commvault Compliance Lock consentono di gestire e proteggere i dati attraverso ambienti eterogenei, rafforzando il legame tra resilienza, sicurezza e conformità.

Il primo passo per definire la cyber resilience in azienda è la capacità di ripristinare con fiducia e velocità”, afferma Edwin Passarella, EMEAI Field CTO di Commvault. “Insieme, Commvault e NetApp rilevano i potenziali attacchi vicino ai dati e prendono decisioni di ripristino affidabili per recuperare i dati in modo rapido e completo su larga scala”.

La resilienza come proprietà dell’infrastruttura dati

In questo contesto, l’integrazione tra NetApp e Commvault punta a semplificare la gestione della resilienza, avvicinando rilevamento, protezione e ripristino al dato stesso. Un passaggio che riflette le esigenze di infrastrutture sempre più distribuite e carichi di lavoro sempre più critici, dove la continuità operativa dipende dalla capacità di intervenire rapidamente e con affidabilità.

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