Nasce il Linux Core Consortium

Un’iniziativa di Conectiva, Mandrakesoft, Progeny e Turbolinux per garantire il supporto multi-distribuzione delle applicazioni.

Tre vendor di distribuzioni e soluzioni Linux più un fornitore di servizi hanno fatto gruppo.


Si tratta di Conectiva, Mandrakesoft, Turbolinux e del service provider Progeny, che si sono uniti nel Linux Core Consortium (Lcc).


L’iniziativa, che ricorda nei modi e nei metodi di aggregazione ciò che fu United Linux, è tesa allo sviluppo di un ambiente runtime comune, non senza un software development kit, in grado di standardizzare la creazione del software per interfacciare il kernel Linux.


In sostanza, il layer software che si propongono i quattro di creare sotto il cappello Lcc dovrebbe garantire la compatibilità di tutte le applicazioni sviluppate per le varie distribuzioni dei proponenti i consorzio e delle realtà che lo supportano. La base operativa per arrivare al dunque sarà Linux Standard Base 2.0.


Le società coinvolte nel consorzio hano ravvisato questa opportunità in quanto hanno preso atto che un’applicazione di business ingenere viene creata partendo da una distribuzione o declinazione specifica di Linux. In tal modo, per avere la compatibilità anche per le altre è necessario che il creatore dell’applicazione ne garantisca il supporto.


Ora, invece, si intende azzerare questo processo, risolvendolo alla fonte.


Come primo traguardo, Conectiva, Mandrakesoft e Turbolinux hanno fissato il rilascio del primo stack tecnologico per il primo trimestre del prossimo anno, con la promessa di integrarlo nelle proprie linee di prodotto enterprise.


In particolare, si tratta di Conectiva Enterprise Server, Mandrakesoft Corporate Server, Progeny Componentized Linux e TurboLinux Enterprise Server.


Alcune società terze hanno già garantito il loro supporto all’Lcc: Computer Associates, Free Standards Group, Hewlett-Packard, Novell, Osdl, Red Hat e Sun. Spicca il silenzio di Ibm.

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