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Multicloud, come e perchè la connettività sta cambiando

Con tutti i drastici cambiamenti a cui abbiamo assistito in questi ultimi mesi il cloud computing è diventato una salvezza sia per le aziende, sia per i singoli utenti perché ha permesso di abilitare velocemente il lavoro digitale da remoto.

Già l’anno scorso, una ricerca condotta per conto di GTT aveva rilevato che i CIO avevano previsto che quest’anno il 50% dei loro carichi di lavoro avrebbe operato in cloud. E la pandemia Covid-19 ha accelerato questa tendenza.

In conseguenza del fatto che molti paesi hanno decretato periodi di lockdown, lo smart working è diventato la normalità per molte aziende. Molte ora si affidano ad app e servizi cloud, come Microsoft Teams, per rimanere in contatto e continuare a lavorare come sempre.

Ma i picchi di utilizzo del cloud stressano le piattaforme di rete, che già normalmente sono spesso sotto pressione, sottoponendole a sforzi maggiori del solito.

L’accesso sicuro, efficiente e da remoto ai servizi cloud richiede una connettività affidabile. È necessario che le aziende si dotino di un solido backbone di rete in grado di garantire sicurezza, bassa latenza, flessibilità e resilienza.

Le aziende devono rispondere alle crescenti richieste di utilizzo del cloud, e questo genera una spinta a passare a modelli cloud-first, quindi i il mercato si sta orientando verso implementazioni ibride e multicloud.

Connettività per il cloud

In un sondaggio di analisi Gartner su utenti di cloud, l’81% degli intervistati ha dichiarato di lavorare con due o più fornitori di cloud pubblico. Le aziende cercano di implementare la propria trasformazione digitale e il cloud ibrido offre flessibilità e agilità, consentendo loro di distribuire i carichi di lavoro sia sul cloud pubblico (hyper-scaler) che su quello privato on-premise.

Le aziende hanno la possibilità di decidere quali applicazioni e sistemi aziendali vengano gestiti nel cloud pubblico e quali nel cloud privato, in base a normative, policy e funzionalità pratiche.

Secondo l’esperto di GTT, Rajat Mahajan, che è un Hybrid Cloud Manager, il multicloud funziona come una variante del cloud ibrido, ottimizzando la capacità di operare su più cloud pubblici, come Microsoft Azure, Amazon Web Services e Google.

Ciò consente alle aziende di gestire processi aziendali diversi attraverso un mix di offerte di cloud pubblico. Un approccio ibrido viene spesso adottato per soddisfare le esigenze normative e di sicurezza in mercati differenti ed è supportato dalla necessità di promuovere l’efficienza operativa.

Ma l’intenzione di adottare l’ibrido può spesso indurre confusione su come effettuare questo cambiamento e su come impostare correttamente la rete WAN (Wide Area Network) per supportarne il trasferimento.

Rajat Mahajan, Hybrid Cloud Managerb GTT

Dato il clima attuale e le sfide legate alla connettività cloud, le aziende si spostano sempre più verso applicazioni cloud native e abbandonano i sistemi legacy monolitici, e nel farlo devono anche pensare a come gestire la rete sottostante, cercando di capire come supportare in modo sicuro le applicazioni cloud che richiedono maggiore flessibilità, agilità e scalabilità.

La ricerca condotta per conto di GTT ha mostrato che il 26% dei CIO ha adottato un approccio ibrido per supportare la connettività le applicazioni cloud, per assicurarsi la flessibilità di scegliere la migliore opzione di infrastruttura di rete per ciascuna applicazione. Per poter realizzare la trasformazione digitale è fondamentale ottimizzare la rete per renderla capace di supportare le applicazioni basate su cloud.

SD-WAN e il ritorno sull’investimento

Per migrare da un’architettura data center concentrata geograficamente a un’architettura cloud più diffusa è necessaria una maggiore agilità di rete. Per effettuare questo passaggio in modo efficiente bisogna adottare un approccio software defined (SD).

La medesima ricerca ha mostrato che il 68% delle aziende aveva previsto di utilizzare la tecnologia SD-WAN come parte delle proprie strategie di rete del 2020.

La tecnologia SD-WAN semplifica la configurazione delle reti e permette alle aziende di instradare il traffico sul percorso più diretto e a bassa latenza verso le applicazioni mission critical. L’approccio SD-WAN è flessibile e può essere automatizzato, permettendo un’orchestrazione che in precedenza era difficile ottenere con il routing tradizionale.

Uno studio di Forrester Consulting ha dimostrato che un’azienda che utilizza SD-WAN può generare un ritorno sull’investimento del 213% con un periodo di recupero dell’investimento inferiore a sei mesi.

Per sfruttare appieno i vantaggi di SD-WAN senza il rischio di costi imprevedibili e complessità operative, la soluzione migliore per le aziende è lavorare con un provider di servizi gestiti.

Il fai-da-te può sembrare più conveniente, ma le aziende dovrebbero essere consapevoli dei costi nascosti che possono sorgere facendo tutto in autonomia, compresi quelli relativi alla configurazione dell’infrastruttura, al supporto e alla manutenzione continua che possono aumentare significativamente il TCO.

Rivolgersi a un service provider specializzato in soluzioni SD-WAN per progettare, implementare e ottimizzare il servizio avrà un impatto positivo sui profitti e a lungo termine permetterà di risparmiare.

Quando la tecnologia SD-WAN viene combinata con il servizio comunemente noto come cloud connect, una connessione privata sicura, a bassa latenza e a basso costo che offre accesso diretto ai fornitori di servizi, ciò aiuta a migliorare le prestazioni delle applicazioni cloud limitando eventuali problemi di rete.

Quando costa la connettività giusta?

Secondo Mahajan grazie a modelli tariffari fissi per l’approccio al cloud, i costi di trasferimento dei dati vengono drasticamente ridotti ed è possibile accedere al cloud utilizzando una connettività che soddisfa i requisiti di larghezza di banda flessibile.

Lavorare con un service provider per connettersi direttamente ai diversi fornitori di cloud può eliminare gran parte delle preoccupazioni legate al potenziale degrado del servizio per gli utenti geograficamente dispersi.

L’adozione del cloud è un processo di cui non si vede la fine, dagli eventi di quest’anno che hanno accelerato il passaggio al cloud per molte aziende, al cambiamento già in corso con le aziende che ribilanciano la spesa CapEx e i modelli OpEx per ottenere elasticità e scalabilità.

Con l’aumentare della dipendenza dal cloud, aumenterà anche la domanda di rete ottimizzata per il cloud in grado di garantire sicurezza, resilienza, flessibilità e agilità. Per una migrazione al cloud senza soluzione di continuità è fondamentale lavorare con il provider giusto in grado di offrire competenze, strumenti e servizi dedicati.

Sono da tenere presente alcuni fattori chiave, come la connessione e l’integrazione con una rete globale sicura, il trasferimento dei carichi di lavoro tra le infrastrutture pubbliche e private e il miglior uso possibile dell’investimento in ICT.

Adattandosi mano a mano al new normal in cui l’accesso sicuro e le prestazioni garantite delle applicazioni basate su cloud sono fondamentali, le aziende sono sempre più consapevoli che la connettività diretta a diversi fornitori deve diventare parte integrante della strategia di rete.

 

 

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