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Monitor 4K, undici modelli per vederci chiaro

Per chiunque passi diverse ore al giorno davanti a un PC, il monitor rappresenta un elemento essenziale, non sempre valutato a dovere. Lavoro, intrattenimento o videogiochi presentano infatti requisiti diversi. Difficile però pensare a una postazione domestica per ogni attività. Meglio quindi andare alla ricerca di una soluzione versatile, in grado di assecondare più esigenze possibili. Oggi, una buona risposta è offerta dai monitor 4K.

All’apparenza indispensabili solo per chi si cimenta con film, video editing o videogiochi, in realtà la qualità di un monitor 4K torna utile in diverse situazioni, a condizione di valutare con attenzione alcuni elementi per non incappare in un acquisto sbagliato.

A partire dalla dimensione. Se sul mercato si trovano modelli ormai vicino ai 40” di diagonale, per un impiego variegato in un’abitazione media sarà più facile trovare le risposte giuste in modelli più piccoli, intorno ai 27” in formato 16:9. Per ragioni simili, meglio al momento restare su monitor 4K con schermo piatto. I più recenti display curvi infatti sono rivolti soprattutto ai videogiochi o comunque al mondo professionale.

Altri aspetti da valutare, dalla cui combinazione alla fine scaturisce anche il prezzo, sono la luminosità, il tempo di risposta e per i più attenti anche la classe di consumo energetico. L’offerta conseguente risulta abbastanza ampia e variegata, indice di un settore in buona salute e sempre pronto a guardare all’innovazione.

Design a prima vista

Molto spesso, un monitor si acquista senza mai averlo acceso. Oltre alle caratteristiche tecniche, per conquistare l’attenzione è importante studiare accorgimenti a livello di design. Anche se i margini di manovra non sono così ampi, qualche risultato si può comunque raggiungere.

Tra i numerosi modelli di monitor 4K con l’H277HK Acer richiama infatti l’attenzione sul supporto, uno dei pochissimi elementi dove si può in qualche modo liberare la fantasia, in metallo spazzolato con i bordi levigati con tagliatrici di diamanti, sovrastato da una cornice anteriore in alluminio.

La risoluzione di 3.840×2.160 pixel è supportata da una frequenza di 60 Hz, valore praticamente standard. Così come ormai la tecnologia IPS, utile superare l’originario problema di variazione di qualità visiva cambiando anche di poco l’angolazione di fronte allo schermo. Nel caso specifico, 178° sia in orizzontale sia in verticale

Da valutare invece con maggiore attenzione il tempo di risposta di 4 ms. Relativamente utile se si usa un computer soprattutto con applicazioni di base, quelle tipiche dello smartworking, si fa apprezzare invece nella riproduzione dei video, migliorando la fluidità.

Importante anche valutare la luminosità. Le 350 candele per metro quadro sono un valore in linea con la media. Oltre a incidere sul prezzo, spingersi oltre si rivela utile soprattutto per gli usi più esigenti a livello di grafica.

Diffusa, ma non scontata, la presenza di due diffusori, in genere di potenza limitata. H277HK ne prevede una coppia da 3W. Per la connettività infine, oltre alla scelta più comune della posrta HDMI, anche la più specifica DisplayPort.

Nella media dei modelli valutati anche il prezzo, fissato a 599 euro.

A proprio agio davanti al monitor

Resta invece più ancorata ai canoni più tradizionali, con linee essenziali e telaio nero, AOC, la cui ricerca guarda più ad aspetti come l’ergonomia, racchiusa bene nel monitor 4K U27P2.

Diverse infatti le possibilità di regolazione, con la possibilità di ruotare lo schermo di 90° e disporlo in verticale, o di variare l’altezza in un intervallo di 15 cm. Importante anche  i 35° di inclinazione variabile.

In linea i valori specifici di riferimento, dalla luminosità di 350 cd/mq al tempo di risposta di 4 ms. Anche gli angoli di visualizzazione coincidono con 178°. Ai collegamenti HDMI e DisplayPort si aggiunge una porta USB 3.1 con la funzione HUB. Leggermente inferiore invece la potenza dei diffusori audio da 2W

Con una garanzia di tre anni, la proposta AOC costa 421 euro.

Entra in gioco la differenza

La crescente propensione Asus verso il mondo dei videogiochi porta a cercare proprio tra i modelli della serie dedicata ROG un monitor 4K. Strix XG27UQ è infatti uno schermo a misura di giocatore, quindi con caratteristiche piuttosto spinte, con le inevitabili ripercussioni anche sul prezzo di 1.117 euro.

In parte giustificati da valori non comuni, come un tempo di risposta abbassato fino a 1 ms e la frequenza alzata invece al valore massimo di 144 Hz, contro i più comuni 60 Hz. Quanto in pratica è essenziale per ottenere il meglio dai videogiochi più movimenti, con scene molto dettagliate e movimenti molto rapidi, senza sgradevoli perdite di qualità.

Un risultato raggiunto con il contributo della tecnologia di compressione del flusso di visualizzazione proprietaria DSC, comprimendo e decomprimendo all’istante ogni fotogramma.

Anche l’insieme delle connessioni è esteso, raddoppiando la dotazione di base, comprese anche tre porte USB, di cui una per il caricamento dei dati e due da sfruttare in uscita.

Completa la possibilità di regolare il monitor in ogni direzione, non sono invece previsti diffusori audio integrati. Aspetto comunque poco rilevante per un campo di applicazione dove è la regola affidarsi a un sistema dedicato con potenza e caratteristiche di altro livello.

In sintonia con l’ambiente

L’impatto visivo a schermo accesso è uno dei primi fattori a colpire l’attenzione di un utente. Su questo ha lavorato BenQ, sviluppando una versione personalizzata della tecnologia HDR, utilizzata in genere per migliorare i passaggi tra le aree chiare e scure.

Sul monitor 4k EW2780U, HDRi introduce un controllo intelligente delle immagini, regolazioni della nitidezza e promette colori vividi. Il primo, per rilevare il livello di luce ambientale in modo da regolare in automatico la luminosità dello schermo in base al contenuto da visualizzare. In questo modo, si punta a migliorare anche contrasto e nitidezza dell’immagine, con infine colori più accesi.

Più allineate invece le altre caratteristiche, a partire dalla luminosità di 350 cn/mq, gli angoli di visione di 178°  e dalle due connessioni standard, HDMI e DisplayPort. Leggermente superiore invece il tempo di risposta a 5 ms. Più contenuti anche gli spazi di movimento dello schermo, limitati all’inclinazione.

Ne scaturisce un prodotto in media anche per quanto riguarda gli altoparlanti integrati da 2 W e soprattutto per il prezzo, di 529 euro.

L’essenza della qualità

È una sobrietà solo apparente, quella presentata dal monitor 4K S2721QS  marcato Dell, frutto della lunga esperienza maturata nei prodotti destinati agli uffici. Salvo trasferirla poi anche nel mondo consumer con buoni risultati.

Uno degli obiettivi è infatti indurre nell’acquirente una grande sensazione di affidabilità. Se la consegna a domicilio è ormai diventata la regola, decisamente più raro è vedere estesa all’utente privato una garanzia di tre anni.

Questo però, non ha distratto Dell anche dal rendere più attraenti i propri prodotti, a partire dal design e dall’impiego di materiali meno scontati, come l’alluminio, o almeno tonalità di plastiche diverse dal nero.

Poche concessioni, e nessun azzardo, sulle specifiche. La scheda tecnica infatti rimane sul sicuro con luminosità di 350 cd/mq e tempo di risposta di 4 ms. Ampia la libertà di azione nel regolare lo schermo, con tutte le opzioni disponibili, compresa la collocazione in verticale.

Due porte HDMI vanno in favore della versatilità. Oltre al PC infatti, può restare collegata una seconda unità, console, video player o altro. Inoltre, Picture-by-Picture permette di suddividere lo schermo in due parti, mentre il più noto Picture-in-Picture consente di guardare due sorgenti nello stesso momento, inserendo una piccola finestra all’interno della finestra principale.

Alla luce della visione di insieme, considerando anche la potenza di 3 W per i due diffusori inseriti nella parte inferiore, si può rivelare competitivo il prezzo di 346,48 euro.

Belle figure di profesisone

Rimane invece un’opzione rivolta prima di tutto al mondo professionale il catalogo Eizo, dove nell’offerta di monitor 4K si distingue EV2785-BK FlexScan. Una platea si presume attenta anche al design, in grado di apprezzare dettagli come una cornice tra le più sottili e linee rigorosamente minimaliste, utili a non ingombrare più del necessario ma anche a non distrarre durante il lavoro. Dal punto di vista più concreto, utile anche dove sia necessario lavorare con più schermi affiancati.

La configurazione tuttavia, per buona parte resta allineta alla media, con angoli di visualizzazione confermati a 178°, luminosità da 350 cn/mq e tempo di risposta di 5 ms leggermente sopra la media.

Interessante invece l’insolita strategia nelle connessioni. Tutto è infatti affidato a due porte USB, oltre all’inevitabile uscita audio micro jack. Con un unico cavo dedicato, il monitor diventa docking station per tablet, notebook e smartphone. L’interfaccia USB però, può essere sfruttata anche per il trasferimento di segnali video e audio. All’occorrenza, assicurando anche la ricarica. In pratica, si può collegare direttamente al monitor anche tastiera, mouse e altri dispositivi esterni.

Per i più sensibili alla sostenibilità, tornerà utile il consumo estremamente ridotto quando non in uso. Dagli 0,5 W dello stand-by, una volta spento EV2785-BK FlexScan azzera del tutto l’assorbimento di energia.

Per effetto anche di una serie di impostazioni software per adattare il monitor alle diverse situazioni di lavoro, probabilmente poco utili all’utenza domestica, il prezzo ne risente, fino a 1.128 euro.

Un comodo compromesso

Con HP e in particolare il modello 27f 4K si ritorna in un ordine di spesa più in linea con la media e il settore di riferimento. Uno dei marchi di maggiore esperienza nel settore, mantiene sempre una scelta molto ampia, dove però conoscendo i requisiti fondamentali è facile trovare la soluzione desiderata.

Nel caso specifico, puntando su aspetti come l’ergonomia, grazie alla regolazione in altezza su un’escursione di 10 cm attraverso un piccolo pistone pneumatico, utile a favorire la precisione. Inoltre, un’inclinazione compresa tra -5° e +16°. D’altra parte, qualche piccolo compromesso sul tempo di risposta di 5 ms e soprattutto sulla luminosità ferma a 300 cd/mq. Stabile invece la visualizzazione a 178°.

Scelta standard anche per quanto riguarda le connessioni. Oltre alla DisplayPort, le prese USB sono però due. Assenti invece le casse acustiche. Per un utilizzo domestico dove spesso si riceca una fedeltà audio elevata, non necessariamente un limite, anche se un’opzione da valutare.

Come da valutare sono le ripercussioni almeno in parte sul prezzo, tra i più abbordabili con 349,98 euro.

Il colore della precisione

Per convincere gli utenti sul valore di una differenza di prezzo leggermente superiore alla media, 689 euro, con ThinkVision P27u-10 Lenovo punta sulla capacità di regolare il colore e ottenere il meglio in ogni situazione d’uso.

Per 689 euro il monitor 4K Lenovo offre uno spazio colori multiplo, proprio per garantire qualità e visuale a livello anche professionale. Dal menu è possibile scegliere lo spazio colori preferito per soddisfare qualsiasi attività con esigenze di cromìe complesse. Inoltre, ogni monitor viene precalibrato per ottenere un colore accurato e uniforme, certificato da un report rilasciato dal produttore.

Anche in tema di connettività, si cerca la massima versatilità. La dotazione prevede infatti due porte HDMI, una DisplayPort e una porta USB Type-C. Diverse quindi le opzioni di scelta, compresa la possibilità di utilizzare un unico cavo per la risoluzione UHD e sfruttare la porta USB anche per  trasmettere i dati e caricare i dispositivi compatibili. Gestione ordinata dei cavi sulla scrivania. In più, 4 porte USB 3.0, oltre a 1 porta con BC1.2, per la ricarica di altri dispositivi.

Al fianco della serie completa di regolazioni, la luminosità si allinea a 350 cn/mq, così come il tempo di risposta di 4 ms.

Quando il gioco si fa nitido

Anche se non progettati espressamente, in genere i monitor 4K a uso domestico hanno comunque una configurazione predefinita per i videogiochi. Alla fine, considerato la scarsa offerta di video e contenuti in streaming, per il momento l’uso principale di una risoluzione elevata come i 3.840×2.160 pixel.

LG punta molto proprio in questa direzione, integrando nel 27UL500-W la possibilità di trovare  la combinazione di impostazioni più adatta per ogni videogioco tra una serie di opzioni preimpostate.

In particolare, si tratta di sfruttare al meglio le caratteristiche del monitor non solo per ottenere immagini nitide, ma anche e soprattutto per evitare i fastidiosi effetti scia nei video e nella animazioni più veloci e complessi.

C’è però attenzione anche per l’uso più professionale. In particolare, interessante la funzione OnScreen Control, grazie alla quale organizzare a piacere più finestre di applicazioni, eventualmente provenienti da più sorgenti. Oltre al PC principale, per esempio, un notebook con il quale sincronizzare le informazioni.

Abbastanza allineate invece le principali caratteristiche tecniche, con tempo di risposta stabile a 5 ms e luminosità invece leggermente inferiore a 300 cn/mq. Fissa l’altezza sul supporto, si può tuttavia regolare l’inclinazione tra -5° e 15°. Sopra la media invece le connessioni, con la seconda porta HDMI, utile proprio per gestire il multi schermo, oltre alla DisplayPort. Non è prevista alcuna porta USB.

Variabile infine il prezzo. In assenza di un listino ufficiale, sui siti Web indicati da LG, si va dai 336 euro fino ai 405 euro. Da tenere anche presente, senza diffusori audio integrati.

L’energia in più

Quando si parla di Philips, oltre alla qulaità sembra lecito aspettarsi grande attenzione anche alla gestione energetica. Non caso quindi, uno di punti di forza sul quale l’azienda intende richiamare l’attenzione anche per il monitor 4K 278B1.

Un paio al riguardo, gli accorgimenti interessanti. Prima di tutto, PowerSensor. Un sensore in grado di  rilevare la presenza di una persona  davanti allo schermo. Utilizzando segnali infrarossi non nocivi. Se l’utente si allontana dalla scrivania, il sensore riduce automaticamente la luminosità, riducendo quindi i i costi energetici, fino al 65% secondo quanto dichiarato, e prolungando la durata di utilizzo dell’apparecchio.

Un altro sensore, LightSensor si occupa invece di regolare dinamicamente la luminosità dell’immagine a seconda della luce ambientale, sia per visualizzare un’immagine al meglio sia ancora per ottimizzare il consumo di energia.

Pochi compromessi anche sulla configurazione, contraddistinta da un tempo di risposta di 4 ms e 350 cn/mq per la luminosità. Presenti anche le casse acustiche integrate, con potenza di 2 W, in questo caso leggermente inferiore alle media.

Dove invece Philips non si risparmia sono le connessioni, al livello dei modelli più completi. La dotazione prevede infatti una coppia di HDMI e una DisplayPort alle quali vanno aggiunte diverse USB. Tre posteriori, una dei quali per il caricamento dei dati, più altre due laterali, all’insegna della praticità.

Anche in questo caso il prezzo è da cercare sui siti Web dei principali distributori, ed è anche lui nella media, forse anche un po’ sotto, intorno ai 411 euro.

Per un pollice in più

Per completare una carrellata si monitor 4K, resta da inserire un modello Samsung. L’unico marchio però tra quelli rivolti al pubblico domestico, a non prevedere un modello da 27”. D’altra parte, i 28” del U28H750 ci vanno comunque molto vicino e non indicono praticamente sul prezzo. Anzi, con 319 euro, si rivela tra più abbordabili.

La diagonale più ampia viene sfruttata anche per visualizzare dati da due sorgenti, per altrettante porte HDMI, sia dividendo lo schermo sia in modalità PiP.

Resta comunque un po’ limitata la dotazione di connessioni. Oltre a queste, si aggiunge infatti solo la canonica DisplayPort. Non son previste connessioni USB, così come non ci sono gli speaker integrati.

Da sottolineare invece un tempo di risposta da record. Samsung al riguardo dichiara addirittura 1 ms. D’altra parte, leggermente inferiore l’angolo di visualizzazione, di 170° in orizzontale e 160° in verticale. Contenuta anche la luminosità, di 300 cn/mq.

Per i più attenti all’ergonomia, limitato a uno ristretto intervallo l’inclinazione, mentre l’altezza è fissa e non è possibile ruotare il monitor. Per chi guarda ai consumi, da considerare anche la classificazione energetica B.

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