MIX avvia una nuova iniziativa con l’Università degli Studi di Napoli Federico II per promuovere competenze avanzate sulle infrastrutture Internet e rafforzare il dialogo tra mondo accademico e industria.Il progetto coinvolge il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’ateneo e si concentra su temi centrali per il funzionamento della rete globale, dall’interconnessione Internet al peering, fino alle infrastrutture di rete.
L’iniziativa si inserisce nel percorso che MIX sta portando avanti con alcuni atenei italiani, tra cui l’Università Bocconi di Milano e l’Università di Padova, con l’obiettivo di contribuire alla formazione delle nuove generazioni di professionisti del digitale. È un tema tutt’altro che secondario: la crescita dell’ecosistema Internet richiede competenze specialistiche, capacità operative e una comprensione concreta dei meccanismi che regolano il traffico, l’interconnessione e la resilienza delle reti.
In questo contesto, il valore dell’iniziativa non sta solo nell’attività formativa in sé, ma nel tentativo di avvicinare gli studenti a un’infrastruttura spesso invisibile agli utenti finali, ma essenziale per la continuità dei servizi digitali. Internet non è un’entità astratta: è un sistema distribuito fatto di reti autonome, punti di interscambio, accordi di peering, protocolli, data center e competenze operative.
Internet Exchange Point, peering e BGP entrano nella formazione universitaria
Il progetto ha preso il via il 3 giugno con una lezione tenuta da Simone Morandini, Service Development Manager di MIX, dedicata al ruolo degli Internet Exchange Point nello sviluppo della Rete. L’intervento è stato rivolto agli studenti di Ingegneria Informatica del corso Networks and Cloud Infrastructures del professor Giorgio Ventre, mettendo al centro il funzionamento degli IXP e il loro impatto sull’evoluzione dell’infrastruttura Internet.
Gli Internet Exchange Point hanno un ruolo strategico perché consentono alle reti di interconnettersi direttamente, scambiare traffico in modo più efficiente e migliorare prestazioni, scalabilità e resilienza. Per chi si forma nell’ambito delle reti e delle infrastrutture cloud, comprenderne il funzionamento significa entrare nel cuore tecnico dell’Internet moderna, superando una visione puramente applicativa del digitale.
L’intervento è stato inserito nell’agenda di NeAcademy e DataFest 2026, eventi di cui MIX è strategic partner, ospitati presso la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base a Fuorigrotta. Si tratta di iniziative dedicate alla formazione e al networking tra studenti, professionisti e aziende del settore ICT, con l’obiettivo di creare un punto di contatto tra competenze accademiche, mondo del lavoro e industria digitale.
Il programma è proseguito il 4 e 5 giugno con un laboratorio specialistico sul Border Gateway Protocol, curato da Glevia e guidato da Massimiliano Stucchi, esperto internazionale di peering e infrastrutture Internet. Il BGP è uno dei protocolli fondamentali per il funzionamento della rete globale, perché consente ai diversi sistemi autonomi di annunciare rotte e scambiare informazioni di instradamento. Non è un tema semplice, ma è indispensabile per comprendere come Internet riesca a funzionare su scala globale.
Il laboratorio BGP collega teoria e pratica sulle infrastrutture di rete
Il laboratorio specialistico ha coinvolto gli studenti del Cisco DTLab Networking Bootcamp, iniziativa avviata nel 2018 da Università Federico II, Cisco e Consorzio Clara. Il valore dell’attività sta nell’approccio pratico: non solo spiegare i concetti, ma far lavorare gli studenti sulle tecnologie di interconnessione che costituiscono l’ossatura della rete.
Nel settore delle infrastrutture Internet, la distanza tra conoscenza teorica e competenza operativa può essere ampia. Capire il peering, il routing o il ruolo di un IXP richiede basi solide, ma anche familiarità con scenari reali, configurazioni, criticità e logiche di gestione. Per questo iniziative di questo tipo sono rilevanti: permettono agli studenti di osservare più da vicino il livello infrastrutturale su cui poggiano servizi cloud, piattaforme digitali, applicazioni enterprise e comunicazioni quotidiane.
La formazione su BGP e interconnessione Internet è particolarmente importante anche alla luce della crescente complessità delle reti. Cloud, edge computing, servizi video, cybersecurity, content delivery, data center distribuiti e applicazioni mission-critical dipendono da infrastrutture capaci di garantire basse latenze, continuità e capacità di adattamento.
Per i futuri professionisti del networking, questo significa acquisire competenze che non riguardano solo la configurazione tecnica, ma anche la comprensione dell’ecosistema: chi scambia traffico con chi, con quali accordi, attraverso quali punti di interconnessione e con quali impatti su prestazioni e affidabilità.
Accademia e industria devono collaborare sulle competenze digitali
L’iniziativa tra MIX e Università Federico II conferma un principio ormai evidente: la formazione sulle infrastrutture digitali non può essere separata dal confronto con gli operatori che quelle infrastrutture le progettano, le gestiscono e le fanno evolvere. Il mondo accademico fornisce metodo, basi teoriche e capacità di ricerca. L’industria porta esperienza operativa, casi reali e consapevolezza delle competenze richieste dal mercato.
Alessandro Talotta, Executive President & Chairman MIX, sottolinea questa direzione: “La collaborazione con l’Università Federico II conferma l’impegno di MIX nel mettere il proprio know-how a disposizione del sistema universitario e delle nuove generazioni di professionisti. Favorire il confronto tra accademia e industria significa contribuire concretamente allo sviluppo delle competenze strategiche necessarie per l’evoluzione dell’infrastruttura Internet del Paese”.
Il punto è centrale. Le competenze sulle reti non sono più un ambito di nicchia riservato a pochi specialisti. Sono una componente essenziale della trasformazione digitale, della sovranità tecnologica, della sicurezza informatica e della competitività dei servizi. Senza professionisti capaci di comprendere e gestire infrastrutture complesse, la crescita digitale resta più fragile.
La collaborazione con l’Università Federico II assume quindi un valore anche territoriale. Napoli e il Mezzogiorno rappresentano un bacino importante di competenze tecniche, ricerca e formazione. Portare attività di alto profilo sulle infrastrutture Internet dentro un ateneo storico e ad alta vocazione scientifica significa rafforzare il collegamento tra formazione avanzata e sviluppo dell’ecosistema digitale nazionale.
MIX rafforza il proprio ruolo nell’ecosistema Internet italiano
Fondato nel 2000 e con sede presso il campus Caldera di Milano, MIX è il principale Internet Exchange Point italiano e uno dei maggiori in Europa per volume di traffico, con picchi giornalieri superiori a 3,7 Tbps. Offre servizi di interconnessione a oltre 460 reti italiane e internazionali, garantendo connettività ad alte prestazioni, scalabile e sicura.
Un elemento distintivo è la gestione di data center di proprietà, una caratteristica non comune tra gli IXP europei, che consente un controllo diretto sull’infrastruttura e sulla qualità del servizio. MIX è stato anche il primo IXP italiano a ottenere la certificazione ISO/IEC 27001:2013 per la gestione della sicurezza delle informazioni e possiede la certificazione Open-IX OIX-1, che attesta la solidità e l’affidabilità della propria infrastruttura.
La presenza territoriale si è estesa con quattro nodi IXP edge in Italia, a Palermo, Bologna, Roma e Caserta, e un nodo in Grecia, a Salonicco. Questa distribuzione risponde a una logica sempre più importante: avvicinare l’interconnessione ai territori, ridurre la concentrazione del traffico e migliorare la resilienza dell’ecosistema.
In questo quadro, l’attività con l’Università Federico II non è un’iniziativa isolata, ma un tassello coerente con il ruolo di MIX come infrastruttura critica per l’Internet italiana e come soggetto capace di trasferire competenze verso università, studenti e futuri professionisti.
Le competenze sulle reti diventano una priorità per il digitale italiano
La crescita del digitale non dipende solo da applicazioni, servizi cloud o piattaforme software. Dipende anche, e soprattutto, dalla qualità delle infrastrutture che permettono a quei servizi di funzionare. Reti, peering, routing, interconnessione e data center sono il livello abilitante su cui poggia gran parte dell’economia digitale.
Per questo la formazione su questi temi deve diventare più strutturata e più vicina ai percorsi universitari. Le aziende cercano profili capaci di muoversi tra teoria e pratica, protocolli e architetture, sicurezza e prestazioni, cloud e connettività. Gli studenti, da parte loro, hanno bisogno di entrare in contatto con scenari reali e con competenze che possano essere immediatamente spendibili nel mercato del lavoro.
L’iniziativa di MIX con l’Università Federico II va esattamente in questa direzione. Porta dentro la formazione universitaria il punto di vista di chi gestisce una parte essenziale dell’infrastruttura Internet del Paese e contribuisce a creare un ponte tra apprendimento, pratica e industria.
In un momento in cui cloud, AI, cybersecurity e servizi digitali avanzati aumentano la dipendenza da reti performanti e resilienti, investire sulle competenze infrastrutturali è una scelta concreta. Non basta usare Internet. Serve formare chi sarà in grado di farla funzionare, proteggerla e farla evolvere.







