Microsoft controdenuncia Sun

Si inaspriscono i rapporti fra le aziende di Scott McNealy e Bill Gates.Alle accuse del primo, accompagnate da una richiesta di danni per 35milioni di dollari, risponde il secondo contrattaccando sullo stesso terreno.

La miglior difesa è, molto spesso, l'attacco. Microsoft ha fatto proprio
il motto di derivazione sportiva e ha deciso di rispondere per le rime e
sullo stesso terreno alle accuse di Sun. Oggetto del contendere è sempre i
l
solito, ovvero il controllo di Java, con la possibilità o meno di
"personalizzare" l'implementazione del linguaggio e la liceità dei test di
compatibilità previsti da Sun.
Stavolta è Microsoft ad accusare il rivale di mancato rispetto di un
contratto siglato nel marzo del 1996. All'azienda di Scott McNealy, in
particolare, viene imputato di non aver fornito tecnologie di upgrade Java
compatibili con le versioni precedenti e in linea con la "reference
implementation" per la piattaforma Win32. L'accusa si estende anche alla
mancata fornitura di un set pubblico di test (fatto previsto nell'accordo),
all'assenza di comunicazioni su modifiche al linguaggio e a una serie di
false dichiarazioni sui termini delle licenze e sulla reale compatibilità
con Java dei prodotti Microsoft, in particolare i tool di sviluppo e il
browser Internet Explorer. Secondo l'intesa citata, Microsoft avrebbe il
diritto di "modificare, adattare e creare versioni derivate della
tecnologia Java"
, nonché di "determinare se e quando
distribuire la
tecnologia avuta in licenza e i lavori successivi"
. Questi punti
sarebbero in contrasto con quanto reclamato da Sun nella propria causa,
sfociata in una richiesta di indennizzo pari a 35 milioni di dollari.
Anche Microsoft chiede un risarcimento finanziario (per ora non
specificato), ma intende soprattutto rompere il contratto pluriennale con
Sun sul licensing di Java, nel quale, fra l'altro, è obbligata a far
transitare da Mountain View ogni lavoro eseguito su Java.

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