Microsoft concede agli Oem di modificare Windows Xp

In virtù della decisione della Corte d’Appello statunitense riguardo il monopolio, la società di Redmond ha deciso di permettere ai costruttori di pc di personalizzare il desktop, escludendo eventualmente l’icona di Explorer

Microsoft è passata indenne attraverso il giudizio della corte degli Stati
Uniti che avrebbe potuto dividerla in due parti. Ma nulla ha potuto contro
l'accusa di monopolio illegalmente mantenuto all'interno dei sistemi operativi
per i computer basati su processori Intel. E così è dovuta correre ai ripari e
ha deciso di apportare alcune modifiche al contratto Oem che la lega ai
costruttori di pc. Questi ultimi nel prossimo Windows Xp potranno eliminare
l'icona di Internet Explorer dal menu Start e addirittura potranno eliminare
anche l'accesso al browser stesso. Tali opportunità saranno estese anche a
Windows 98, Windows Me e Windows 2000.


La decisione di Microsoft è stata presa a fronte della sentenza della Corte
d'Appello del Distretto di Columbia la quale ha decretato che il mescolare
Explorer con il codice Windows di 95 e 98 era un'azione altamente
anticompetitiva. Perciò prima di far nascere qualsiasi problema di natura
legale, che potesse in qualche modo ritardare l'uscita di Windows Xp, tassello
fondamentale per la futura strategia di Microsoft, Bill Gates e soci hanno
agito.


La scelta operata dal management dell'azienda di Redmond ha ottenuto pareri
decisamente discordanti tra i legali statunitensi: c'è chi dice che era il
minimo che poteva essere fatto, c'è chi dice che è la strada giusta per non
incorrere in problemi futuri, c'è chi sostiene che non è ancora abbastanza per
soddisfare le richieste dei giudici.


Dal canto suo, Microsoft è apparentemente tranquilla perché sostiene di aver
agito nell'unico modo che le permettesse di risolvere tutte le violazioni
dell'antitrust che la Corte d'Appello le imputava. Ora gli Oem avranno più
libertà di movimento e potranno utilizzare il browser che preferiscono, si dice
ai piani alti dell'azienda Redmond. Ma ormai non c'è più storia: Internet
Explorer è uno standard di fatto e anche se non è presente di default sul
desktop del pc lo si deve usare praticamente per forza.


Presso America OnLine, che di recente ha avuto una lunga trattativa con
Microsoft sul tema Instant Messaging, si coglie una vena sarcastica. Dopo due
settimane dalla sentenza finalmente a Redmond si sono degnati di leggerla, hanno
detto i responsabili di Aol. I quali hanno aggiunto che l'azione di Bill Gates e
soci è un inizio ma è ben lontana dall'aver eliminato da Windows Xp tutti gli
elementi che potevano far pensare a qualcosa di anticompetitivo. È chiaro il
riferimento al sistema di Messaging, a Windows Media Player e al servizio
Internet Msn.


Più positiva è la visione di Idc, la quale sostiene che finalmente, dopo un
lungo periodo di tempo, Microsoft ha preso una decisione unilaterale che bene fa
sperare: è una sorta di dimostrazione di apertura da parte dell'azienda. Altri
analisti sono più cauti e fanno notare che la società non ha fatto nulla per
favorire gli utenti nell'eliminazione di eventuali nuovi programmi che verranno
aggiunti a Windows Xp.


Più che dal problema riguardante quale browser usare, sembra che i vendor di
pc siano invece maggiormente toccati dal fatto che Windows Xp mantenga la
tabella di marcia prevista. La maggior parte di loro dice che ha sempre cercato
la massima flessibilità nei confronti dei clienti e quindi la scelta di
Microsoft, agli occhi degli utenti, non risulterà poi una grande novità.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome