Mercato Internet, europei alla caccia del primato americano

Il predominio degli Stati Uniti sulle tecnologie e i mercati di Internet è sempre meno un fatto acquisito ora che Europa e Giappone stanno spingendo sempre più sul wireless come forma privilegiata di accesso. La constatazione appare in un …

Il predominio degli Stati Uniti sulle tecnologie e i mercati di
Internet è sempre meno un fatto acquisito ora che Europa e Giappone
stanno spingendo sempre più sul wireless come forma privilegiata di
accesso. La constatazione appare in uno studio commissionato da
un’associazione di categoria americana, lo United States Internet
Council (Usic), che afferma anche che europei e giapponesi stanno
ormai eguagliando i concorrenti Usa nel campo dello sviluppo di
tecnologie innovative per l’application service providing. Gli autori
dello studio, intitolato Usic State of the Internet report 2000,
sostengono che entro il 2005 il numero di navigatori supererà il
miliardo su scala mondiale, contro l’attuale cifra di 300 milioni di
surfisti. 700 milioni di persone si collegheranno a Internet al di
fuori dei confini degli Stati Uniti. Lo Usic cita anche alcune cifre
rese note da Idc, secondo cui già nel 2003 gli Stati Uniti dovranno
cedere una quota di quasi il 20% della fetta attualmente controllata
sul mercato dell’e-commerce. Nel 1999, quasi il 62% di questo mercato
era in mano americana ma entro tre anni la percentuale si ridurrà al
44%, mentre la quota controllata dalle aziende europee salirà al 32%
dal quasi 19% loro attribuito nel 1999. Per Forrester Research, si
legge nello studio, l’e-commerce in Europa crescerà ancora per tre
anni al ritmo del 100% annuo, raggiungendo i 1.600 miliardi di
dollari nel 2004 (quando l’e-business europeo varrà la metà del
complessivo valore Usa).
Quanto al numero di persone collegate, lo studio ha calcolato che in
Europa occidentale sono attivi 83 milioni di navigatori ripartiti in
aree demografiche decrescenti da est verso occidente e da nord verso
sud, con forti tendenze al regionalismo. La Scandinavia domina su
altre regioni europee, con tassi di penetrazione del 35% in Svezia,
Norvegia, Danimarca e Finlandia. Fanalino di coda sono Spagna e
Portogallo, così come tutto l’Est europeo a eccezione di Grecia e
Slovenia, con tassi di penetrazione del 12 e 23 percento.

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