Matteo Goglio è il nuovo Chief Executive Officer di Infosecbox, società specializzata nello sviluppo di soluzioni di cybersecurity rivolte alle micro e piccole imprese. La nomina conclude un percorso interno iniziato nell’area marketing e vendite e accompagna una nuova fase di crescita dell’azienda, orientata al consolidamento nei mercati italiano e svizzero e alla valutazione di ulteriori opportunità internazionali.
Goglio assume la guida di Infosecbox con l’obiettivo di rendere la sicurezza informatica avanzata più accessibile alle realtà imprenditoriali di dimensioni ridotte, spesso meno preparate ad affrontare minacce sempre più sofisticate e prive delle risorse necessarie per costruire internamente strutture dedicate alla protezione digitale.
La strategia del nuovo CEO punta non soltanto sulla tecnologia, ma anche sulla comunicazione, sulla cultura della sicurezza e sulla capacità di spiegare rischi e soluzioni attraverso un linguaggio comprensibile.
Matteo Goglio nuovo CEO dopo un percorso interno
La nomina di Matteo Goglio nasce da un percorso sviluppato progressivamente all’interno dell’ecosistema aziendale.
Prima di entrare direttamente in Infosecbox, Goglio ha lavorato come marketing manager in CSS, partner tecnico della società. Successivamente ha assunto il ruolo di Direttore Marketing e Vendite di Infosecbox, fino alla nomina ad amministratore delegato avvenuta alla fine di giugno.
La scelta riflette la volontà del board, guidato dal Direttore Generale Giacomo Segalli, di rafforzare il posizionamento commerciale e culturale dell’azienda.
Infosecbox opera infatti in un segmento nel quale il problema non riguarda soltanto la disponibilità di strumenti tecnologici, ma anche la limitata consapevolezza dei rischi informatici e delle misure necessarie per affrontarli.
Per molte micro e piccole imprese, la cybersecurity viene ancora percepita come una questione riservata alle grandi organizzazioni o ai reparti IT più strutturati. La crescita degli attacchi automatizzati, del ransomware, delle frodi via e-mail e dei tentativi di sottrazione delle credenziali ha però reso questo approccio sempre meno sostenibile.
Una leadership fondata sull’approccio umanistico
La visione di Goglio attribuisce un ruolo centrale alla componente umana della leadership.
Secondo il nuovo CEO, la guida di un’azienda tecnologica non deve basarsi esclusivamente sulla conoscenza tecnica del mercato, ma sulla capacità di comprendere le persone, valorizzarne le caratteristiche e diffondere una cultura adeguata alle trasformazioni in corso.
“Credo sia il ruolo più importante di un CEO moderno oggi: non basarsi tanto sulle competenze tecniche specifiche relative al core business, ma adottare un approccio umanistico. Gestire al meglio l’azienda valorizzando le attitudini delle persone e portare cultura su un mercato ancora poco consapevole delle proprie esigenze e di come soddisfarle”, dichiara Matteo Goglio.
Questa impostazione assume un significato particolare nel settore della cybersecurity, dove la distanza tra linguaggio tecnico e comprensione aziendale può ostacolare l’adozione delle misure di protezione.
Termini complessi, architetture articolate e offerte difficili da confrontare rischiano di allontanare proprio le imprese che avrebbero maggiore necessità di servizi gestiti e facilmente utilizzabili.
La cybersecurity per le piccole imprese è anche una sfida culturale
Infosecbox considera la protezione delle micro e piccole imprese una sfida culturale prima ancora che tecnologica.
La disponibilità di una soluzione di sicurezza non garantisce infatti che un’organizzazione sappia riconoscere i propri rischi, definire le priorità e adottare comportamenti coerenti.
Le piccole imprese dispongono spesso di infrastrutture ibride, formate da computer personali, applicazioni cloud, sistemi gestionali, posta elettronica, dispositivi mobili e servizi forniti da partner esterni.
Questa frammentazione aumenta la superficie d’attacco e rende più difficile mantenere una visione completa degli eventi di sicurezza.
A ciò si aggiunge la mancanza di personale specializzato. Molte realtà affidano la gestione informatica a fornitori esterni o a figure che devono occuparsi contemporaneamente di supporto, infrastruttura, applicazioni e sicurezza.
In questo contesto, la possibilità di utilizzare servizi gestiti consente di trasferire parte delle attività di monitoraggio e risposta a strutture dedicate.
Rendere comprensibile la sicurezza informatica
Uno degli obiettivi del nuovo corso è semplificare il modo in cui la cybersecurity viene presentata alle imprese.
Per Goglio, comunicare in maniera accessibile non significa banalizzare i rischi o ridurre la qualità tecnica delle soluzioni. Significa piuttosto tradurre le caratteristiche tecnologiche in conseguenze concrete per il business.
Un imprenditore deve poter comprendere quali sistemi sono protetti, quali minacce vengono rilevate, come avviene la risposta a un incidente e quale impatto potrebbe avere un’interruzione dell’operatività.
La comunicazione diventa quindi parte integrante del servizio, soprattutto in un mercato in cui molte decisioni vengono prese da figure prive di una formazione tecnica specialistica.
L’obiettivo è spostare il confronto dalle singole funzionalità al livello di protezione realmente ottenuto dall’impresa.
Dalla musica alla gestione dell’azienda
Il profilo di Matteo Goglio comprende esperienze che vanno oltre il settore tecnologico.
Musicista professionista, poeta e scrittore, il nuovo CEO considera la musica una scuola per lo sviluppo delle competenze relazionali che oggi applica nella gestione aziendale.
Tra queste rientrano l’ascolto, il senso della misura, la capacità di guidare un gruppo e la disponibilità a mettersi al servizio degli altri quando necessario.
L’esperienza maturata sui palchi trova applicazione anche nella comunicazione pubblica, negli interventi professionali, nei webinar e nei workshop.
“Chi è musicista è in grado di capire quando prendere la leadership e quando mettersi al servizio degli altri per dare forza al gruppo”, spiega Goglio.
Il principio è quello di una leadership non rigidamente verticale, nella quale la responsabilità del CEO si combina con la capacità di riconoscere competenze, ruoli e contributi presenti nell’organizzazione.
La montagna come modello di responsabilità e misura
Un’altra componente della formazione personale di Goglio è rappresentata dall’alpinismo.
La montagna viene associata a valori come rispetto, preparazione, consapevolezza dei limiti e capacità di affrontare situazioni nuove senza sottovalutarne i rischi.
Si tratta di elementi che possono essere trasferiti anche alla gestione della sicurezza informatica.
Nella cybersecurity, infatti, non esiste una condizione di protezione assoluta. Le aziende devono valutare continuamente il contesto, aggiornare gli strumenti, verificare le vulnerabilità e prepararsi a reagire agli incidenti.
Come nell’alpinismo, l’obiettivo non è eliminare ogni rischio, ma riconoscerlo e affrontarlo con procedure, competenze e risorse adeguate.
Un modello di leadership condivisa
Goglio collega la propria nomina al rapporto di fiducia costruito con Giacomo Segalli e Alessandro Aresi, che hanno sostenuto il suo percorso professionale all’interno dell’azienda.
La visione descritta dal nuovo CEO è quella di un’organizzazione fondata sulla collaborazione e sulla responsabilità condivisa, nella quale le difficoltà vengono affrontate senza ricercare automaticamente responsabilità individuali.
“Un modello di azienda fondato su passione e rapporti umani, che tiene il focus su come si lavora e come si affrontano le difficoltà, senza mai puntare il dito: un fattore che fa bene tanto alle persone quanto al business”, afferma Goglio.
Questo approccio mira a favorire un ambiente nel quale problemi ed errori possano essere analizzati e risolti, invece di essere nascosti per timore delle conseguenze.
Nel settore della sicurezza informatica, una cultura di questo tipo può risultare particolarmente importante. La rapidità con cui vengono segnalate anomalie e incidenti influisce direttamente sulla capacità dell’organizzazione di limitarne l’impatto.
Infosecbox punta sulle micro e piccole imprese
Infosecbox concentra la propria offerta sulle esigenze delle micro, piccole e medie imprese.
La società nasce dall’esperienza sviluppata nella protezione di organizzazioni di maggiori dimensioni, con l’obiettivo di riprogettare tecnologie e servizi per renderli compatibili con le risorse e la struttura delle aziende più piccole.
Il modello si basa sull’idea che le minacce informatiche non selezionino le vittime esclusivamente in base alla dimensione.
Gli attacchi automatizzati possono colpire qualsiasi organizzazione esposta, mentre le imprese meno strutturate possono risultare bersagli particolarmente vulnerabili a causa di sistemi non aggiornati, credenziali deboli, backup inadeguati e assenza di monitoraggio continuo.
Per queste realtà, anche un incidente relativamente limitato può provocare conseguenze rilevanti, tra cui interruzioni operative, perdita di dati, danni economici e difficoltà nei rapporti con clienti e fornitori.
Ultimate Securebox per una protezione continuativa
La strategia di Infosecbox ruota attorno a Ultimate Securebox, soluzione progettata per portare servizi di cybersecurity continuativi anche nelle organizzazioni di dimensioni ridotte.
L’offerta punta a ridurre il divario tra il livello delle minacce disponibili e la reale capacità difensiva delle imprese.
Un servizio di protezione attivo 24 ore su 24 può consentire di individuare eventi sospetti anche al di fuori degli orari lavorativi, quando un’impresa priva di un presidio interno potrebbe non accorgersi tempestivamente di un attacco.
Il monitoraggio continuativo è particolarmente rilevante in presenza di minacce che si sviluppano rapidamente, come ransomware, compromissioni degli account e movimenti laterali all’interno della rete.
L’efficacia di questo modello dipende però dalla capacità di combinare tecnologia, assistenza e processi di risposta, evitando che la soluzione si limiti a produrre segnalazioni difficili da interpretare.
Consolidamento in Italia e Svizzera
Sotto la guida di Goglio, Infosecbox intende consolidare la propria presenza in Italia e in Svizzera.
La società opera sul mercato svizzero da circa un anno e mezzo e dispone di una sede italiana a Varese.
Il consolidamento nei due Paesi rappresenta il primo obiettivo della nuova fase, con particolare attenzione alla diffusione di servizi gestiti tra le aziende che non possiedono strutture interne dedicate.
La crescita dovrà passare anche dalla capacità di costruire una rete commerciale e di partnership in grado di raggiungere un mercato molto frammentato.
Le micro e piccole imprese vengono infatti servite da un ampio ecosistema di rivenditori, system integrator, consulenti, managed service provider e professionisti IT locali.
Il coinvolgimento di questi soggetti può risultare determinante per diffondere soluzioni di sicurezza continuative senza perdere il rapporto di prossimità con il cliente.
Infosecbox valuta l’espansione internazionale
Oltre al consolidamento nei mercati già presidiati, Infosecbox guarda anche a possibili opportunità di espansione internazionale.
La necessità di offrire sicurezza informatica accessibile alle piccole imprese non riguarda infatti soltanto Italia e Svizzera.
In numerosi Paesi europei, il tessuto produttivo è composto in larga parte da aziende di piccole dimensioni, spesso caratterizzate dalle stesse difficoltà: budget limitati, carenza di competenze specialistiche e dipendenza da fornitori esterni.
“Il nostro obiettivo è rendere accessibile la cybersecurity di alto livello alle micro e piccole imprese, che ne hanno bisogno e hanno difficoltà ad adottare soluzioni efficaci. Questa è un’esigenza diffusa e per questo non nascondiamo di essere interessati anche a guardare all’estero”, conclude Goglio.
L’eventuale espansione dovrà tenere conto delle differenze normative, commerciali e organizzative dei vari mercati, oltre che della necessità di garantire assistenza e monitoraggio con livelli di servizio coerenti.
Il ruolo del CEO nella crescita di Infosecbox
La nomina di Matteo Goglio evidenzia l’importanza attribuita da Infosecbox al posizionamento, alla comunicazione e alla costruzione della domanda.
Per un vendor rivolto alle piccole imprese, la qualità della tecnologia rappresenta una condizione necessaria, ma non sufficiente.
L’azienda deve anche riuscire a spiegare perché una determinata protezione è necessaria, quali problemi risolve e come può essere adottata senza aumentare eccessivamente la complessità operativa.
Il nuovo CEO dovrà quindi lavorare su più livelli: sviluppo del mercato, crescita dei partner, comunicazione, organizzazione interna e ampliamento geografico.
La sfida sarà trasformare una necessità sempre più evidente in un’offerta percepita come concreta, accessibile e proporzionata alle caratteristiche delle imprese destinatarie.
La scelta di una figura con esperienza nel marketing e una forte attenzione agli aspetti culturali segnala la volontà di Infosecbox di affrontare il problema della cybersecurity delle piccole imprese non soltanto attraverso nuovi strumenti, ma anche attraverso un diverso modo di comunicare il rischio e costruire consapevolezza.






