La convinzione che i computer Mac siano intrinsecamente più sicuri dei PC Windows continua a influenzare il comportamento degli utenti, ma il panorama delle minacce informatiche è cambiato. Una ricerca condotta da Kaspersky evidenzia infatti una maggiore incidenza di diversi attacchi tra gli utenti macOS, accompagnata da una minore adozione delle principali misure di protezione.
Secondo i dati raccolti, il 12% degli utenti macOS dichiara di aver subito un’infezione da malware, contro il 9% degli utenti Windows. Nonostante questa maggiore esposizione, soltanto il 35% dei possessori di un Mac utilizza un software di sicurezza dedicato, mentre tra gli utenti Windows la percentuale raggiunge il 42%.
L’indagine è stata realizzata nel marzo 2026 su un campione di 7.200 persone provenienti da 18 Paesi, tra cui l’Italia. I risultati si basano sulle esperienze e sulle abitudini dichiarate dagli intervistati.
Più phishing e furti di dati tra gli utenti Mac
Le differenze non riguardano soltanto le infezioni da malware. Nell’ultimo anno, il 12% degli utenti macOS intervistati ha dichiarato di essere stato vittima di phishing attraverso e-mail, siti web o messaggi fraudolenti, rispetto al 9% degli utenti Windows.
Tra chi utilizza dispositivi Apple risultano più frequenti anche le truffe e le frodi finanziarie, segnalate dal 16% degli intervistati contro il 13% registrato su Windows. Lo stesso divario emerge per le violazioni della privacy, che interessano l’11% degli utenti Mac e l’8% di quelli Windows.
Particolarmente significativa è la differenza relativa ai dati personali: il 12% degli utenti macOS riferisce di aver subito un furto di informazioni, mentre tra gli utenti Windows la percentuale si ferma al 7%.
I dati suggeriscono che la minore diffusione di macOS rispetto a Windows non sia più sufficiente a renderlo un obiettivo poco interessante. Le campagne di phishing, gli attacchi alla catena di approvvigionamento del software e le nuove famiglie di malware permettono infatti ai criminali informatici di raggiungere contemporaneamente utenti di piattaforme differenti.
Gli utenti Windows adottano più precauzioni
La ricerca mette in luce anche un diverso atteggiamento nei confronti della sicurezza digitale. Nella maggior parte delle pratiche analizzate, gli utenti Windows risultano più prudenti.
Il divario più ampio riguarda la capacità di riconoscere ed evitare comunicazioni potenzialmente pericolose. Il 62% degli utenti Windows dichiara di non aprire e-mail o collegamenti sospetti, contro appena il 51% degli utenti macOS.
Anche nella gestione delle credenziali emergono differenze. Il 52% degli utenti Windows utilizza password complesse, rispetto al 45% di chi possiede un Mac. L’autenticazione a due o più fattori viene adottata dal 51% degli utenti Windows e dal 46% degli utenti macOS.
Il 38% degli intervistati che utilizza Windows sceglie inoltre una password diversa per ogni servizio, contro il 35% degli utenti Apple. Il cambio periodico delle credenziali viene effettuato dal 42% degli utenti Windows e dal 36% di quelli macOS.
Differenze simili riguardano la quantità di informazioni personali condivise online, limitata dal 49% degli utenti Windows e dal 40% di quelli Mac, e il controllo dell’indirizzo di un sito prima di inserire dati personali, effettuato rispettivamente dal 42% e dal 36% degli intervistati.
Gli utenti macOS mostrano un leggero vantaggio soltanto in alcune pratiche legate alla privacy. Per esempio, il 35% controlla e modifica le impostazioni dedicate, rispetto al 31% degli utenti Windows. Il monitoraggio delle password eventualmente comparse in database violati viene invece effettuato dal 25% degli utenti Mac e dal 20% di quelli Windows.
Il mito della sicurezza automatica
Alla base del divario potrebbe esserci la percezione, ancora diffusa, che i sistemi Apple richiedano meno protezioni. macOS integra diverse funzionalità di sicurezza, ma questo non elimina i rischi derivanti dal comportamento degli utenti, dalle vulnerabilità del software e dalle tecniche di ingegneria sociale.
Sergey Puzan, esperto di cybersecurity di Kaspersky, sottolinea che il malware progettato specificamente per Mac non può più essere considerato raro. Esistono famiglie di software dannoso sviluppate per colpire esclusivamente i dispositivi Apple, alle quali si aggiungono campagne multipiattaforma capaci di raggiungere qualsiasi sistema operativo.
Tra le minacce più insidiose figurano i data stealer, progettati per sottrarre credenziali e altre informazioni sensibili, gli spyware e le campagne di phishing sempre più credibili. Per ridurre il rischio è quindi necessario combinare gli strumenti già integrati nel sistema operativo con comportamenti prudenti e misure aggiuntive.
L’utilizzo di password complesse e diverse per ogni account, l’attivazione dell’autenticazione multifattore, l’aggiornamento costante del software e l’attenzione verso messaggi e collegamenti sospetti restano alcune delle difese più efficaci. Anche un password manager può facilitare la gestione delle credenziali e favorire l’impiego delle passkey.
Il punto centrale della ricerca è che nessun dispositivo connesso a Internet può essere considerato automaticamente al sicuro. La piattaforma utilizzata continua ad avere un ruolo, ma la protezione dipende sempre più dalla combinazione tra tecnologie di sicurezza, aggiornamenti e consapevolezza dell’utente.






