Magirus & partner festeggiano i propri successi

All’evento organizzato dal distributore l’incontro tra le terze parti e i loro fornitori

La sedicesima edizione del Magirus-Vip, l'evento che annualmente raduna i principali rivenditori di Magirus Italia, è stata l'occasione per fare il punto sui recenti sviluppi e sulla strategia del noto distributore che, in un mercato It come quello italiano che Assinform prevede per l'anno in corso in crescita di un misero 1,6%, si è posto l'obiettivo di aumentare il proprio fatturato del 27%.
Alla base di questa ambiziosa proiezione c'è una storia di successi che nel 2006 e 2007 ha mostrato una crescita addirittura a tre cifre ma soprattutto, spiega l'amministratore delegato Primo Bonacina, una precisa focalizzazione sui mercati e sui vendor con il maggior potenziale di crescita e all'interno di questa, sui prodotti più innovativi.
Da qui la presenza come sponsor dell'evento di Check Point, Emc e VmWare e la focalizzazione su quelli che Bonacina chiama i 7 pilastri della saggezza ossia il secure networking, lo storage/Information lifecycle management, la virtualizzazione, l'open source, il middleware, l'It management e i servizi professionali.
Dietro ai brillanti risultati acquisiti degli scorsi anni c'è sicuramente anche un'attenta strategia industriale, che si è manifestata con la decisione di rafforzarsi nel settore delle applicazioni open source con MySql, dell'It management con Landesk e del middleware con Bea, e con mosse organizzative come l'acquisizione del distributore Allasso, che ha portato in dote una rete di 200 rivenditori con una forte specializzazione sui prodotti di security e la cessione a Avnet delle attività relative a Hp e Ibm (“Focalizzarsi significa anche capire quando è opportuno abbandonare marchi anche prestigiosi” commenta Bonacina).
Magirus lavora con una rete di 600 rivenditori, i primi 20 dei quali generano il 44% del fatturato.
A questi partner Magirus offre una serie di programmi per superare quelle che gli analisti di Canalys definiscono le 4 sfide del canale per il 2008, ossia la scarsità degli skill, la pressione della concorrenza, la necessità di creare nuovi modelli di servizio e la pressione finanziaria, in particolare assicurando ai rivenditori il proprio supporto nelle attività di risveglio dei clienti dormienti e di identificazione di nuovi clienti, nelle attività di up-selling e cross-selling e soprattutto fornendo una articolata copertura di strumenti finanziari.

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