Ma la maggior parte dei brevetti arriva dal Nord

L’indagine dell’Istituto Irsi mappa la produzione di nuove idee

In contemporanea con l’indagine sulle imprese del Sud arrivano i dati sulla produzione dei brevetti elaborata da Carlo Trigilia e Francesco Ramella, promosso dall’Istituto di ricerche Iris e dalla Regione Toscana. Lo studio contiene i risultati di una ricerca sulle domande di brevetto delle aziende italiane presso l’Ente europeo di protezione dei diritti di proprietà intellettuale (Epo), nel periodo 1995-2004 (ultimi dati disponibili).

Secondo la ricerca Milano da sola vale il 20% della produzione nazionale di brevetti e in generale le regioni del Centro-Nord (Veneto, Piemonte, Toscana, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Marche, oltre a Lombardia e Emilia-Romagna) reggono , a differenza del Mezzogiorno, la competizione internazionale anche nei comparti ad alta tecnologia, dove negli ultimi anni il trend di sviluppo della capacità d’innovare delle imprese è stato a due cifre.

Prendendo in esame il solo settore meccanico la Lombardia è leader in Europa. E l’Italia, tredicesima a livello mondiale, guadagna il nono posto senza il Mezzogiorno.
Nei dieci anni presi in esame dall’indagine la Penisola ha prodotto 28mila brevetti. Di questi il 46,7% è frutto dell’impegno delle aziende del Nord-Ovest; il 43,3% arriva dal Centro; il 5,6% dal Lazio e il 4,3% dal Sud.

Fondamentali sono le città metropolitane. Milano Torino, Bologna, Roma e Firenze, esprimono il 41% dei brevetti prodotti. I settori che trainano sono la meccanica (31% delle registrazioni complessive) e l’alta tecnologia, che include il comparto farmaceutico (8% del totale) e quello degli apparecchi medicali (5%) e che da solo nel quinquennio 2000-2004 ha messo a segno una crescita del 31 per cento.

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