L’occhio di Sap su Soa e media impresa

Al Sap World Tour 2007 Augusto Abbarchi, amministratore delegato della filiale italiana, annuncia i risultati della country e parla di un business alla velocità del cambiamento

È tempo di numeri per Sap. Alla prima delle due giornate che, a Milano, oggi e domani segneranno la tappa italiana del Sap World Tour 2007, l'amministratore delegato della filiale italiana della multinazionale tedesca, Augusto Abbarchi, ha ufficializzato i numeri della country di cui è a capo. Non senza un certo compiacimento, vista la crescita dell'12% portata a casa nel 2006, rispetto all'esercizio precedente, per un fatturato che ha superato i 250 milioni di euro «con una crescita coerente fra il software, che ha dato ottimi risultati, la parte di manutenzione e quella dei servizi, che non è di certo il volano di questi risultati» puntualizza Abbarchi.

Così, all'interno di un evento intitolato “Il business alla velocità del cambiamento”, si prospetta una crescita a due cifre anche per questo 2007 in corso «soprattutto sulla media impresa (dove la vendita delle licenze software è cresciuta del 15%), anche grazie a un'ulteriore evoluzione del canale dei Var nostri business partner dei quali, già bravissimi nella fase d'implementazione, abbiamo curato maggiormente le capacità di vendita» afferma il numero uno di Sap Italia. E non a caso. «Occorre, infatti, non dimenticare - specifica Abbarchi - che la velocità del cambiamento è indotta dal contesto in cui ci troviamo a operare. Se prima il consumatore era il terminale di una catena del valore, oggi partecipa in qualità di attore del network».

E per Sap, gestire il presente progettando anche il futuro, va a braccetto con il tema delle Soa «per il quale - con l'ultima delle sue release, la 6.0, che resterà congelelata fino al 2010 - proponiamo un approccio graduale a pacchetti contenenti funzioni di ammodernamento o semplificazione di progetti legati a mercati verticali che potranno essere attivati in base alle specifiche esigenze dei clienti». Clienti ai quali Sap propone una sorta di “lego” con cui comporre la propria Service oriented architecture, ma sopra l'Erp esistente «senza pretendere di farli ripartire da zero buttando via gli investimenti fatti e facendo in modo che sia il provider di piattaforma (Sap, in questo caso) a prendersi in carico la complessità che ne deriva».

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