L’isola che c’è

Differenze di interpretazione del rapporto tecnologia-turista fra Grecia, Thailandia e Italia.

L’isola greca di Patmos quest’estate è assurta agli onori delle cronache grazie a Nortel e, di rimando, a Nicholas Negroponte. Il guru della tecnologia, che da tempo ha preso casa nell’isola del Dodecaneso, in passato si adoperò per creare un Internet service provider, 12Net, che gli consentisse di rimanere in contatto con il mondo.

La strada da lui aperta fu poi imboccata da altri e ora ha portato, mediante UniNortel, joint venture fra Nortel e Unisystems, a fare di Patmos la prima isola in cui si può fruire ovunque di connessioni wireless a banda larga gratuite sia tramite hot spot, sia con Wi-fi intramurale.

Evidentemente i greci hanno pensato che la bellezza (garantita) di Patmos o il monastero che testimonia dove San Giovanni scrisse l’Apocalisse non siano sufficienti per richiamare e fidelizzare i turisti nell’era tecnologica.

Qualcosa in più stanno cercando di farlo anche a un altro capo del mondo, nella tribolata Thailandia delle frequentate isole (Koh) di Samui e Phangan. Si sono accorti, i thai, che in questi luoghi che richiamano turisti da tutto il mondo occidentale una migliore e diffusa infrastruttura e una superiore cultura tecnologica degli autoctoni può solo fare bene.

È partito dunque la scorsa settimana un progetto di E-government che punta a fare di Samui e Phangan delle “isole Ict” (la definizione è loro), con reti, computer, attività di formazione e servizi. Il tutto a beneficio sia della popolazione, sia della primaria risorsa di un’isola, che, tolta la Groenlandia, è sempre e solo il turismo.

Finiamo in Italia, a Ponza, isola prediletta da bella vita e politica romane. La più grande attrazione è la spiaggia di Chiaia di Luna, un anfiteatro naturale dominato da una falesia lucente. L’accesso è stato interdetto a causa del ripetersi di crolli rocciosi che purtroppo in passato hanno causato vittime. Decisione ineccepibile, ma di cui si fa fatica a trovare traccia sui siti Web di municipalità, proloco, associazioni e albergatori. Da noi di trasparente c’è solo il mare.

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