L’intranet naturale di Bologna

Nel capoluogo emiliano si applica la tecnologia del linguaggio naturale per cercare documenti sulla rete interna.

Il comune di Bologna, che ha una popolazione di 372.000 abitanti, impiega circa 5.000 dipendenti (3.300 dei quali connessi in rete con una postazione pc). «A fine 2004 è stato creato il gruppo di lavoro per la realizzazione della intranet - esordisce Giovanni Farneti, funzionario responsabile dell'unità operativa Progetti Trasversali del comune di Bologna -, che comprendeva personale dei tre settori coinvolti, ovvero i sistemi informativi, l'organizzazione e l'informazione. Avevamo investito molto su Internet, con Iperbole, la prima rete civica italiana e la seconda in Europa, mentre la parte di rete interna all'amministrazione era stata un po' sottovalutata».

Il progetto di sviluppo del portale intranet, che aveva l'obiettivo di migliorare la comunicazione interna e il flusso informativo della città felsinea, è stato distinto in tre fasi. Anzitutto, quella relativa alla comunicazione, con il primo rilascio nel giugno del 2005.

Una seconda, più incentrata sulla partecipazione, ha visto il primo rilascio lo scorso settembre. La terza fase prevederà, poi, l'integrazione con l'infrastruttura legacy.

«L'obiettivo - sottolinea il funzionario - era di avere a disposizione uno strumento facile da utilizzare, con l'idea di un tempo di implementazione massimo di un anno».

La piattaforma utilizzata è il Lotus Notes già in uso per la posta elettronica, sulla quale è stato sviluppato un database per il portale. Quanto al motore di ricerca, una tra le applicazioni chiave della intranet, si è deciso di privilegiare la tecnologia del linguaggio naturale: «La scelta è ricaduta su Expert System - sottolinea Farneti - anzitutto perché è un'azienda modenese, quindi appartenente al tessuto locale ed è in grado di garantirci facilità di supporto e una comunicazione più diretta. Avevamo già sperimentato la loro soluzione nel 2001, nell'ambito del progetto europeo Eden, che prevedeva l'implementazione del linguaggio naturale nella gestione dei rapporti con i cittadini. I sistemi implementati, in quel caso, erano un message routing e un albero di Faq, ovvero di domande frequenti, interrogabile e accessibile digitando anche solo sinonimi, iperonimi (fiore al posto di rosa o viola - ndr), parole singolari e plurali, maschili e femminili. Anche Iperbole, quindi, verrà aggiornata con questa tecnologia».

Sono previsti 7 percorsi diversi, per i dipendenti, le aree di lavoro, i settori, i consiglieri, il territorio, la formazione e le news.

«Al momento siamo in una fase di tuning - conclude Farneti -. Stiamo, infatti, verificando la corrispondenza dei risultati delle ricerche effettuate sulla intranet da parte degli utilizzatori con le loro aspettative. In futuro, invece, l'idea è di implementare il linguaggio naturale non solo sulle postazioni pc ma anche all'interno dei chioschi multimediali e sui Pda in dotazione ad esempio, alla polizia municipale».

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