L’informatica in Italia chiude il 2002 in negativo

Nell’anno da poco concluso, Sirmi attribuisce al mercato dell’It un trend in contrazione (-1,3%). Le flessione si è sentita un po’ in tutti i comparti, ma soprattutto nell’hardware. All’iperdotazione tecnologica diffusa fa riscontro un parco applicativo datato.

 


Nel corso della prima metà dell’anno 2002 il mercato It ha fatto registrare un andamento meno dinamico delle aspettative: si è osservato, infatti, un peggioramento dello scenario di mercato e una crescita dell’It (e dell’Ip) complessivamente inferiore alle previsioni di inizio anno. Nel terzo trimestre 2002, sempre in merito all’andamento del mercato It, vengono sostanzialmente confermate le tendenze già emerse nel primo semestre: rallentamento e cautela negli investimenti in tutte le principali componenti di spesa.


Il 2002 si rivela, quindi, come un anno di "flessione" per il mercato It: a fronte di attese di crescita di inizio anno intorno all’8%, l’andamento degli investimenti nel corso del 2002 evidenzia invece un andamento negativo (intorno al -1%) rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo della spesa end user di 22.715 milioni di euro, contro i 23.008 milioni spesi nel 2001. Alcune voci di spesa, in particolare, hanno tassi negativi: nel 2002 gli utenti, per prodotti hardware e relativi servizi di manutenzione, per system software e applicazioni, oltre che per alcune categorie di servizi, hanno speso meno di quanto avevano speso nel 2001.


Le ragioni del rallentamento degli investimenti nel 2002 sono state sia di natura endogena, sia di natura esogena, cioè non direttamente legate a caratteristiche o eventi specifici del mercato It: crisi economica, sfiducia nella ripresa, disponibilità di spesa limitata sia nelle famiglie sia nelle imprese e così via.


I fattori di criticità intrinseci al mercato informatico sono, invece, da ricercare sia sul fronte dell’offerta, in termini di debolezza o carenza della stessa, sia sul fronte della domanda, in termini di una sua sostanziale "stanchezza". Va, infatti, considerato che il mondo delle imprese è caratterizzato da fenomeni di "quasi saturazione" della domanda di dotazioni tecnologiche, da ricondurre all’ampia, e in alcuni casi eccessiva, disponibilità di prodotti It, da cui una sorta di blocco degli investimenti principalmente in prodotti hardware; le situazioni di "iper-dotazione" tecnologica, però, si scontrano spesso con carenze dal punto di vista delle soluzioni applicative. Il parco applicativo della maggior parte delle imprese è infatti ancora di tipo tradizionale, soggetto a periodici interventi di manutenzione/aggiornamento e più raramente a fenomeni di sostituzione con soluzioni innovative; la presenza di soluzioni applicative di tipo innovativo e con funzionalità innovative è invece generalmente limitata. In sostanza, l’ampia disponibilità di componenti "infrastrutturali" negli ambienti It (tipicamente prodotti hardware e di networking) non si accompagna ad un altrettanto elevato livello qualitativo del loro utilizzo, permanendo spesso carenze sul fronte applicativo e delle finalità d’uso della tecnologia. I fenomeni precedentemente indicati sono riscontrabili, pur se in misura e con caratteristiche differenti, in tutti i comparti, dalle minori alle grandi aziende.

Domanda saturata nell’hardware


Il mercato It in Italia nel 2002 ha fatto registrare una decrescita, rispetto all’anno precedente, dell’1,3%, un tasso per la prima volta negativo dopo quasi dieci anni di progressiva espansione del mercato. Il rallentamento degli investimenti è stato avvertito da tutti gli operatori, sia dai fornitori di hardware sia dai fornitori di software e servizi. Va peraltro osservato che, a differenza di quanto accadde nel 1993, la ripresa degli investimenti attesa per il 2003 e per gli anni seguenti sarà decisamente più rapida. In occasione della precedente crisi del mercato It furono necessari circa quattro anni per tornare a livelli di crescita significativi; a fronte di un andamento sostanzialmente flat atteso per il 2003, è prevedibile invece che in un paio d’anni il mercato tornerà a crescere a tassi intorno al 4-5%.


Nel 2002 il comparto hardware in generale è quello che registra i rallentamenti di spesa più significativi, caratterizzandosi per una flessione dell’8,8% rispetto all’anno precedente, con una spesa complessiva di 8.030 milioni di euro; il rallentamento degli investimenti It rilevato nel corso dell’anno ha interessato, si è detto, tutte le principali voci di prodotto/servizio: segnali di rallentamento certi arrivano dal comparto consumer, in particolare in relazione alla domanda di pc che fa registrare, in valore, un calo del 15,5% rispetto al 2001; in rallentamento anche la spesa per pc desktop da parte dell’utenza business (si tratta ormai di un mercato prevalentemente di sostituzione, a causa dei sopra citati fenomeni di saturazione della domanda): il calo, in questo caso, è dell’11,2%. Ancora, sempre con riferimento al comparto pc, in diminuzione anche la spesa per pc server (-17,1%) e notebook (-3,3%), pur se il rallentamento che ha interessato quest’ultima categoria di prodotti è meno significativo di quello osservato sulle precedenti categorie. La diminuzione della spesa per Large system può ritenersi ormai fisiologica; in diminuzione anche la spesa per sistemi (sia Unix sia, soprattutto, proprietari, con tassi rispettivamente pari a -19,8% e 23,8%) e Workstation (-21%); in sensibile contrazione rispetto al 2001, infine, la spesa per stampanti


(-4,9%), storage (-11,1%) e networking (-7,8%).

Crescita modesta per il software


Con riferimento alla componente software, il rallentamento rilevato nel corso dell’anno ha evidenziato, in particolare, una maggiore cautela nella spesa per software applicativo (-1,4% rispetto al 2001), piuttosto che nell’acquisto di tool e middleware, che fanno invece registrare un aumento della spesa pari al 7,6%; la diminuzione della spesa per system software, nella misura del 4,3% rispetto al 2001, è da collegare e associare principalmente alla già citata riduzione della spesa per prodotti hardware, cui è strettamente correlata.


Nel complesso, comunque, il comparto software registra una crescita, seppur modesta, dell’1,1%, passando dai 3.302 milioni di euro del 2001 a 3.340 milioni nel 2002.


In rallentamento, infine, anche la domanda di servizi informatici: se nel 2001 questa categoria aveva registrato una crescita del 10,8% rispetto all’anno precedente, nel 2002 l’incremento si assesta sul 5%, registrando un valore complessivo di spesa pari a 10.640 milioni di euro. In particolare, la crescita della spesa nel 2002 è particolarmente modesta nell’area dei Project service, in cui sono ricompresi i servizi professionali associati all’implementazione di soluzioni applicative: la voce "It consulting" registra un tasso di crescita negativo (-4,4%, per una spesa di 404,8 milioni di euro), mentre i tassi relativi a servizi professionali in senso stretto, training e system integration sono positivi e intorno al 2-3%; inferiore rispetto all’anno precedente anche la crescita della spesa per servizi di gestione in genere (Management service: +9% contro una crescita del 14% registrata nel 2001), tra cui quella per servizi di hosting, housing e Asp, che registrano un aumento complessivamente pari al 2,6% contro il 31,3% relativo al 2001.


La spesa per servizi It si conferma comunque la principale voce di spesa It: nel 2002 tale componente assume un peso del 47% circa sull’intero comparto It, per un valore di oltre 10,6 miliardi di euro di spesa da parte dell’utenza finale.


Il rallentamento della spesa in tecnologia ha avuto effetti e si è manifestato anche sul mercato Ip, in quanto componente del mercato It: in questo caso il rallentamento è tuttavia meno rilevante di quello registrato sul mercato It. Tra le voci Ip che maggiormente hanno subito una contrazione si segnalano, come precedentemente accennato, i servizi di hosting/housing/Asp.

L’ora del realismo nel mondo Web


Sul mercato Internet e dei Web service si sono rilevati fenomeni di reazione all’eccesso di spesa registrato negli anni precedenti, e di reazione alla conseguente situazione di "iperdotazione tecnologica" degli utenti. In una prima fase di grande euforia e importanti aspettative verso il mondo Ip, privati e soprattutto imprese (sia utenti sia Isp) avevano infatti effettuato significativi investimenti, al fine di dotarsi delle necessarie infrastrutture abilitanti l’uso/la fornitura di soluzioni e servizi online.


Come già segnalato per il mercato It, anche in questo caso si è tuttavia assistito a fenomeni di carenza di offerta di soluzioni e servizi in grado di finalizzare le nuove risorse disponibili (Web e tecnologie Ip) alle esigenze delle imprese, da cui la decisione, da parte di numerose imprese, di rinviare ulteriori investimenti al momento in cui sarà disponibile un’offerta di soluzioni Ip più ricca e meglio strutturata; l’eccesso di spesa in ambito Ip registrato negli ultimi anni è peraltro tipico di mercati in fase di primo sviluppo; a questa fase ne segue necessariamente un’altra di "consolidamento", sia sul fronte dell’offerta sia della domanda, caratterizzata da fenomeni di banalizzazione dei prodotti e servizi più diffusi.


È il caso, ad esempio, dei servizi di hosting, considerati ormai dagli utenti come commodity a fronte di una ampia disponibilità di offerta e di una progressiva diminuzione dei prezzi, specie sulla fascia medio-bassa e relativamente ai servizi di base di puro hosting.


Carenze di offerta si segnalano sul mercato Asp: il mancato o ritardato decollo di questo mercato è infatti da ricondurre principalmente alla scarsa disponibilità di offerte applicative specifiche destinate ai segmenti target di utenza (Pmi), oltre che a una limitata conoscenza del servizio da parte degli utenti stessi. Va peraltro detto che le previsioni di sviluppo del mercato Asp sono particolarmente critiche, soprattutto in relazione ai volumi economici in gioco, sempre limitati, e al numero stesso degli utilizzatori dei servizi Asp, ancora estremamente ridotto.


Per il 2003 è attesa una ulteriore fase di cautela negli investimenti: il mercato It dovrebbe crescere dell’1,5% (-3,4% l’hardware, +3,1% il software, +5,2% i servizi It), con un andamento che poco si discosta dalle dinamiche misurate nel corso dell’anno appena concluso.

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