Libero AI Academy rende l’intelligenza artificiale più accessibile

Libero AI Academy

Italiaonline lancia Libero AI Academy, un nuovo servizio formativo pensato per avvicinare cittadini e professionisti all’intelligenza artificiale con corsi pratici, accessibili e adatti anche a chi parte da zero. L’obiettivo è rendere l’AI meno distante, meno tecnica e più utile nella vita quotidiana, nello studio e nel lavoro.

Il progetto nasce dentro un contesto in cui l’intelligenza artificiale è ormai entrata stabilmente nel dibattito pubblico, ma resta spesso percepita come una tecnologia complessa, riservata agli specialisti o comunque difficile da usare in modo consapevole. Italiaonline prova a intervenire proprio su questo spazio, proponendo una piattaforma che punta su semplicità, formazione concreta e percorsi mirati per pubblici diversi.

La scelta di legare il progetto al brand Libero non è casuale. Negli anni Novanta, Libero ha accompagnato una parte importante della diffusione di Internet in Italia, contribuendo a portare la rete nelle case e nelle abitudini digitali di milioni di persone. Con Libero AI Academy, Italiaonline tenta di replicare quella logica in una fase diversa dell’evoluzione tecnologica: non più l’accesso alla rete, ma l’accesso alle competenze di base per usare l’intelligenza artificiale.

Italiaonline punta su corsi AI pratici e non solo tecnici

Uno degli elementi più interessanti dell’iniziativa è il posizionamento. Gran parte dell’offerta formativa sull’AI continua infatti a rivolgersi a profili già evoluti: sviluppatori, data scientist, manager tecnologici o professionisti con competenze digitali avanzate. Libero AI Academy sceglie invece una direzione più trasversale, con percorsi costruiti per chi vuole capire come usare l’intelligenza artificiale senza dover partire da concetti tecnici complessi.

Il debutto della piattaforma prevede due percorsi formativi principali. Il primo è Autonomia Digitale, pensato per acquisire maggiore consapevolezza degli strumenti digitali e ridurre le barriere d’ingresso tecnologiche. Il secondo è Mastering ChatGPT, progettato per imparare a dialogare in modo più efficace con l’assistente virtuale più diffuso, ottimizzando attività di studio e lavoro.

La scelta dei due corsi iniziali mostra una strategia chiara: partire da bisogni immediati e riconoscibili. Da una parte c’è la necessità di rafforzare le competenze digitali di base, dall’altra quella di capire come usare strumenti AI generativi in modo utile, controllato e produttivo. Non teoria astratta, quindi, ma applicazioni concrete.

È una direzione coerente con il momento attuale. L’AI generativa è già disponibile per un pubblico molto ampio, ma la disponibilità degli strumenti non equivale alla capacità di usarli bene. Scrivere prompt efficaci, verificare le risposte, comprendere i limiti degli assistenti virtuali e applicarli correttamente a studio, lavoro o vita familiare sono competenze sempre più importanti.

Studenti, professionisti, famiglie e over 65 tra i destinatari

Libero AI Academy si rivolge a quattro target principali: studenti over 18, professionisti, famiglie con figli in età scolastica e over 65. È una segmentazione ampia, che riflette la natura ormai trasversale dell’intelligenza artificiale.

Per gli studenti, il tema è imparare a usare l’AI come supporto allo studio senza trasformarla in una scorciatoia opaca o in una dipendenza dagli automatismi. L’obiettivo è valorizzare il metodo, non sostituirlo. Per i professionisti, dipendenti o autonomi, il valore è invece nella semplificazione delle attività quotidiane e nell’arricchimento del profilo di competenze con strumenti ormai sempre più richiesti dal mercato.

Il coinvolgimento delle famiglie è altrettanto rilevante. L’AI è già entrata nella vita scolastica e domestica, ma spesso genitori e adulti di riferimento non hanno strumenti sufficienti per comprenderne opportunità, rischi e modalità d’uso corrette. Un percorso formativo pensato anche per loro può contribuire a ridurre il divario tra l’adozione spontanea da parte dei ragazzi e la capacità degli adulti di accompagnarla.

La scelta di includere gli over 65 amplia ulteriormente il senso dell’iniziativa. In questo caso, l’AI viene presentata come strumento per restare connessi all’innovazione, mantenere la mente allenata e ridurre il rischio di esclusione digitale. È un aspetto non secondario, perché l’intelligenza artificiale rischia di accentuare nuove forme di divario se resta confinata ai soli utenti già digitalmente competenti.

I quattro pilastri di Libero AI Academy

Italiaonline individua quattro elementi distintivi per Libero AI Academy: trasversalità, formazione pratica, aggiornamenti gratuiti e competenze certificate. Sono pilastri che rispondono a problemi reali del mercato della formazione AI.

La trasversalità serve a rendere i corsi accessibili a chi ha livelli di partenza diversi. La formazione pratica punta invece a superare l’approccio puramente teorico, spesso poco efficace per chi vuole capire come usare subito gli strumenti nella vita reale. Gli aggiornamenti gratuiti sono un elemento importante in un settore che cambia rapidamente, dove contenuti e funzionalità possono diventare obsoleti in tempi brevi.

La certificazione finale aggiunge una dimensione di valorizzazione delle competenze acquisite. Non si tratta necessariamente di una qualifica tecnica avanzata, ma di un attestato che può contribuire a rendere più riconoscibile il percorso svolto, soprattutto per chi vuole inserirlo nel proprio curriculum o nel proprio profilo professionale.

Il sito è stato realizzato in collaborazione con Across Digital Solution Company, attraverso il brand e la piattaforma e-learning AI Digital Master Academy, che si occuperà dell’erogazione dei corsi. L’accordo combina quindi la forza del marchio Libero con una piattaforma formativa verticale, orientata alla didattica digitale.

Italiaonline vuole rafforzare il proprio ruolo di abilitatore digitale

Domenico Pascuzzi, Marketing & Go-to-Sales Director della business unit Media & Tech di Italiaonline, spiega così il senso dell’iniziativa: “Con il lancio di Libero AI Academy rafforziamo il nostro impegno nel rendere l’intelligenza artificiale accessibile, pratica e orientata al valore. Non si tratta solo di formazione, ma di trasformare competenze in risultati concreti. Vogliamo accompagnare professionisti, studenti, famiglie e chiunque abbia la curiosità di continuare ad apprendere, verso un futuro più competitivo guidato dall’innovazione, confermandoci nel ruolo di abilitatore digitale del Paese, con la promessa e l’impegno di ampliare costantemente il catalogo formativo nei prossimi mesi con nuovi contenuti, moduli e opportunità di apprendimento”.

La dichiarazione chiarisce anche l’evoluzione prevista della piattaforma. Libero AI Academy non nasce come iniziativa statica, ma come catalogo destinato ad ampliarsi nei prossimi mesi con nuovi contenuti e moduli. Questo aspetto sarà decisivo, perché la formazione sull’AI richiede aggiornamento continuo: cambiano gli strumenti, cambiano i casi d’uso, cambiano i rischi e cambiano anche le competenze richieste.

Italiaonline si muove così su un terreno coerente con la propria identità di digital company. L’azienda opera nel segmento consumer con brand come Libero, Virgilio, DiLei, QuiFinanza, SiViaggia, Buonissimo, Supereva, PagineBianche, PagineGialle, PgCasa e TuttoCittà, e raggiunge ogni mese 24 milioni di utenti unici, con una market reach del 55% secondo dati Audicom di ottobre 2025. Questo bacino potenziale può diventare un canale importante per portare la formazione AI a pubblici molto diversi.

L’AI diventa anche un tema di alfabetizzazione digitale

Il punto più rilevante di Libero AI Academy non è solo l’apertura di una nuova piattaforma formativa. È il riconoscimento che l’intelligenza artificiale sta diventando una competenza di cittadinanza digitale. Non riguarda soltanto chi lavora nella tecnologia, ma chi studia, lavora, gestisce una famiglia, comunica online o vuole restare aggiornato rispetto all’evoluzione degli strumenti digitali.

Questo passaggio è importante perché l’AI generativa ha abbassato la soglia di accesso agli strumenti avanzati, ma non ha eliminato il bisogno di competenze. Anzi, lo ha reso più urgente. Saper usare un assistente virtuale, valutare una risposta, evitare errori, riconoscere contenuti imprecisi e applicare l’AI a un’attività concreta sono abilità che non possono essere date per scontate.

Libero AI Academy prova quindi a collocarsi in una fascia intermedia tra la formazione specialistica e l’uso spontaneo degli strumenti. È un’area probabilmente destinata a crescere, perché molte persone sono curiose di usare l’AI, ma non sanno da dove iniziare o temono di farlo in modo sbagliato.

La sfida sarà rendere i percorsi realmente semplici senza banalizzare il tema. L’intelligenza artificiale può offrire vantaggi concreti, ma richiede anche consapevolezza: sui dati, sulle fonti, sui limiti dei modelli, sulla sicurezza e sull’uso responsabile. Se riuscirà a tenere insieme accessibilità e qualità didattica, Libero AI Academy potrà contribuire a ridurre una parte del divario che oggi separa la disponibilità degli strumenti AI dalla capacità effettiva di usarli bene.

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