L’Europa punta sulla scuola per formare su Internet

Non è propriamente una novità. La scuola è il luogo prediletto per formare i futuri internauti. E infatti, l’ingresso di Internet nel mondo scolastico era già una delle priorità del programma e-Europe. Apparentemente, …

Non è propriamente una novità. La scuola è il luogo prediletto per
formare i futuri internauti. E infatti, l’ingresso di Internet nel
mondo scolastico era già una delle priorità del programma e-Europe.
Apparentemente, però, le cose, da un anno a questa parte, non sono
andate troppo velocemente. Da questo rilievo si sono mosse le
considerazioni del Consiglio d’Europa, dopo l’ultima riunione, appena
conclusasi a Stoccolma. "Obiettivi supplementari per la
connessione delle scuole a Internet"
sono al centro dei programmi
messi a punto da Bruxelles. Nel documento conclusivo dell’ultima
assise, si legge che "reali progressi sono stati compiuti sulla
connessione a Internet e sul suo utilizzo nelle imprese, le scuole e
gli uffici, ma gli europei non ne stanno ancora sviluppando appieno
le possibilità in settori chiave, come i servizi pubblici, la Pa on
line o il commercio elettronico.
Secondo la Commissione, le ricorrenti renitenze degli europei a
investire sul Web sono principalmente dovute a una mancanza di
fiducia verso la Rete"
. Per migliorare questa situazione, sarà
messo l’accento soprattutto sulla sicurezza delle reti, la protezione
dei dati e la vita privata sul Web.
Da ora al prossimo Consiglio di Goteborg saranno messe a punto misure
di "avviamento pratico", rammentando altresì ai paesi membri che lo
sviluppo del commercio elettronico non potrà compiersi senza
l’adozione di un quadro normativo-giuridico adeguato.

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