Le strategie per una Pa più efficiente e sicura

li organi pubblici stanno impegnandosi a offrire affidabilità, integrità e correttezza delle informazioni, per dare fiducia agli utenti

La diffusione delle tecnologie Ict ha raggiunto ormai quasi tutti gli uffici delle Amministrazioni pubbliche centrali (Pal), ove l’80% dei dipendenti pubblici dispone di un personal computer collegato in rete locale. L’erogazione di servizi in rete verso cittadini e imprese è in grande crescita. Buona parte dei servizi prioritari di competenza delle Amministrazioni centrali sono già disponibili e, in alcuni settori, come quelli fiscale e previdenziale, si è raggiunta un’ampia disponibilità di servizi online che pone l’Italia all’avanguardia in Europa. Parimenti, anche grazie a piani di incentivazione programmati nel corso di questa legislatura, le Pubbliche amministrazioni stanno compiendo intensi sforzi di adeguamento. Per rendere più facilmente fruibili i servizi in rete, sono stati realizzati i portali nazionali per i cittadini e le imprese.


In questo quadro di forte impegno innovativo, nel 2006, un sistema di servizi di comunicazione e di interoperabilità (che si avvale di reti Internet "dedicate" alla Pa, di concezione moderna, e con elevati livelli di sicurezza che lo collocano all’avanguardia in Europa), costituirà l’infrastruttura fondamentale, che consentirà di semplificare e velocizzare l’intera Pubblica amministrazione, centrale, regionale e locale, assicurando così la circolarità dell’informazione tra i diversi livelli di governo. Frattanto si sono completati, anche dal punto di vista normativo, gli elementi essenziali per la trasformazione dei rapporti tra Pubblica amministrazione, imprese e cittadini. Parlo della firma digitale, della posta elettronica certificata, del protocollo e del documento informatico, dell’archiviazione digitale, solo per fare alcuni esempi.


Dal 1° gennaio 2006, è in vigore il Codice dell’Amministrazione digitale, legge dello Stato che obbliga tutte le Amministrazioni ad affrontare una vera e propria riforma del "modus operandi". L’introduzione dell’innovazione tecnologica è stata finora lasciata alle decisioni delle singole Amministrazioni con approcci che spesso mancavano di una visione strategica o limitati ad ambiti sperimentali, che si sovrapponevano alle procedure tradizionali. Con il Codice si apre un nuovo capitolo sulla strada dell’efficienza, dell’efficacia e della trasparenza.


Principio ispiratore del Codice è il diritto dei cittadini e delle imprese all’uso di strumenti telematici per comunicare con la Pa e l’obbligo di quest’ultima di soddisfarlo. Affinché i cittadini del nuovo modello digitale, attraverso tutte le possibili strumentazioni che via via saranno attivate, siano esse tradizionali personal computer fissi o portatili, piuttosto che le sempre più complete e di comodo trasporto "mobile devices", si affidino con sempre maggior convinzione a quel che il paese sarà in grado di offrire, è necessario garantire loro affidabilità, integrità e correttezza delle informazioni, che saranno scambiate e dei loro trattamenti. La sicurezza informatica e nelle comunicazioni è, pertanto, un elemento fondamentale, che risponde al difficile compito di dare fiducia a tutti gli attori interessati, garantendo riservatezza e integrità dei contenuti, continuità e disponibilità dei servizi. A tal fine è necessario diffondere e far crescere la cultura della sicurezza informatica in tutti i livelli organizzativi delle strutture pubbliche e di quanti, imprese e organismi, operano nel settore dei servizi ai cittadini. Dopo la direttiva del ministro Stanca del gennaio 2002, dal titolo "Sicurezza informatica e delle telecomunicazioni nelle Pubbliche amministrazioni" cui hanno fatto seguito le "Linee guida del Governo per lo sviluppo della Società dell’Informazione", il 16 ottobre 2002, (con decreto interministeriale del Ministero delle Comunicazioni e del Dipartimento Innovazione e tecnologie) fu istituito il "Comitato tecnico nazionale per la sicurezza delle reti e delle informazioni nella Pa". Da allora, dopo un programma di audizioni con ministeri, authority, enti pubblici e locali, associazioni e organizzazioni private e esperti, mirato a valutare con un certo grado di precisione lo stato dell’arte in termini di sicurezza informatica del paese, questo organismo ha fornito, con vari atti e documenti, strategie e indicazioni puntuali in materia e in relazione a esse. Tra queste la costituzione, presso il Cnipa (Centro Nazionale per l’informatica della Pa), di un team denominato "GovCERT", a cui affidare compiti connessi alla prevenzione e alla gestione degli attacchi e incidenti informatici.


Dal recente convegno Cnipa, tenutosi a metà gennaio a Roma, sul tema "La sicurezza Ict nella Pa: strategie e azioni" è tra l’altro emerso che gli attacchi ai Si della Pa sono aumentati di oltre il 50% all’anno, arrivando a 140.000 nel 2003. È stato inoltre calcolato che un attacco a un Si di un comune di 50.000 abitanti comporta un danno economico di circa 30.000 euro al giorno.


Per cui dal Comitato tecnico nazionale e dai responsabili di organismi deputati a rafforzare il sistema di sicurezza Ict e garantirne efficienza, affidabilità e riservatezza, sono scaturiti nuovi suggerimenti per la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie innovative nel nostro paese (si veda box sopra), proposte che potranno essere raccolte, sostenute e rafforzate dalla prossima legislatura.

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