Le regole per il perfetto video cv

Massimo Rosa, presidente di Profili & carriere, spiega perché può essere utile come realizzarlo

Modo alternativo di presentarsi a un’azienda, il video cv può essere un’idea interessante soprattutto perché dimostra una certa iniziativa oltre che dimestichezza con le nuove tecnologie.


E’ l’opinione di Massimo Rosa – presidente della società di ricerca del personale Profili & Carriere – che osserva con attenzione la crescita in rete dei video cv.


Perché è importante presentarsi all’azienda con un video curriculum vitae?
Perché questo strumento può rappresentare un plus davvero interessante per chi desidera proporre la propria candidatura: gli esperti di comunicazione sono concordi nell’affermare che l’efficacia di un messaggio dipende solamente in minima parte dal contenuto. È altresì molto importante il modo in cui questo messaggio viene percepito dall’interlocutore, che è influenzato principalmente da fattori relativi alla cosiddetta “comunicazione non verbale. In molti casi, l’aspetto visivo può spesso essere una discriminante fondamentale per ricoprire alcune posizioni lavorative e, nell’era del web 2.0, l’utilizzo del video curriculum come strumento di comunicazione personale e professionale diventa estremamente utile. Permette inoltre al candidato di dimostrare dinamicità, padronanza delle nuove tecnologie e capacità di stare al passo con i tempi”.



Le aziende italiane sono già pronte per questa novità o rimangono spiazzate?
Il video curriculum si sta timidamente affacciando anche in Italia. Questo accade soprattutto grazie all’intraprendenza di alcuni candidati, che creano i loro filmati e li inseriscono in siti come Youtube. All’inizio magari si tratta di esperimenti ma poi, con la pratica, il risultato migliora, e allora li recapitano ai selezionatori di personale oppure anche ai primi laboratori on-line che si fanno carico di raccogliere e catalogare i video cv, rendendoli disponibili a chi ne faccia richiesta”.






Ci sono dei settori che sono maggiormente sensibili verso questa novità?
“Ci sono settori che dell’immagine fanno il loro business principale,e quindi l’uso dei video cv li avvantaggia molto nello svolgimento del lavoro. Per esempio, nel mondo dello spettacolo, dei casting e nell’area dell’intrattenimento in generale, questi strumenti stanno pian piano sostituendo la richiesta del solito book fotografico: attraverso un filmato è più facile capire le doti di comunicatività dei candidati.
Di conseguenza i tempi delle selezioni si restringono, grazie al fatto che viene spesso saltata la fase della pre-selezione degli aspiranti che tipicamente è basata sulla valutazione dell’aspetto fisico”.


Oltre a creare un impatto diverso rispetto al cv tradizionale cartaceo, si hanno anche maggiori possibilità di assunzione usando questo strumento?
No, naturalmente il video cv da solo non è sufficiente come requisito per essere assunti. Invece, pensare di usare questo espediente come un’integrazione al più tradizionale curriculum vitae cartaceo, può essere una strategia vincente.
Rappresentare con le immagini ciò che difficilmente si può esprimere attraverso un foglio di carta, potrebbe rivelarsi un’arma vincente nel caso di equivalenza fra più candidati, il filmato può essere quella nota di distinzione che focalizza l’attenzione di un addetto alla selezione”.



Quali sono gli ingredienti giusti per confezionare un buon video cv? Bisogna essere spiritosi, seri, professionali, bisogna stupire o essere convenzionali?
“Come per la realizzazione di un film, anche la produzione di un video cv deve rispettare alcune regole fondamentali, e nello specifico credo che le caratteristiche principali di un buon video curriculum possano essere riassunte così:


buona qualità – Molto più che in un curriculum vitae cartaceo, la qualità può influire sul giudizio degli esaminatori, perché rispecchia fedelmente l’impegno e le capacità del candidato. Presentare un filmato amatoriale di pessima fattura, che trasmetta una sensazione di precarietà ad approssimazione, può rivelarsi un clamoroso autogol.


Durata – L’obiettivo è di fare la migliore impressione possibile, facendo risaltare brillantemente le proprie capacità e potenzialità, il tutto in una manciata di secondi compresi tra i 60 e 100. Video curriculum di durata superiore sono a mio avviso inutili, e spesso possono apparire come auto-celebrativi.



Produzione– Come ogni prodotto dell’ingegno, la realizzazione del video dovrebbe essere libera e rispecchiare il carattere e la personalità del candidato.
Ci sono però alcune regole basilari, come quella di guardare nell’obiettivo, usare un tono di voce colloquiale, parlare in modo chiaro e non troppo veloce e non sorridere eccessivamente ma solo quando la conversazione lo richiede. Si potrebbero iniziare le riprese mettendo in evidenza le proprie abilità e descrivendo successivamente le esperienze accumulate, seguendo cioè uno schema rigido come quello utilizzato per il curriculum vitae cartaceo. Vanno evitate informazioni in eccesso, ricordando che lo scopo del filmato è attrarre lo spettatore e quindi farsi contattare per ottenere maggiori informazioni. È fondamentale risultare naturali, e di conseguenza non far vedere che si sta leggendo. Per ovviare al rischio di dimenticare il discorso, si può posizionare il foglio con le parole direttamente sulla video camera, come si usa nelle trasmissioni televisive. Per avere maggior scelta, sarebbe meglio realizzare più riprese per la stessa scena, così in seguito sarà più facile montare il filmato. Inoltre, per ottenere un buon prodotto, è meglio registrare in una stanza senza rumori di fondo e utilizzare una postazione fissa di ripresa.
L’abbigliamento deve essere adeguato al destinatario del messaggio e al contesto in cui ci si vuole inserire e, visto che deve rispecchiare la personalità, consiglio di indossare giacca e cravatta solo se lo si fa di consueto e di evitare vestiti appariscenti.
Il paradigma “è impossibile non comunicare” rimane sempre valido, soprattutto in questi casi dove vengono usate le immagini: è importante quindi cercare di controllare il linguaggio del corpo ed non mostrarsi in strane posture. Anche l’ambiente che fa da sfondo deve trasmettere una sensazione di sobrietà, per non distrarre lo sguardo dal messaggio che volete trasmettere.
Le mani infine sono utili per sottolineare i punti caldi del discorso, ma non devono comunicare nervosismo attraverso movimenti scomposti.
Come atto conclusivo del messaggio, vanno sempre inseriti i ringraziamenti.



Montaggio – Terminate le riprese, è necessario effettuare il montaggio delle scene per la realizzazione del video finale. Per effettuare questa operazione senza l’ausilio di professionisti, si possono trovare in rete molti software per il mixaggio delle scene.



Packaging e pubblicazione online – Realizzato il video finale, è necessario predisporre sia la versione on-line che quella su cd. Nel caso di una spedizione postale, consiglio di confezionare una custodia personalizzata, in modo da essere riconoscibili e rintracciabili subito.
In caso di auto-candidature effettuate tramite e-mail, basterà invece aggiungere un link che aprirà automaticamente il video curriculum, evitando di trasmetterlo in allegato nel messaggio”.



Sono già disponibili dati numerici sulla diffusione dei video cv e sulle richieste da parte delle aziende?
“I dati a noi disponibili dicono che l’utilizzo dei video cv è in decisa crescita, anche se non sono ancora così diffusi. Un’indagine di Vault ha rilevato invece che, solamente negli Stati Uniti, circa il 20% delle aziende riceve già video curriculum, e il 90% degli addetti alla valutazione del personale è positivamente predisposto a visionarli, ritenendo che siano d’ausilio al processo di selezione dei candidati”.

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