Le mother board Asus, tra tecnologia e canale

Daniele Buttafava, responsabile Southern Europe dell’area Open Platform, fa il punto della situazione di un mercato che in poco tempo ha cambiato totalmente le sue dinamiche e in cui la competenza dei reseller ha assunto un’importanza strategica.

Tre anni fa, in
Italia il mercato delle schede madri ha subito un calo importante. Ma da allora
si mantiene abbastanza costante. Attualmente, nel nostro Paese ogni dodici mesi
sono vendute circa 550mila schede madri. E di queste, 350-400mila sono Asus
”.
Sono queste le parole con cui Daniele Buttafava,
responsabile Southern Europe dell’area Open Platform di Asus,
riassume lo stato attuale di un settore che da lungo tempo vede la società
taiwanese tra i protagonisti. “E ancora
oggi siamo un attore di primo piano
– afferma con evidente soddisfazione
Buttafava -. Non sono molte le aziende
che possono vantare un listino di 60 modelli, che spaziano dai 70 ai 400 euro,
come facciamo noi. Tuttavia, dopo lo scossone di tre anni fa, le vendite sono
sempre meno costanti nel tempo e si alternano mesi con ordinativi molto importanti
ad altri in cui le richieste sono decisamente limitate
”.

Secondo Buttafava, si tratta di un’alternanza
davvero insolita che non sembra essere legata a periodi particolari, visto
l’andamento degli ordini nell’arco dell’anno. “Piuttosto, credo che la causa sia lo sconvolgimento che c’è stato nel
mercato italiano, che nel tempo ha portato da un panorama in cui i grandi
numeri li facevano pochi rivenditori, all’attuale situazione, dove lo stesso
fatturato è realizzato da circa 28mila reseller
”.

A questo aspetto, il manager di
Asus affianca un paio di altri elementi basilari. Il primo è che nel tempo sono
venute a mancare le grandi “produzioni” di computer. “Quelle realtà che in passato arrivavano ad assemblare anche 150 mila Pc
l’anno oggi hanno drasticamente ridotto l’attività di integratori. In alcuni
casi, ormai, la vendita di computer a marchio si limita solo a qualche migliaio
di macchine
”.

Il secondo elemento su cui
Buttafava mette l’accento è che diversi distributori specializzati nella
commercializzazione di componenti elettronici hanno nel tempo sempre più
ridotto la loro attività sul versante schede madri, arrivando anche a portarla
a incidere solo per il 5% sul fatturato globale.

In una situazione di questo tipo è
evidente che il ruolo del reseller assuma un’importanza strategica. “Oggi le nostre morther board hanno un
contenuto tecnologico altissimo – sostiene Buttafava -. Anche quelle più economiche
offrono una ricca dotazione di funzionalità che è bene saper spiegare ai
clienti, molti dei quali con sempre maggiore frequenza si rivolgono al negozio
vicino a casa per assicurarsi una certa assistenza. In questo senso, è basilare
la funzione informativa del rivenditore, che dovrebbe avere la possibilità di
far provare i nostri prodotti. Per questo offriamo l’opportunità di acquistare
le nostre schede madri a un demo price. Tutti i nostri rivenditori qualificati,
gli Asus Point, devono avere un punto vendita con vetrina. Se un utente non ha
idea di cosa comprare può scegliere in base al marchio e il nostro deve essere
ben in vista
”. Come contropartita, anche in un periodo difficile come
quello attuale, la società mette sul piatto la capacità di consentire ai propri
partner una crescita del 20% del fatturato nel primo trimestre 2012 rispetto al
primo quarter dello scorso anno.

Un canale che sta acquistando
molta importanza nelle vendite delle mother board Asus è quello degli e-tailer,
che attualmente rappresenta circa il 15% del fatturato globale. “Ai rivenditori online si rivolgono
principalmente quegli utenti tecnicamente preparati, che già sanno su quale
prodotto puntare e che quindi cercano il prezzo migliore o il momento più
adatto per l’acquisto
”, conclude Buttafava.

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