L’e-learning cresce. Ma senza le Pmi

Le grandi imprese trainano un settore che procede con una crescita a doppia cifra

L'e-Learning cammina spedito, ma non corre. A passo veloce procede verso una
costante crescita senza regalare boom eclatanti da new economy. L'Osservatorio
e-Learning 2006, realizzato da AiTech-Assinform con il Cnipa-Centro Nazionale
per l'Informatica, indica infatti che ''seppure a rilento, la crescita mostra una certa costanza e non ha subito arresti''. E le previsioni sono incoraggianti visto che i risultati dei corsi “appaiono più che buoni considerato l'alto tasso di soddisfazione''.



479 milioni di euro (+16,2%) nel
2006

contro i 411,9 del 2005 sono i numeri del settore che sconta ancora una ''resistenza culturale piuttosto forte, tipica di una fase in cui l'e-Learning viene ancora considerata una novità''.
373,6 milioni di euro arrivano dalle imprese mentre nella Pa 26 mila dipendenti hanno usufruito della formazione a distanza.
Nel mondo delle imprese sono soprattutto le grandi aziende a trainare il mercato, mentre secondo Roberto Liscia, vicepresidente di Aitech-Assinform, ''le Pmi si trovano ancora in una fase iniziale per l'uso di questi strumenti''.



Buona parte dei corsi (30,7%)
riguardano informatica e telematica, seguita dall'area giuridico-normativa (15,3%), linguistica (14,1%), tecnico-specialistica (10,2%), organizzazione e personale (7,6%).
Per quanto riguarda le università solo nove atenei includono nell'offerta formativa le attività di e-learning.
Sorprendenti i risultati delle scuole visto che il 70% dei
docenti è favorevole all'uso di Internet con scopi didattici e il 60% ne fa già
uso o incoraggia gli studenti a farlo.

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