L’affidabilità si calcola in serie di 9, non di 10

Il malfunzionamento di Facebook è un buon test per conoscere l’It.

Ha funzionato male per qualche ora questa stamattina, poi si è tirato su. Facebook è nuovamente utilizzabile in tutti quei paesi (Italia, Germania, Uk, Islanda, Svezia quelli più colpiti) in cui gli utenti avevano segnalato problemi. Il problema tecnico è stato trovato nei Dns.

Singolare ma non troppo il fatto che si è usato Twitter per portare in evidenza il problema, con il conio dell'hashtag usa e getta #facebookdown. Singolare perché su Facebook si potevano vedere i tweet che parlavano del suo problema provenienti dalla funzione di integrazione fra i due social.

C'è chi ha titolato “Web nel panico” e chi ha ironicamente osservato come quando “facebook va giù per qualche minuto tutti impazziscono”.

Diciamo che non è la prima volta che accade e anche che non sarà nemmeno l'ultima, per Facebook e per altri: questo è il cloud, questa è la rete, e per quanto si facciano sforzi per potenziare reti e datacenter, il concetto di Mtbf dall'informatica non si cancella.
L'affidabilità nell'It si calcola in serie di 9, non di 10.
E chi si meraviglia o si lamenta, rivela l'essere digiuno da questo assioma, con cui prima o poi deve entrare in contatto.
Questa è stata la volta buona per molti.

E allora ci chiediamo: il malfunzionamento di Facebook è da considerarsi un disservizio? Nel senso che è applicabile il concetto a una cosa che “è gratis e lo rimarrà sempre”?
Dal punto di vista degli utenti se ne può discutere; da quello degli investitori pubblicitari meno; da quello dei futuri finanziatori (quotazione e dintorni) crediamo ci sia ancora meno spazio per discussioni.
Ma intanto il social network ha ricordato a se stesso e al mondo cosa infinitamente non è.

Come cantavano i Genesis in Down and out, “nessuno di noi è più così giovane”.

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