La valenza dello storage presso le aziende italiane

Da un’indagine di NetConsulting è emerso che le telco sono il settore che investe maggiormente. Tra i driver che spingono all’acquisto, al primo posto c’è la gestione delle mail

Quale ruolo gioca lo storage all’interno delle imprese italiane? Come viene affrontato il problema della gestione dei dati e dei documenti dalle grandi aziende nazionali, qual è la propensione all’investimento e qual è il suo peso strategico? A queste domande ha cercato di rispondere un’analisi condotta da NetConsulting (per conto di Emc Italia) presso circa 60 aziende nazionali di fascia medio-alta (intervistando Cio e responsabili di infrastrutture e reti), campionate in base al mercato italiano: 64% appartenenti all’industria, 18% ai servizi, 12% alla finanza e un 6% alle Tlc. Giancarlo Capitani, amministratore delegato di NetConsulting ha osservato come per le aziende del panel il primo obiettivo di business sia ancora quello di razionalizzare i costi (70% del campione), seguito da un aumento della quota di mercato (50%) e quindi da un miglioramento dell’efficienza, sia attraverso la reingegnerizzazione dei processi, la razionalizzazione della struttura It e la ristrutturazione aziendale.


Per quanto riguarda lo storage, il mercato nel 2004 ha registrato un andamento negativo (-0,8%) attestandosi a 1,025 miliardi di euro, in quanto è stato il settore che nell’It si è distinto per il più elevato livello di downpricing.


Analizzando nello specifico quali sono le soluzioni storage presenti nel campione, le più diffuse sono risultate le SAN (Storage area network), in media presenti nel 76% del campione, (ma con punte del 100% nel settore della finanza e delle telco) seguite da NAS (Network attached storage) e DAS (Direct attached storage) presenti in quote minori rispettivamente del 28% e del 18%.


In media, per il campione, la spesa destinata allo storage si aggira sui 2,4 milioni di euro all’anno, con picchi di 15,8 milioni per le telco che sono il settore più dinamico su questo fronte, mentre sul totale del budget It la cifra incide per il 5,7%. L’area delle vendite, a diretto contatto con i clienti, è risultata per le aziende del panel quella in cui la gestione dei documenti assume un ruolo strategico, seguita dall’area amministrativo/contabile, dove però la situazione va migliorata.


Tra i progetti in corso o previsti, la storage consolidation è al primo posto, seguita dal NAS centralizzato, dalla storage virtualization e dallo storage management. Come già accennato, il telco è risultato il settore più dinamico, anche se, come ha osservato Capitani, nella seconda metà del 2005 è entrato in una fase di riduzione degli investimenti in quanto ha diminuito la marginalità. Pochi sono i progetti nell’industria, come pure nei servizi, mentre il finance, che è il settore che spende di più nell’It, in Italia è dominato da 15 grossi gruppi che hanno un forte potere contrattuale sui vendor. Questa situazione, però, porterà all’aumento del gap tecnologico e culturale tra società che proseguono negli investimenti di storage consolidation e di disaster recovery con uno sguardo nel 2006 all’Ilm (Informatione lifecycle management) e alla storage virtualization, mentre altre realtà proseguiranno sulla strada dei pochi progetti innovativi e del mantenimento dell’esistente.


Tra i driver che spingono all’acquisto di soluzioni storage troviamo al primo posto la gestione delle mail, il cui volume negli ultimi anni è aumentato del 42,4% e la cui strategicità è data anche dal fatto che, diventando un documento certificato, sta avendo molto più interesse per l’azienda. Un altro driver è dato dalla compliance per rispettare le norme, che scardinano il precedente modo di archiviare i documenti, per cui questo fatto impone netevoli innovazioni. Sul fronte dell’ottimizzazione della gestione del ciclo di vita delle informazioni (Ilm), in media solo il 12% del campione dichiara di avere progetti in corso (contro il 66,7% delle telco), mentre il 20% ammette di averne in previsione.

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