La sicurezza made in Italy di Endian

Modello distributivio ibrido per la società altoatesina che, basandosi sul modello open source, ha sviluppato una soluzione di unified threat management scaricata da oltre 700mila utenti nel mondo.

C’è un’Italia protagonista anche nel mondo dell’Ict. È quella di aziende che hanno individuato profittevoli nicchie di business e si sono ingegnate per presidiarle con la capacità di combinare l’abilità ingegneristica con una visione innovativa anche in termini di modello.

Endian è una di queste realtà. Dietro un brand dal suono certamente molto internazionale, si cela una società nata nel 2003 in Alto Adige e capace di conquistarsi, a oggi, un bacino di utenza di oltre 700mila soggetti sparsi per il mondo.
Merito del modello open source, scelto fin dall’inizio per diffondere la propria soluzione Utm (Unified threat management), realizzata in forma di appliance per la protezione delle reti dalle più comuni minacce provenienti dall’esterno, ma anche dall’interno delle aziende.

“Abbiamo scelto questa via per farci conoscere e consentire a chiunque di scaricare e testare il nostro prodotto – spiega Raphael Vallazza, amministratore delegato di Endian – e su questa base si è costruita una comunità che ci ha aiutato a migliorare e far crescere la nostra proposta. Alla versione di base, se ne affianca però anche una commerciale, che comprende supporto e aggiornamenti ed è su questa che abbiamo costruito un business che oggi ci vede presenti in oltre quaranta paesi nel mondo”.

La famiglia Utm è oggi arrivata alla versione 2.4, che potenzia le proprie capacità d protezione sia in ambienti wired che wireless. In particolare, la soluzione integra un aggiornamento del modulo Endian Hotspot, che si occupa dell’autenticazione e della gestione dell’accesso in Wi-Fi degli utenti da ogni dispositivo adatto alla navigazione Internet. A questo si aggiunge l’integrazione dei dispositivi virtualizzati, attraverso l’Utm Virtual Appliance, che supporta i principali hypervisor in circolazione (VmWare, Xen, Kvm).

“Il modulo esiste dal 2006 – illustra Vallazza – e fin dall’inizio è stato pensato per essere allineato a quanto dettato dalla legge Pisanu e dalle normative anti-terrorismo. Pur essendo adatto alle esigenze delle più diverse tipologie di aziende, Utm 2.4 ci sembra ideale per i locali pubblici, come bar e alberghi, ma anche aeroporti, scuole e biblioteche”.

L’interfaccia utente e la semplicità d’uso sono altri due elementi ai quali Endian ha prestato da subito particolare attenzione. La grafica è del tutto Web-oriented e per l’installazione non occorrono, secondo Vallazza, più di dieci minuti. Anche il modulo Hotspot aderisce a questa logica, offrendo un’interfaccia di configurazione che consente in ogni momento di modificare la modalità di tariffazione del servizio Wi-fi e la relativa fatturazione. Ma Utm 2.4 aggiunge anche la funzionalità SmartConnect, che consente agli utenti di richiedere un account da qualunque dispositivo (computer, smart phone, tablet e così via), scegliendo la modalità d pagamento preferita e ottenendo rapidamente le credenziali per l’accesso.

Gli sviluppi Wi-fi sono certamente molto promettenti per un’azienda come Endian. La possibile futura liberalizzazione delle frequenze apre scenari interessanti, ai quali l’azienda altoatesina risponde puntando sulla scalabilità, che rende possibile la gestione anche di grandi quantità di utenti.
“Questo aspetto, accanto alla semplicità d’uso e a una contrattualistica che integra al proprio interno anche i tool di gestione ci consente di avere una proposta originale e alternativa a quella di multinazionali come Fortinet o Sonicwall”, commenta Vallazza.

Endian lavora con un modello commerciale inevitabilmente ibrido, visto che la versione Community è scaricabile da chiunque. Per gestire i rapporti evoluti, tuttavia, l’azienda si è costruita una rete di distributori e rivenditori, in Italia ma soprattutto all’estero, dove oggi viene realizzato il 60% del fatturato (1,7 milioni di euro nel 2010, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente).
Per l’immediato futuro, si prepara il lancio di un dispositivo hardware integralmente sviluppato in Italia, pensato per le Pmi, dotato di bassi consumi energetici e orientato al mondo del cloud computing.

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