La ricetta del successo di Allied Telesyn

Antonio Belvisi, managing director della società, e Antonio Romano di Idc indicano la via per una strategia vincente nel rinnovato scenario del networking.

26 settembre 2002Con un fatturato globale di 710 milioni di euro nel primo semestre 2002, pari a una crescita del 18.3% rispetto al 2001, Allied Telesyn si conferma come una tra le aziende più solide nel panorama tecnologico del networking.
A un livello più basso, ma pur sempre di tutto rispetto vista l'attuale congiuntura, i risultati semestrali dell'Italia, dove Allied ha avuto un incremento del 5%, passando dai 35 ai 37 milioni di euro: uno dei pochi segni positivi del mercato delle aziende di networking.

“Abbiamo avuto questa crescita -ha dichiarato Antonio Belvisi, managing director di Allied Telesyn per il South Europe - perché abbiamo una serie di vantaggi che ci rendono competitivi e cioè il controllo delle tecnologie, una progettazione in casa degli apparati, un'offerta con oltre 400 prodotti che ci permette di trovare la soluzione più adatta alle esigenze del cliente e una serie di partnership qualificate”.

Positive anche le prospettive per il secondo semestre. “Pensiamo di confermare nel secondo semestre i risultati del primo e il trend che osserviamo ci conforta in tal senso”, ha affermato Belvisi.
Il fatturato in crescita dimostra che la società che sta passando indenne attraverso una delle crisi di mercato del settore più seria dell'ultimo decennio. Analizzando il product mix, sempre nel primo semestre 2002, si nota anche che il fatturato in prodotti di fascia alta, come router e switch di livello 3 o superiore, ha contribuito per il 43% del fatturato globale, un fatto indicativo del riposizionamento della società.

L'opinione di Idc

I risultati di Allied per il primo semestre assumono un significato ancora maggiore se si considerano le dichiarazioni di Idc sul futuro del mercato. “Per il 2002 ci aspettiamo una flessione del 6,4% per le infrastrutture e le nuove soluzioni” ha affermato Antonio Romano, vice president della società di ricerche Idc.
Peraltro, la padronanza della tecnologia e uno spostamento verso la fascia alta di Allied appaiono in linea con un'altra delle considerazioni espressa da Idc, secondo la quale l'innalzamento del livello qualitativo della domanda si è tradotto in un consolidamento del market share delle società leader.
Pur in una situazione critica, se si ragiona in termini di tassi di crescita considerati del tutto soddisfacenti sino a due-tre anni fa, le previsioni per il mercato italiano dei prodotti e sistemi di networking non sono poi così negative. Idc stima il fatturato 2002 in circa 1.693 milioni di euro e indica per il 2005 il raggiungimento di un valore pari a circa 2.201 milioni di euro, con una crescita media annua vicina al 9%.

Una cosa è però ritenuta certa. Il mercato diventerà più competitivo e richiederà un livello elevato di competenza tecnica, a partire dall'eccellenza, soprattutto per operare nell'ambito tradizionale del networking costituito dalle piattaforme infrastrutturali di base e cioè prodotti e sistemi come router o LAN switch.
In pratica, se fino pochi anni fa l'offerta di networking tradizionale rappresentava la quasi totalità del mercato, oggi, pur risultando ancora al primo posto come volumi, vede emergere accanto ad essa componenti la cui importanza non può essere trascurata e che assumono la valenza di fattori abilitanti quali la corretta gestione tecnologica ed economica dell'intera infrastruttura di networking. È una evoluzione che indica il passaggio progressivo dal concetto di prodotto al concetto di soluzione, con l'inserzione nell'ambito del networking di tutta una serie di componenti quali il network management, servizi di gestione dell'infrastruttura, applicazioni wireless, VoIP e adeguati servizi di security.

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