La “green It” da scelta virtuosa a necessità?

Sostenibilità, rispetto dell’ambiente e smaltimento sono i temi caldi della “green It” che interessano sia gli utenti che i produttori. Per entrambi i fronti, il primo, concreto problema è legato al consumo energetico; c …

Sostenibilità, rispetto dell’ambiente e smaltimento sono i temi
caldi della “green It” che interessano sia gli utenti che i produttori.
Per entrambi i fronti, il primo, concreto problema è legato al consumo
energetico; con una progettazione specifica è, infatti, possibile realizzare
economie significative, soprattutto per i data center, le cui specifiche necessità,
tecnologiche e ambientali, impongono la climatizzazione dei locali, la ridondanza
delle reti di fornitura, l’attrezzatura per lo storage, tutti requisiti
che fanno ampio ricorso all’energia. Conoscere a fondo gli aspetti progettuali
degli ambienti destinati a ospitare server e postazioni desktop, per esempio,
significa scegliere unità tecnologiche in grado di soddisfare già
oggi i requisiti di risparmio energetico di cui si parla con insistenza anche
in Italia (come conseguenza del recepimento della specifica direttiva europea).

A questo proposito, è bene ricordare che la maggior parte delle grandi
aziende impegna dal 4 all’8% del proprio budget It nelle spese per la
fornitura energetica, percentuali destinate a salire drasticamente, a fronte
dei costi sempre più alti dell’energia e delle crescenti richieste
di potenza di calcolo dei grandi data center. Se poi, a queste riflessioni,
si aggiunge la constatazione che un data center ha un consumo energetico complessivo
almeno doppio rispetto ai server singoli, è evidente come la questione
energetica sia destinata a essere prioritaria nell’agenda del Cio. C’è,
però, un altro aspetto cruciale nel futuro dell’It: le ricerche
di Gartner indicano che nei prossimi cinque anni saranno più di 800 milioni
i pc sostituiti nel mondo; di questi, almeno 512 (il 64%) saranno eliminati,
con oltre il 73% di essi consegnati alle discariche e solo una piccola percentuale
destinata a essere riciclata.

Prospettive ben lontane dal concetto di sostenibilità, per cui consumatori
e legislatori dimostrano crescente sensibilità. A gennaio 2007, per esempio,
in Europa, entrerà in vigore la direttiva Weee (Waste of electrical and
electronic equipment) che impone regole restrittive allo smaltimento del materiale
elettrico ed elettronico; a essa si aggiunge la direttiva RoHs (Restriction
of Hazardous Substance), entrata in vigore lo scorso gennaio, che regolamenta
lo smaltimento di sostanze come il mercurio, il cadmio, il cromo esavalente,
presenti nel materiale It.
Cresce, dunque, la pressione di consumatori e legislatori sull’It; la
“green It”, da scelta virtuosa, potrebbe presto diventare una strada
obbligata, premiando chi già ha saputo accogliere le esigenze della sostenibilità
nello sviluppo del portafoglio prodotti.

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