La gestione dei rischi spaventa i manager della supply chain

La capacità di gestire le relazioni di filiera nel dual sourcing è un notevole vantaggio competitivo, visto che la maggior parte degli uffici acquisti ha una scarsa conoscenza della propria rete di fornitori secondari. Il timore emerge dall’ultima edizione del Barometro SRM.

Gli eventi calamitosi mettono a prova la supply chain di molte aziende evidenziando i limiti dei principi su cui si basa la pianificazione produttiva: il just-in-time, ossia la riduzione dei costi di magazzino, il global sourcing per la riduzione dei costi d'acquisto, la standardizzazione dei componenti.

È per questo che il 62% dei manager della supply chain mette la gestione del rischio tra le proprie priorità.
Risulta dall'ultima edizione del Barometro SRM (Supplier Relationship Management), indagine condotta da CSC con l'Istituto di ricerca indipendente TNS Sofres su un panel di oltre 160 direttori acquisti e logistica di grandi aziende statunitensi ed europee, Italia compresa.

Una maggiore consapevolezza sta determinando l'evoluzione dei processi atti a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, dual sourcing in particolare, e c'è la tendenza a instaurare relazioni con i fornitori basate su partnership di lungo periodo.
Indicata come priorità dal 76% dei direttori acquisti-logistica, la capacità di saper gestire tali relazioni è un notevole vantaggio competitivo, poiché la maggior parte degli uffici acquisti ha una scarsa conoscenza della propria rete di fornitori secondari.
In futuro sarà dunque necessario analizzare l'eventuale vulnerabilità dei rapporti con i fornitori e adottare le opportune misure per contenerla. La valutazione non dovrà essere solamente finanziaria, ma dovrà tener conto di qualità, audit e dashboard per poter rilevare le potenziali problematiche in termini di budget, tempistiche, qualità e sicurezza dei fornitori.

La metodologia è già una realtà in molti settori. La ricerca ha confermato, infatti, che nel 2011 il numero di aziende che ha valutato i propri fornitori integrando criteri standard a parametri specifici relativi, ad esempio alla capacità di supportare lo sviluppo sostenibile, è aumentato di circa la metà.

Se la gestione del rischio si colloca al terzo posto nella lista delle priorità di quest'anno (62%), i piani di riduzione dei costi (76%) e la gestione delle relazioni con i fornitori (76%) sono ancora, a pari merito, al primo posto.

Il cloud computing è stato indicato come uno strumento prioritario su cui far leva dal 17% degli intervistati (25% negli Stati Uniti e 10% in Europa). L'e-sourcing, con l'81%, ha superato l'e-procurement, attestatosi al 76%, seguito da intranet e comunità online (67%) e fatturazione elettronica (57%). Oggi la funzione acquisti sta cercando di rispondere all'esigenza, di maggior trasparenza e reattività.

Nella maggior parte dei casi i direttori acquisti-logistica ritengono che il modo migliore per raggiungere tali obiettivi sia implementare sistemi informativi sostenuti da dati robusti, che consentano loro un monitoraggio costante della base fornitori e l'eventuale identificazione di competitor in grado di sostituirli.

Nei prossimi anni, quindi, la priorità dovrà riguardare la mappatura e la classificazione di tutti i dati raccolti in funzione della natura economica, politica o ambientale degli stessi. Anche lo sviluppo di progetti di collaborazione è parte integrante della ricerca di una maggiore trasparenza e reattività.

La funzione acquisti sta lavorando per riformare le modalità di gestione delle proprie reti di partner, con l'obiettivo di includere i fornitori in ecosistemi sempre più partecipativi. In tale contesto, l'adozione di strumenti collaborativi offre vantaggi in termini di monitoraggio delle performance dei fornitori, consentendo sia a loro sia ai clienti interni di lavorare su un unico sistema e di condividere metodologie e strumenti.

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