La carta di credito va nel telefonino. Con un futuro da Mvno

In aumento le soluzioni di pagamento tramite mobile. E i big delle carte di credito diventano operatori mobili virtuali

Il sassolino che ha iniziato a rotolare sulle montagne di Sondrio è, secondo Mino Fiordi, direttore generale del Credito Valtellinese l’inizio di una valanga che ci porterà fra qualche anno a utilizzare sempre di più il cellulare al posto del portafoglio.


La strada, aggiunge Mary Carol Harris, è già tracciata. All’esperimento di Sondrio se ne affiancheranno altri che il prossimo anno potrebbero già vedere coinvolte circa cinquantamila persone alla volta rispetto alla cinquantina di oggi. Pagamenti di prossimità (il bar) pagamenti in remoto (m-commerce) e trasferimenti di denaro sono le tre aree di sviluppo. Da questo punto di vista Visa è sicuramente ben piazzata ma nel mondo non è l’unica a muoversi in questa direzione che fa intravedere sullo sfondo un ruolo differente dei big delle carte di credito che potrebbero interpretare il ruolo di Mvno, operatore mobile virtuale.


Attualmente in Giappone Visa opera con un servizio di pagamento mobile su cellulari e carte di plastica, in India i consumatori possono usare il mobile per pagare il conto al ristorante e in Corea i pendolari possono utilizzare il conto Visa per ricaricare automaticamente i loro abbonamenti T-Mobile tramite la scheda Sim del telefono.


Più avanzato lo scenario coreano dove Bc Card sta pianificando la sua entrata sul mercato delle telecomunicazioni così come ha intenzione di fare Shinhan card, il numero uno del mercato locale.


La situazione è in pieno movimento tanto che The Korea communication commission, che ha il compito di regolare il mercato locale, sta pensando di adeguare il quadro normativo alla mutata situazione.


Tornando alla situazione italiana, il pagamento via cellulare non può che ricevere il pieno supporto del sistema bancario sempre alla ricerca di nuove soluzioni che facciano diminuire l’utilizzo del contante.


Da, infatti, gli istituti di credito conducono una dura battaglia, persa, contro l’uso del contante che, secondo Giuseppe Zadra direttore generale dell’Abi, ci vede agli ultimi posti in Europa. Per il sistema questo significa un costo di dieci miliardi l’anno, “due terzi pagati dalle imprese e un terzo dalle banche. E non sappiamo con esattezza quanto sia la spesa per la Pubblica amministrazione. Non bisogna poi dimenticare il costo sociale legato a furti e rapine”.

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