La banca tecnologica

Le fondazioni di Accenture e del Politecnico fanno il punto sull’influenza della tecnologia nel fare banca in Italia.

Fondazione Italiana Accenture e Fondazione Politecnico di Milano hanno realizzato il rapporto “La banca come fabbrica. Automazione, modelli organizzativi, economie di scala”, per comprendere l'impiego della tecnologia nel mondo bancario e quantificarne i benefici in termini di risparmio sui costi, entrate economiche e qualità del servizio al cliente.

Dal rapporto è emerso che l'industrializzazione dei processi bancari rimanda direttamente alle modalità produttive adottate in altri settori di business, in particolare quello automobilistico, dal quale possono essere mutuate prassi valide come la standardizzazione dei processi produttivi, la componentizzazione e la modularizzazione dei prodotti/servizi e la differenziazione dell'offerta senza complessità di gestione interna.

Da qui emerge la diversità fondamentale tra la destinazione degli investimenti in Ict nel periodo della new economy e quelli attuali: dall'innovazione fine a se stessa si è passati ad investimenti mirati al miglioramento dell'efficienza focalizzati sul core business.

La ricerca si è concentrata sulle 15 principali banche italiane, che rappresentano il 62% degli sportelli a livello nazionale.

I processi di servizio ritenuti maggiormente rappresentativi sono i bonifici multipli in uscita, le presentazioni Ri.Ba., i mutui residenziali e i bonifici in ingresso.

Si osserva una netta distinzione tra i processi altamente standardizzati (come Ri.Ba. e bonifici in uscita) e quelli che, come i mutui, presentano margini di miglioramento ed elevati trend di crescita. Solo l'11% delle banche nazionali e il 20% di quelle locali e regionali danno all'utente la possibilità di visualizzare online il piano di ammortamento e, in un numero ancora più ridotto, di pagare le rate via Web oppure di chiedere allo sportello di analizzare i dati di un preventivo personalizzato ottenuto online.

Con riguardo alla gestione del workflow, solo il 34% degli istituti operanti in tutta Italia e il 60% di quelli attivi a livello locale o regionale dispone di sistemi totalmente integrati.

Dal punto di vista della gestione documentale, solo il 20% prevede per le filiali la possibilità di inoltrare le pratiche in modalità totalmente elettronica ad organi superiori, come nel caso in cui siano necessarie verifiche approfondite prima della delibera.

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