Jailbreak: si può anche su iPhone 5 con iOs 6

David Wang, hacker di fama mondiale, ha dichiarato di essere riuscito ad effettuare il jailbreaking di un iPhone basato su iOS 6, l’ultima versione del sistema operativo destinato ai dispositivi mobili di casa Apple.

David Wang, hacker di fama mondiale, ha dichiarato di essere riuscito ad effettuare il jailbreaking di un iPhone basato su iOS 6,
l’ultima versione del sistema operativo destinato ai dispositivi mobili
di casa Apple. Si tratta di una scoperta notevole se si pensa che i
tecnici della Mela hanno riposto grandi sforzi nel rendere più solido
iOS, nel tentativo di impedire qualunque intromissione dall’esterno.
Eppure, anche questa volta, Wang avrebbe scovato alcune vulnerabilità di
sicurezza insite nel sistema operativo utilizzandole per eseguire
codice arbitrario. In questo modo, il ricercatore è riuscito a
“sbloccare” il telefono effettuandone con successo il jailbreaking.

Traducibile in italiano col termine “evasione“, il termine “jailbreaking
fa riferimento a quelle procedere che consentono di installare
applicazioni e pacchetti alternativi rispetto a quelli presenti nel
negozio online Apple App Store. Gran parte degli utenti di iPhone sottoposti a jailbreak si rivolgono a Cydia, uno “store” non ufficiale che contiene applicazioni di ogni genere.

Mentre,
da un lato, Apple ha sempre combattuto strenuamente la pratica del
“jailbreaking” invitando gli utenti a non adottarla ed informandoli
sulle possibile problematiche di sicurezza che potrebbero presentarsi
(l’installazione di applicazioni non supportate potrebbe portare, sullo
smartphone, malware o condurre all’esecuzione di codice dannoso), lo
“sblocco” dei melafonini è stato giudicato “legale” da parte del Copyright Office statunitense in forza di un’eccezione contenuta nel Digital Millennium Copyright Act.

Così, Wang – che su Twitter è conosciuto con l’appellativo “plantebeing” – conferma di essere riuscito a “penetrare” in un iPhone 5 aggiornato ad iOS 6.0.2.
L’hacker ha comunque messo le mani avanti: non intende rilasciare
pubblicamente il codice exploit che permette di avviare l’operazione di jailbreaking. “Se
pubblicassi adesso tutti i dettagli tecnici, ci bruceremmo un
importante exploit che in futuro permetterà di esaminare tutte le nuove
versioni del firmware degli iPhone e di aiutare coloro che effettuano il
jailbreaking
“, ha scritto Wang motivando la sua decisione.
Wang parla di un nuovo jailbreak “untethered”:
ciò significa che il dispositivo iOS 6 non dovrà essere connesso ad un
computer dopo ogni riavvio per rieffettuarne lo sblocco e che
l’intervento apportato avrà quindi valenza permanente (non come accade,
ad esempio, con “limera1n“).

Il ricercatore precisa di aver sfruttato quattro diverse vulnerabilità per condurre in porto il jailbreaking.
Se le falle individuate da Wang venissero scoperte, è probabile che
Apple possa risolverle in vista dell’imminente arrivo di iOS 6.1. “In ogni caso“, osserva l’hacker, “nonostante
il jailbreaking sia divenuta cosa più complessa, coloro che parlano
della morte del jailbreak usano certamente toni esagerati
“.

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