iPhone, un gioco di vincoli

A poche ore dal lancio sul mercato del nuovo iPhone tornano le polemiche sui prezzi, sulle tariffe e sui vincoli.

E’ di nuovo polemica intorno all’iPhone. Quando mancano poche ore all’inizio della commercializzazione del nuovo dispositivo di casa Apple, i toni tornano ad alzarsi.

Potrebbe trattarsi dell’ennesima replica di bagarre già viste in passato, se non fosse che, questa volta, ad aver qualcosa da dire sono anche i tradizionali siti mac-centrici, intorno ai quali si radunano i tecnofan più accaniti.

Non convincono i prezzi, annunciati per il mercato italiano (719 dollari senza contratto). Non convincono i piani tariffari. Non convincono i vincoli che mano a mano si scoprono e che sollevano interrogativi non da poco sull’attribuzione delle responsabilità. Chi vincola chi? E’ Apple che impone listini e prezzi a Tim e Vodafone? Oppure sono i due carrier che di fatto costituiscono cartello e vincolano gli utenti?

Il risultato, per l’utente, è comunque deludente.
Prezzi esorbitanti per il prodotto senza contratto. Piani tariffari biennali se l’iPhone viene acquistato abbinato a un contratto voce/dati. Qualcuno tira fuori la calcolatrice, e prova a valutare quanto finirebbe per pagare, al termine dei 24 mesi, il dispositivo al netto del traffico. Il totale è a 4 cifre. Troppe, anche per un iPhone. E per di più, Vodafone non permette di utilizzarlo come modem, obbligando di fatto l’utente ad aggiungere strumento a strumento: una chiavetta, ad esempio, con il suo bravo piano tariffario. E via che si riparte, di vincolo in vincolo, con un solo vincolato: l’acquirente..
E la solita domanda senza risposta: il nodo, chi lo fa?

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