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iPad: cinque anni che lasciano il segno

Sono passati 5 anni da quel 3 aprile 2010, quando, dopo l’annuncio di gennaio, iPad fece il suo debutto ufficiale sul mercato statunitense.
Sono tanti i siti americani che oggi ne celebrano l’anniversario, sottolineando come il tablet della Mela si sia rivelato in questi anni un vero “game changer”.
Nessuno, in quel momento, riusciva a capire la portata del cambiamento che ne sarebbe derivato: in fondo non era il primo tablet, in fondo gli ambiti di utilizzo e i limiti non erano ancora ben chiari.
In fondo, si diceva, in un anno se ne potrebbero vendere un milione di pezzi. Sette, ad andar bene.
Invece in quel primo anno i numeri già schizzarono verso il tetto dei 15 milioni di unità (2 i milioni nel solo primo mese di commercializzazione) e iPad si affermò come il portabandiera di una nuova categoria di oggetti hitech destinati a cambiare le regole del gioco.
Perché la vera vittoria è stata aver preso un segmento microscopico di mercato e averlo saputo trasformare in un mainstream.
La vera vittoria è stata saper trasformare un oggetto di cui pochi riuscivano a percepire l’utilità effettiva (“Perché dovremmo comprarlo?”, si domandavano gli editorialisti dei principali quotidiani americani) in un compagno indispensabile del lavoro e del tempo libero,
250 milioni sono gli iPad venduti da Apple in questi cinque anni e oltre 675.000 sono le app progettate specificamente per girare sul dispositivo.

È stato il prodotto con la crescita più veloce in tutta la storia di Apple, ma come tutte le storie di successo oggi sembra essere arrivato a una svolta.
Il mercato dei tablet è saturo, tanto che Idc prevede per quest’anno crescite del 2,1 per cento a fine 2015, ben lontane da quei balzi a tre cifre che caratterizzarono gli anni tra il 2010 e il 2011, e la concorrenza degli smartphone, dotati di schermi sempre più ampi, comincia a farsi sentire.
Da tempo si parla di un iPad con schermo ancora più grande, un iPad Pro destinato al mercato business: l’obiettivo è invertire la tendenza, che parla di contrazione progressiva, dopo il picco delle vendite natalizie del 2013.
Di certo l’alleanza con Ibm, per lo sviluppo di App specifiche per il mondo business è parte di questa strategia.

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