Internet e cellulari: in arrivo nuove restrizioni in Europa?

Dal New York Times un’analisi delle più recenti proposte di legge nazionali sui controlli nell’utilizzo di posta elettronica e telefono.

Sta trovando ampia eco negli Stati Uniti una disamina delle attività dei
singoli governi europei in merito alla conversazione dei dati relativi
all'utilizzo di Internet e dei servizi telefonici da parte dei singoli
cittadini.
Un attento articolo pubblicato dal New
York Times
parla di nuovi obblighi legislativi che vanno oltre quanto già
imposto dall'Unione Europea a tutti gli stati membri.


In Germania, ad esempio, cita l'articolo, una proposta del
ministro della Giustizia di fatto renderebbe illegale l'utilizzo di informazioni
fasulle per la creazione di nuovi acconti di posta elettronica, mentre in Olanda
un'altra proposta di legge richiederebbe alle società telefoniche di tenere
traccia del posizionamento preciso dell'utente nel corso dell'intera durata di
una conversazione.


Le motivazioni di queste nuove
restrizioni sono legate alla necessità di garantire maggiori e più accurati
controlli, nel quadro della lotta al terrorismo internazionale.


In ogni caso si tratterebbe di misure che anticiperebbero
l'entrata in vigore della Data Retention Directive, prevista per il 2009, per
evitare il rischio di un ammorbidimento della stessa a tutela della libertà
individuale.

Tra le proposte allo studio dei
singoli governi nazionali, quella che suscita più scalpore è senza dubbio quella
tedesca. Gli osservatori ne fanno da un lato una questione di principio (la
legge impedirebbe la creazione di identità fittizie alle quali far indirizzare
determinate tipologie di comunicazioni, mail pubblicitarie in primis),
dall'altro una questione di applicabilità.


La
proposta olandese, di converso, impone il monitoraggio degli spostamenti di un
numero elevatissimo di cittadini. Anche in questo caso, oltre alla difficile
applicabilità della legge, la posta in gioco è la violazione dei diritti umani.
E non è cosa da poco.

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